domenica, 16 Maggio 2021
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Beni culturali, restauri e interventi a Trapani. Al Parco di Segesta riprendono gli scavi

A GELA (CL): LA NECROPOLI DI VIA DI BARTOLO DIVENTA MUSEO A CIELO APERTO. UN PO' DI NEWS SUI BENI CULTURALI IN SICILIA

Il Coro ligneo della Chiesa di San Francesco d’Assisi a Trapani verrà sottoposto ad un intervento di restauro predisposto dalla Soprintendenza dei Beni Culturali di Trapani con finanziamento del Fondo per gli Edifici di Culto del Ministero dell’Interno e i cui lavori, già appaltati alla Ditta Gaetano Alagna per l’importo di € 57.341, saranno consegnati questa settimana.

Il Coro, realizzato su commissione di Padre Giuseppe Araguen, per essere collocato all’interno del presbiterio dietro l’altare maggiore, è un pregiato manufatto del 1854 in legno di noce intagliato e patinato di manifattura trapanese composto da 24 scranni di dimensioni uguali e da uno più grande posto al centro, che era riservato al Padre Superiore. Realizzato su una pedana rialzata da terra è costituito da una sola fila di scranni scanditi da braccioli intagliati a forma di drago disposti a voluta e da un’alta spalliera costituita da semplici pannelli rettangolari, suddivisi da piccole paraste scanalate.

Lo stile di tutto il manufatto riflette il classicismo accademico dell’ottocento e presenta i motivi classici di estrazione romantica rinvenibili negli elementi classici simbolici della contrapposizione tra il bene e il male tra cui il drago che, nella cultura occidentale rappresenta la creatura mitologica associata ad un essere malefico portatore di morte e distruzione mentre in quella orientale viene vista come creatura portatrice di fortuna, bontà, forza, potenza spirituale, saggezza e rappresenta, inoltre, l’immortalità e l’infinito.

La struttura oggi versa in pessime condizioni di conservazione anche a causa dei recenti interventi di restauro strutturale della chiesa e alla ripavimentazione del presbiterio che ne hanno reso necessario lo smontaggio rispetto alla collocazione originaria e l’acccantonamento.

Il coro ligneo, che non viene più utilizzato da almeno trent’anni, si trova in stato di grande degrado dovuto ai tarli, all’umidità e alle muffe che oggi pregiudicano anche la stessa stabilità della struttura. Numerose modanature e parti a intaglio sono andate perdute mentre alcune parti e le mensole dei sedili a ribalta sono mancanti per la pessima tenuta delle cerniere; la pedana, poi, è quasi inesistente.

L’intervento di restauro comporterà, quindi, la preventiva disinfestazione da parassiti, muffe e funghi cui seguirà la fase di consolidamento con resine specifiche, l’integrazione, il rinforzo o la ricostruzione di tutte le parti mancanti.

Altri significativi interventi di restauro di singole opere della Chiesa effettuati nel corso di questi anni hanno riguardato il restauro di una preziosa Acquasantiera in marmo del XV secolo, l’altare in marmo del XVII secolo dedicato a San Francesco d’Assisi, l’altare principale del presbiterio del XVIII secolo, la serie dei dipinti raffiguranti la Via Crucis del XVIII secolo, i lampadari in legno dorati, tutte opere che si sono realizzate negli anni sotto la supervisione della Soprintendenza di Trapani grazie all’intervento di sponsor o alla stessa comunità religiosa dei frati conventuali, cui è affidata la chiesa.

Al termine del restauro il Coro ligneo tornerà ad occupare le due pareti laterali del presbiterio con un leggero avanzamento rispetto all’ultima collocazione avvenuta nel 1929; tale posizionamento permetterà anche di essere utilizzato dai Presbiteri durante le concelebrazioni.

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Operazioni di ripristino delle facciate per alcune delle chiese di Trapani che fanno parte del Fondo Edifici di Culto. In questi giorni inizieranno i lavori di ripristino e messa in sicurezza dei prospetti della Chiesa di San Francesco d’Assisi a Trapani e della Chiesa di Maria SS.ma Annunziata, nella parte del prospetto della Cappella dei Naviganti.

Gli interventi, la cui progettazione è stata realizzata dalla Soprintendenza dei Beni Culturali di Trapani, sono stati finanziati con risorse del Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’Interno.

PARCO DI SEGESTA: RIPRENDONO GLI SCAVI ALL’ ACROPOLI SUD

Dopo appena pochi giorni di interruzione riprende a Segesta la campagna di scavi che interesserà, questa volta, l’area dell’Acropoli Sud nel quartiere di età ellenistico-romana dove erano stati rimessi in luce, negli anni novanta, i resti di un’abitazione conosciuta come “Casa del Navarca”.

Gli scavi, che avranno la durata di due mesi, sono preceduti in questi giorni da un’impegnativa opera di diserbamento che consentirà di delimitare l’area dell’intervento di scavo. I lavori di ricerca, infatti, si concentreranno sulle testimonianze dell’abitato di un ricco quartiere rimasto fuori dagli itinerari del Parco per la difficile raggiungibilità.

Edificio abitativo di grande pregio appartenuto al navarca Eraclio, amico di Cicerone, la “Casa del Navarca” ha assunto questa denominazione per le decorazioni con sagoma di prua di nave con rostro che si trovano scolpite sui fianchi di un elegante peristilio, all’interno di una grande sala con pavimento a mosaico, oggi coperto di ghiaia a protezione. Due di queste decorazioni si trovano a momento in esposizione a Palazzo dei Normanni. La figura di Eraclio testimonia che tra il II e il I secolo a.C. vissero nella zona personaggi di spicco, ambiziosi al punto da costruire dimore decorate con grande sfarzo e ricercatezza. Edifici privati che raccontano, peraltro, di un elevato tenore di vita che possiamo anche rilevare nella scenografica sistemazione della città, come testimonia peraltro il monumentale ingresso all’agorà che nelle scorse settimane è stato riportato in luce nella campagna di scavi condotta in collaborazione con la Scuola Normale Superiore di Pisa.

GELA: LA NECROPOLI DI VIA DI BARTOLO DIVENTERÀ MUSEO A CIELO APERTO

Sono partiti nei giorni scorsi in via Di Bartolo a Gela i lavori di musealizzazione della necropoli greca, riferibile ai primi coloni fondatori di Gela, che era stata rinvenuta durante lo scorso anno nel corso dei lavori di scavo per la posa della fibra ottica.

Il lembo di necropoli riguarda in particolare dieci sepolture, distribuite su due livelli, all’interno delle quali sono stati individuati centinaia di frammenti di pregevole fattura in stile proto-corinzio, corinzio e attico, molti dei quali ricomponibili.

I lavori, che saranno realizzati ed interamente finanziati dalla “Open Fiber”, prevedono il mantenimento sul luogo dei reperti rinvenuti sui quali sarà posto un vetro calpestabile che darà l’effetto di un museo a cielo aperto. L’intervento – che prevede la pedonalizzazione della via Di Bartolo – prevede anche la collocazione di apparati didattici, sia multimediali che di tipo tradizionale, nonchè l’illuminazione interna ed esterna dello scavo.

La peculiarità del sito è rappresentata dalla presenza di sepolture del tipo ad enkytrismos, dove in un grosso contenitore tipo anfora (hydria) veniva deposto il corpo di un bimbo. Tra i reperti spicca una bellissima coppa su piede del tipo proto-corinzio degli inizi del VII secolo a.C. ancora integra e deposta durante un rito funebre che ha previsto anche la macellazione e la cottura di animali di grossa taglia ed una “olpe”, ovvero una brocca con corpo allungato, databile allo stesso periodo.

Tra gli altri ritrovamenti una tomba (n.3), che contiene il corpo di un giovinetto di 5-8 anni, inumato coricato con il volto rivolto verso l’alto. La tomba n. 4, invece, è una sepoltura costituita da un’anfora corinzia del tipo A ( 570-560 a.C), della quale si è recuperato il corredo posto all’esterno e che contiene i resti bambino di meno di un anno di vita, forse sepolto nell’anfora attraverso il collo della stessa, il cui orlo risulta sigillato da pietra e argilla.

Il Governo nazionale inserisce restauro Colombaia in “Recovery Plan”

Il restauro del Castello della Colombaia di Trapani è stato ufficialmente inserito fra i progetti da finanziare con il Recovery Plan. Il governo nazionale, infatti, ha reso noto il documento di dettaglio del “Pnrr, Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza” relativamente alla Cultura, nel quale con il “Piano strategico grandi attrattori culturali” saranno finanziati in totale 14 interventi in tutta Italia, fra cui c’è, appunto, il “Progetto integrato di restauro, fruizione e valorizzazione” del castello della Colombaia di Trapani, elaborato dall’Assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità siciliana. A renderlo noto è lo stesso assessore regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, Alberto Samonà, che ha dato la notizia sui suoi canali social.

Lo scorso 23 marzo, il Ministero della Cultura aveva trasmesso ufficialmente il progetto relativo all’isola della Colombaia al Ministero del l’Economia come uno di quelli da finanziare, e oggi, con la pubblicazione del Piano “Next generation Eu – Cultura” si è avuta la conferma del suo inserimento. 

ACCORDO REGIONE-ICOM PER LA VALORIZZAZIONE DEI MUSEI SICILIANI

Il miglioramento degli standard dei musei siciliani, la maggiore rappresentatività delle strutture regionali in sede nazionale, la realizzazione di studi e ricerche mirate, l’adeguamento e la formazione del personale che opera all’interno dei luoghi che custodiscono il patrimonio culturale della Regione, ma anche la maggior valorizzazione e promozione dei musei.

Sono questi alcuni dei punti contenuti nella convenzione sottoscritta nei giorni scorsi tra l’assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà e la presidente nazionale della ICOM Italia, Adele Maresca Compagna, che punta a migliorare la qualità complessiva dei beni culturali siciliani.

La collaborazione con l’ICOM – che dal 1946 agisce in relazione con l’UNESCO – offre alla Sicilia la possibilità di partecipare con propri rappresentanti ai tavoli di lavoro e alle commissioni nazionali ma anche di realizzare iniziative congiunte con gli altri istituti museali, sia per promuovere iniziative e progetti condivisi che per meglio valorizzare i profili professionali e le funzioni del personale che opera nel settore dei beni culturali.

A seguito della collaborazione scientifica attivata, verranno organizzati corsi e seminari su temi relativi alla museologia, al sistema museale nazionale, alle professioni museali e alla valorizzazione del patrimonio culturale; inoltre, la Regione parteciperà alla giornata internazionale dei musei.

Il rapporto attivato potrà anche rivestire un importante ruolo nella capacità di valorizzare il patrimonio culturale a partire dai beni contenuti nei depositi, e contribuirà ad ampliare e rafforzare la partecipazione culturale dei cittadini e delle scuole per favorire una maggiore consapevolezza civica nella comprensione e la fruizione dei beni culturali che rappresentano la forma più incisiva di inclusione sociale e di contrasto alla povertà educativa.

Un particolare impulso, grazie all’accordo, sarà dato allo sviluppo della rete degli Ecomusei in relazione ai quali verranno anche realizzati percorsi turistico-culturali ad hoc.

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