BICICLETTEItalia primo produttore mondiale di biciclette

Se la principale organizzazione ciclistica europea, ECF, assegna all’Italia la palma di membro del mese di ottobre, aggiungendo che è cominciata la luna di miele tra il Belpaese e la bicicletta, allora le cose stanno davvero cambiando. Sono i dati ed evidenziare questa tendenza – si legge nel comunicato dalla European Cyclists’ Federation – l’Italia è il primo produttore mondiale di biciclette e il quarto mercato a livello europeo, è patria di marchi e competizioni storiche del ciclismo ma, soprattutto, si è diffuso nell’ultimo periodo l’uso della bicicletta anche come mezzo di trasporto. Gli ultimi dati ufficiali pubblicati nel 2011 parlavano di un modal share degli spostamenti in bici a livello nazionale fermo al 4,7%, inferiore di un paio di punti rispetto alla media europea del 7%. Ma sono diversi gli indizi che lasciano immaginare un aumento significativo dello stesso parametro nei due anni successivi.

Recentemente si è parlato di 5 milioni di italiani che si spostano quotidianamente in bici, anche se le stime potrebbero essere troppo ottimistiche. Ad ogni modo, come spiegato anche dall’ECF, è cominciata da un paio d’anni una nuova stagione della mobilità: se l’auto è stata per decenni uno status symbol e una certezza incrollabile nelle nostre abitudini, oggi soprattutto a causa della crisi economica lo stesso oggetto è messo fortemente in discussione. Muoversi in modo più sostenibile non è solo un vezzo per pochi ambientalisti ma un’esigenza per la collettività, per salvare le città dal collasso provocato dal traffico e restituirle alle persone.

Anche i sindaci delle principali città italiane hanno intrapreso negli ultimi anni azioni per favorire il trasporto pubblico e l’uso della bici, anche se con tutti i difetti del caso che talvolta hanno fatto apparire tali scelte solo come propagandistiche. E’ il caso ad esempio della poco riuscita pedonalizzazione di via dei Fori Imperiali a Roma ad opera del neo sindaco Ignazio Marino o della nuova pista ciclabile di Napoli inaugurata pochi mesi fa dal primo cittadino Luigi De Magistris, piena di interruzioni e spesso occupata dalle auto, mentre sembra andata meglio l’esperienza dell’Area C introdotta a Milano da Giuliano Pisapia.

Secondo l’ECF gran parte del merito va alla FIAB (Federazione Amici della Bicicletta, membro italiano di ECF) e alle sue campagne cruciali per incentivare l’uso della bici in Italia, dimenticando però per un attimo il ruolo centrale giocato negli ultimi due anni dai movimenti di ciclisti urbani, su tutti #salvaiciclisti.

Una menzione anche per il cicloturismo, settore in cui l’Italia avrebbe enormi potenzialità ma che ancora stenta a decollare per la mancanza di itinerari sicuri e in grado di competere con i più blasonati percorsi europei come la Ciclovia del Danubio o la nuova Avenue Verte, la pista ciclabile che unisce Londra e Parigi.

bikeitalia.it

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