venerdì, 22 Ottobre 2021
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Automobilismo, Nino Vaccarella ci ha lasciati: i suoi trofei meritano uno spazio espositivo

Ci ha lasciati ieri Nino Vaccarella, ha lasciato suo figlio Giovanni, al quale va oggi tutto il nostro affetto e, se mi è consentito, ha lasciato anche me che sono cresciuto con la sua amicizia, tramandata da mio padre, di lui è amico sin dal 1956.

In questo momento di estrema confusione mentale, i ricordi si accavallano e rivedo tutta la mia vita, scandita dalla passione irrefrenabile per l’automobilismo e per l’affetto smisurato che nutrivo, sicuramente contraccambiato, per quest’uomo dalla vita straordinaria, una vita vissuta tra l’amore per la sua famiglia ed in particolare per il figlio Giovanni al quale va oggi, più di ieri, tutto il nostro affetto; per molti anni, per la sua Scuola, l’Istituto “Oriani”, ereditato dal padre e per l’automobilismo sportivo che lo ha visto protagonista di primissimo piano, quale pilota ufficiale della Ferrari e dell’Alfa Romeo, partecipare, piazzarsi nei primissimi posti della classifica e vincere molte delle gare, facenti parte dell’allora ambito “Campionato Mondiale Marche”.

Grazie a Nino Vaccarella, ho avuto modo di conoscere piloti indimenticabili, amici che lui presentava a me a mio padre nei giorni della Targa Florio. Sempre mio padre mi racconta infatti che nel 1965, nei giorni precedenti la “Targa”, Ninni, come amano chiamarlo gli amici, ci presentò Lorenzo Bandini, il quale, così racconta sempre mio padre, mi fece una carezza: avevo sette anni, non ho ricordi di quel giorno, impossibile averne, ricordo invece che piansi tanto quando Lorenzo, nel 1967, bruciò al GP di Monaco, all’interno della sua Ferrari 312.

Ricordo invece distintamente Ignazio Giunti, che Vaccarella ci presentò nel 1970, sempre alla Targa Florio e ricordo quale fu il mio dolore quando questi perse la vita in un incidente inconsueto, durante la 1000Km di Buenos Aires del 1971.

Ricordo benissimo Jo Bonnier, conosciuto sempre grazie al “Preside Volante” nei giorni della corsa Madonita ed il grande dolore che la sua morte mi provocò, quando la sua gialla Lola-Ford, volò, nel 1972, tra gli alberi di Le Mans.

Vaccarella era insomma un sopravvissuto e la morte, come accadde nel 1964 al Nurburgring, la pista dell’incidente di Niki Lauda, l’aveva anche sfiorato: volò giù per una scarpata e si capovolse “restai intrappolato e con un braccio rotto, non potevo uscire dall’auto e sentivo la benzina colare sulla mia tuta ed all’interno dell’abitacolo. Pensai – mi raccontò Vaccarella – che fosse giunta la mia ora ma arrivarono i soccorsi e la Ferrari non prese fuoco”.

Vaccarella aveva inoltre grande passione per l’Arte ed il mio ricordo non può che volare naturalmente, alla mostra di mio padre che si tenne, nel 1969, al salone CRISPA (concessionaria Audi-NSU) che si trovava allora a Palermo, in Via Ammiraglio Rizzo, esposizione dedicata, da Pippo Madè, al mondo delle auto e inaugurata dal “Preside Volante”.

Il mio ricordo va anche alla Targa Florio del 1971, gara che lui si aggiudicò con l’Alfa Romeo 33tt3 che condivise con l’olandese Toine Hezemans e della quale, con grande commozione, posto una foto della premiazione che mi vide, allora tredicenne, consegnare, unitamente a mio padre, un suo dipinto inserito nella scaletta ufficiale della premiazione FIA (Federazione Internazionale Automobilistica).

Indelebile poi il viaggio di sette giorni fatto insieme in Umbria, dove Vaccarella fu osannato protagonista dell’inaugurazione di una mostra di mio padre, nella quale era inserito un dipinto dedicato alla Ferrari. Ricordo quanta gente lo circondò per avere un suo autografo e quanti appassionati, venuti a Narni per conoscerlo, lo applaudirono, alla presenza della Autorità cittadine e Regionali.

Umile, simpatico, dalla battuta tagliente e sempre pronta. Spesso silenzioso osservatore delle odierne vicende sportive e dei, spesso bizzari, attuali personaggi dello sport motoristico; fine giornalista, i cui scritti sono stati spesso ospitati da Testate importanti ed in particolare dal “Giornale di Sicilia”. Un giorno, a tal proposito,  non vedendo più la sua rubrica sul massimo Quotidiano dell’Isola, gli chiesi “Professore, come mai non scrive più per il GdS, la cronaca delle gare di F1?” mi rispose “perchè mi annoio, mi addormento, non so più cosa scrivere”.

Potrei continuare all’infinito, ricordando la festa-convegno che gli dedicati in occasione del suo 80° compleanno e persino la sua simpatica presenza al matrimonio mio e di mia moglie Claudia che al “Preside Volente” era molto legata, delle tante cene e delle tante manifestazioni insieme vissute, ma preferisco chiudere qui, con un abbraccio, al quale si aggrega tutta la Redazione del Giornale Cittadino Press, a Giovanni Vaccarella, custode dei ricordi, dei tesori, dei trofei, delle foto, del suo grande e indimenticabile papà, tutte testimonianze che spero non vadano disperse e che meriterebbero uno spazio espositivo in Città, uno spazio che sarebbe sicuramente meta di turisti e di appassionati di automobilismo che da tutto il mondo giungerebbero a Palermo, per ammirali, abbracciarli metaforicamente e fotografarli.

I funerali si svolgeranno domani, sabato 25, alle ore 9, nella Chiesa del Don Bosco – Ranchibile, di Via Libertà, a Palermo.

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