Biennale Internazionale di Arte Sacra (BIAS): a Palazzo Riso la Conferenza sulla Filosofia e sull’Arte

il filosofo Frank Pierobon e la storica dell’arte Justyna Gajko-Berckmans
Il filosofo Frank Pierobon e la storica dell’arte Justyna Gajko-Berckmans

Continuano con successo gli appuntamenti inseriti nel ricco programma  della seconda edizione della Biennale Internazionale di Arte Sacra Contemporanea, BIAS. Ieri, infatti, si è tenuta presso Palazzo Belmonte Riso, nella Sala Kounellis, la Conferenza dal tema Filosofia e Arte, con il filosofo Frank Pierobon e la storica dell’arte Justyna Gajko-Berckmans, la cui presentazione è stata curata dalla direttrice della Biennale Chiara Modica Donà Dalle RoseDurante la conferenza, sono state presentate e commentate le opere fotografiche di Emmanuel Muraille, artista partecipante alla manifestazione artistica.

《Il progetto artistico di Emmanuel – scrive Justyna Gajko-Berckmans nella sua nota critica – gli permette di osservare, agire e, soprattutto, far riflettere. Ciascuna immagine, rivela la volontà di creare per contrastare gli effetti delle barbarie. La riconciliazione tra i corpi e le loro ferite diventa un gesto necessario che impedisce all’opera originaria di disfarsi totalmente e, di conseguenza, le permetterà di sopravvivere e trascendere dalla propria rovina》.

Emmanuel Muraille e Chiara Donà dalle Rose
Emmanuel Muraille e Chiara Donà dalle Rose

Emmanuel Muraille, per BIAS, ha realizzato quindici opere fotografiche raccolte nel progetto artistico denominato “Villa Giulia. Du beau su sublime. Quinze interventions photografiques” (“Villa Giulia. Dal bello al sublime. Quindici interventi fotografici”): immagini che intendono trasformare l’orrore di un busto di marmo a cui è stata mozzata la testa, in una nuova “bellezza”, incorniciando quelle “statue incomplete” all’interno di scenari capaci di esaltarli e valorizzarli. «Con le mie foto – rivela Emmanuel Muraille al GCPress – voglio rappresentare le emozioni. Questi busti, così come il giardino di Vila Giulia – continua l’artista – sono un bellissimo patrimonio di arte neoclassica molto antica e vedere questa distruzione (la testa mozzata delle statue), ha trasformato le mie emozioni da una prima fase di ammirazione ad una di orrore».

«Ho cercato, dunque – prosegue Muraille – di trasformare questa sensazione di orrore in qualcosa di bello attraverso le fotografie, ridando vita agli oggetti attraverso dei montaggi fotografici. Se posso permettermi di dare un consiglio a Palermo – conclude l’artista – è di salvaguardare il più possibile l’opera “Canaris a Sciò” di Benedetto Civiletti (per saperne di più, clicca qui) che si trova all’interno del Giardino Inglese, realizzato dall’architetto Giovan Battista Basile, che ha vinto un premio internazionale, che è riconoscibile e ha lanciato la carriera di Civiletti».

Tra i vari Padiglioni protagonisti della Biennale, vi è anche quello Filosofico. Tutta la storia della filosofia è attraversata da due grandi quesiti fondamentali, declinati nel corso del tempo da scuole di pensiero collettive o autonome che si avvicendano. Interrogarsi sul senso del dualismo della natura [vita vs morte, espressione fenomenica e/o sensibile vs metafisica/trascendenza] e sul ruolo che ha la Ragione nell’affrescare la vita dell’uomo sulla Terra, in sposalizio o in contrasto con la sua componente sensibile e istintuale.

Il Padiglione Filosofico consente agli artisti di muoversi su un più libero terreno di ricerca personale, intima o condivisa, spaziando nella policromia della conoscenza, strumento essenziale che l’uomo ha a disposizione per inquadrare il senso della propria vita e identità.

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