venerdì, 16 Aprile 2021
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Caffè: quando usi le cialde o le capsule, sai cosa c’è dentro?

“Quando io morirò, tu portami il caffè, e vedrai che io resuscito come Lazzaro.” Con questa frase, Eduardo De Filippo nella commedia ‘Fantasmi’, elogia le qualità quasi miracolose di un buon caffè. Erano i tempi in cui il caffè si faceva con la polvere di caffè, acquistata esclusivamente in torrefazione scegliendo la nostra miscela preferita, e con la moka napoletana.

Per gli amanti di questa bevanda, cosa c’è di meglio la mattina appena svegli, ad eseguire il rito di ‘montare’  la moka, accendere il fornello sotto la caffettiera, aspettare che il caffè ‘salga’ e che l’odore pervada tutta la casa e poi berne una tazzina?

Oggi, però, è quasi finito il tempo della moka e del caffè in polvere lasciando spazio più veloci e pratiche capsule o cialde dai vari formati (rotonde, quadrate, a cono, ecc.) preparabili con apposite macchine elettriche.

Ma sapete cosa c’è dentro una di queste capsule o cialde? Considerato che la contraffazione ha invaso il mondo degli alimentari, chi ci dice che il caffè non sia contraffatto?

A lanciare questo allarme è l’università statale di Londrina, nello Stato del Paraná, in Brasile. A tal proposito, gli studiosi hanno messo a punto un metodo, per individuare il caffè falso, che consiste in analisi chimiche e spettrometriche capaci di individuare subito i semi indesiderati nel prodotto, prima che questo venga distribuito nei bar, nei ristoranti e nei negozi.

Secondo quanto affermato dai ricercatori brasiliani, in tazzina finisce una miscela che solo apparentemente sembra caffè, ma che contiene altre sostanze, non nocive, come grano, orzo, frumento, soia e anche riso che vengono utilizzate, considerato il costo assolutamente inferiore a quello del caffè, esclusivamente per aumentare i profitti. Causa l’uso di questi prodotti alternativi e la siccità che ha colpito il Brasile, quest’anno si prevede una riduzione drastica della produzione di oltre 10milioni di sacchi, ovvero 42 miliardi di tazze di caffè.

Per degli esperti del Royal Botanic Garden di Kew, in Gran Bretagna, la situazione sembra ancora più catastrofica. Sostengono, infatti, che a causa del cambiamento climatico entro il 2080 il caffè arabico sarà estinto e lascerà il posto ad altre sostanze, magari di tipo chimico.

Quindi, domattina quando gusterete il vostro caffè, sempre che sia caffè puro, consideratevi fortunati: nel futuro, non è sicuro che tutti potranno godere di questo piacere.

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