Bambini e Coronavirus: un vademecum per aiutare i più piccoli ad affrontare lo stress

L’Ordine degli Psicologi di Sicilia ha diramato un vademecum utile con le principali azioni da poter compiere per la salute dei bambini

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Vedemecum - bambini - foto pixbay

L’assenza della scuola e lo stare chiusi in casa a lungo sono i due elementi che stanno mettendo a dura prova i nostri bambini. Ma, nonostante l’emergenza legata al Coronavirus sia dura da affrontare, ci sono delle buone pratiche che possono aiutare i genitori nella gestione corretta dell’emergenza e del rapporto con i propri figli.

E’ con queste premesse che l’Ordine degli Psicologi di Sicilia ha diramato un vademecum utile con le principali azioni da poter compiere per la salute dei bambini. Si tratta di informazioni semplici, condivise a livello internazionale dallo IASC (Inter-Agency Standing Committee) che ha elaborato le linee guida sulla salute mentale e supporto psicologico in situazioni d’emergenza.

Ecco punto per punto il vademecum.

• Incoraggiare un ascolto attivo. I bambini possono rispondere a situazioni difficili o preoccupanti in diversi modi (cambiamenti d’umore, pipì nel letto, arrabbiature). Diventa importante comprendere i vissuti dei nostri bambini come manifestazione del disagio che stanno vivendo e fornire un clima sereno e capace di accoglienza e ascolto delle loro emozioni. Per esempio impegnarsi in un’attività creativa, come giocare e disegnare, può facilitare il processo di espressione dell’emozione e liberazione dalle ansie.

• Incoraggiare un ambiente attento e dedito al bambino. I bambini comprendono facilmente gli stati d’animo degli adulti e su questi si sintonizzano. E’ dunque importante che i genitori si impegnino a gestire le loro emozioni, mantenendo la calma e rassicurandoli, spiegando gli avvenimenti in modo semplice e per loro comprensibile.

• Mantenere i contatti (genitori separati). E’ importante che in questo periodo i bimbi stiano vicini alle persone che gli vogliono bene. Nel caso di famiglie con genitori separati è importante mantenere un contatto con il genitore non convivente, che sia scritto o facilitato da telefono o videochiamate. Fate in modo che il contatto sia costante e regolare.

 Definire una routine. In questo momento in cui tutto sembra da riorganizzare è importante mantenere gli orari regolari il più possibile o aiutare a creare nuove abitudini all’interno di un eventuale nuovo ambiente, con attività che prevedano l’apprendimento, il gioco e il relax.

 Fornire spiegazioni significa rassicurare. Ciò che non si conosce fa paura. Non temete di raccontare ai bambini cosa sta accadendo, ma fatelo usando termini semplici e non allarmistici e soprattutto parlate di cose certe, come le informazioni dell’Oms o della Protezione Civile. Lasciate pure perdere i dibattiti senza fondamento scientifico.

“Stiamo attraversando un periodo storico eccezionale, che lascerà certamente traccia nei ricordi e nei vissuti emotivi dei più piccoli – afferma la presidente dell’Ordine degli Psicologi della Regione Siciliana, Gaetana D’Agostino – per questo è bene che i genitori possano essere aiutati a costruire una quotidianità rinnovata, nella certezza che sapranno essere riferimento e guida per i loro figli”.