Bianco, cattolico e siciliano

Diritti umani - ph. web

Da piccolino mi definivo “Cittadino del mondo”. Mio papà mi diceva «viri ca tu palermitano sei» e rivolgendosi a mia madre «ma chi dici stu picciriddu, i libri male ci fannu» (ma che dice questo bambino, leggere molti libri gli fa male) e lei, replicava «ma lascialo stare, a lui leggere ci piace assai» ed in ultimo quel buontempone di mio fratello «papà non lo vedi che è tutto scemo?» mentre lo diceva rideva sfottendo.

A quella tenera età non riuscivo a capire perché occorreva mettere un’etichetta di appartenenza, alla terra natia, alla razza (odio questa parola), al colore della pelle o alla religione che si professa. Pensavo tra me, che colpa ho se sono venuto al mondo, bianco, cattolico e siciliano?

È forse una disgrazia o è forse una fortuna? Crescendo sono rimasto sempre più colpito ed esterrefatto dalla stupidità degli uomini.

Alcuni hanno costruito la proprio carriera politica su queste cosiddette differenziazioni, non si dimentichi le immani tragedie che alcuni di loro hanno provocato nei secoli. Purtroppo dalla storia non si impara mai nulla, gli uomini non studiandola non si accorgono che questa si ripete, è ciclica, e compiono sempre gli stessi errori.

E allora? Si, io sono siciliano anzi per meglio dire palermitano di nascita e ci abito ancora… embè? Per me questo non significa nulla sarei potuto nascere in qualsiasi parte del mondo, ad esempio in qualche isola sperduta della Polinesia, non nascondo che mi sarebbe piaciuto, bello, sempre abbronzato, felice di vivere in una parte del mondo dove la temperatura è quasi sempre la stessa, con indosso solamente il gonnellino in fibra vegetale. Ma sicuro che loro, gli abitanti della Polinesia, siano davvero così felici come appaiono nei film e in Tv? Vallo a scoprire!

Oppure sarei potuto nascere in Alaska, “mi ru friddu” (mi che freddo) e vivere negli igloo con quelle belle pellicce addosso, fare il buco nella calotta polare e pescare dei bei pescioni!

Bando alle chiacchiere, anche se sono nato a Palermo, e per meglio precisare, nella ridente località balneare di Sferracavallo, io mi sento sempre Cittadino del mondo, si oltre ad essere palermitano sono italiano e poi europeo e allora?

Già nell’antichità abbiamo due pensatori che ci lanciano un messaggio di fratellanza:

  • Democrito “Ogni paese delle terra è aperto all’uomo saggio: perché la patria dell’uomo è l’intero universo”.
  • Seneca “La natura ci produce fratelli generandoci dagli stessi elementi … siamo nati per vivere in società …”

Più recentemente Charlie Chaplin:

“Non sono cittadino di nessun posto, non ho bisogno di documenti e non ho mai provato un senso di patriottismo per alcun paese, ma sono patriota dell’umanità nel suo complesso. Io sono cittadino del mondo”.

In ultimo una frase significativa attribuita ad A. Einstein: “Esiste una sola razza, quella umana”.

Siamo tutti accomunati dall’essere creature viventi e pensanti (forse non tutti, visto i risultati), gli steccati, le barriere, i confini non devono esistere, tutti e dico tutti, abbiamo gli stessi diritti e gli stessi doveri ovunque ci troviamo nel mondo. Basta poco per vivere questa nostra vita terrena, serenamente, ricordiamoci sempre che qui siamo di passaggio, quindi non rompiamo le scatole al prossimo e viviamo in pace ed in armonia.

Siamo tutti figli di uno stesso padre e di una stessa madre non dimentichiamolo mai.

Un abbraccio cittadini del mondo.

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