Automobilismo: intervista a Giacomo Giannone navigatore di grande esperienza.

Il navigatore di rally, professione sottovalutata ma fondamentale per il buon esito della gara

Giacomo Giannone, navigatore rally
Giacomo Giannone, navigatore rally

Palermo 03.10.2017 – La figura del navigatore nei Rally, non è a tutti conosciuta ma, il ruolo che questo co-pilota svolge nel corso di una gara, è di assoluta importanza. A lui sono affidati i compiti di completare, nel corso delle prove, il così detto “radar” che serve poi, nel corso della gara, a comunicare, con minuzia e senza errori, le note al pilota. Al navigatore è inoltre affidato il compito di vigilare sui tempi imposti sulle tappe di trasferimento e le punzonature ai posti di controllo orario. Importante è il timbro di voce che deve essere netto, preciso e rassicurante e che deve infondere assoluta serenità e fiducia nel pilota.

Tra i navigatori di lungo corso siciliani, il nome di Giacomo Giannone, 51enne palermitano, impiegato in una ditta appaltatrice delle Ferrovie dello Stato, è sicuramente ben noto ed apprezzato, nel difficile mondo dei Rally. Così per meglio comprendere il ruolo del navigatore, abbiamo posto all’amico Giacomo alcune domande:

Quale la tua prima gara e che ricordi hai di questa?

«Rally della Madonie 1988. Una gara stupenda, la feci con il compianto Pippo Virzì e gareggiammo con una Citroen AX 1300 Gruppo N. Ricordo che attraversammo gli abitati di Polizzi, Scillato, Caltavuturo, Scafani Bagni, Bompietro e le Petralie. Eravamo primi di classe ma a causa della rottura di un semiasse fummo costretti al ritiro, alla quinta Prova Speciale. Fu comunque un ottimo inizio ed una esperienza indimenticabile».

Quali sono, in sintesi, i compiti del navigatore nel corso di una gara Rally e quale l’utilità dello stesso ai fine del conseguimento del risultato finale?

«Il navigatore praticamente legge la strada al pilota. Alla fine, se sono in perfetta simbiosi, il risultato positivo arriva».

Qual è il percorso, tra quelli siciliani e quelli d’oltre Stretto, che ricordi con più affetto?

«In Sicilia il Montemaggiore della Targa Florio. Oltre stretto, sicuramente il Monte Perone all’isola d’Elba».

L’auto più bella e più ben preparata con la quale hai gareggiato e con chi l’hai divisa?

«La Peugeot 207 super 2000 con Sergio Imbrò, con la quale ci piazzammo al secondo posto assoluto del Siracusa Rally del 2013 e la Porsche 911 rs secondo raggruppamento condotta da Mimmo Guagliardo, con la quale ci piazzammo, nel 2009, al secondo posto assoluto, tra le storiche, nel Rally delle Alpi Orientali».

Il momento più difficile della tua ormai lunga carriera?

«Sicuramente quello nel Rally del Sosio del 2010. Come potrò mai dimenticare il volo nella scarpata di oltre 70mt e le conseguenti fratture, contusioni ed i tanti punti sparsi in varie parti del corpo che mi costrinsero a letto per oltre tre mesi. Sia io che il pilota, Michele Giandalone ne uscimmo malconci e comunque felici di aver salvato la pelle. Ovviamente la povera Renault Clio Super 1600, andò completamente distrutta».

Nel 2015 uno splendido secondo posto assoluto con la Porsche 911Sc condotta da Natale Mannino, quali sono i ricordi di quella gara?

«Una gara sofferta sin dalle seconda prova speciale, per noie al cambio ma, comunque sia, grazie alla nostra caparbietà ed al nostro impegno, riuscimmo a portare a casa un bel risultato, giungendo alle spalle dei vincitori Mimmo GuagliardoFranco Granata e mettendoci dietro l’ex pilota di F.1 Eric Comas, sceso in Sicilia con la Lancia Stratos».

In questo 2017, quando eri fermo con le gare, hai svolto il ruolo di Direttore Sportivo per l’Associazione Culturale Festina lente: come ti sei trovato in questo incarico ?

«E’ stata una vera gioia seguire un amico come Francesco Fontana, il quale nei Rally, con la sua Morris Cooper S, è navigato dalla mia compagna Anna Patrono e poi ancora Antonino Mazzola, Giuseppe Ferrara Sardo, Pippo Savoca  e con loro gli altri che si cimentano nelle cronoscalate. Un ruolo che mi piace e che in passato avevo ricoperto per altre Scuderie».

Giacomo Giannone, al termine di questa intervista, ci confida di non avere programmi definiti per il futuro e di vivere, come si sul dire, “alla giornata” e che vaglia quindi, di volta in volta, le proposte che gli giungono da piloti e Scuderie che desiderano usufruire della sua esperienza e del suo ricco carnet di note, accumulato in tanti anni di Rally.

Lo salutiamo chiedendogli, in conclusione, di dare un consiglio ai giovani che amano navigare nei Rally e che approcciano all’automobilismo.

«Siate più umili possibili e pensate che i piloti investono, molto spesso, tanti soldi nelle competizioni e che quindi le vostre note sono essenziali al buona conseguimento del risultato. La professionalità – conclude Giacomo – è quindi necessaria ed indispensabile, così come è importante non tralasciare mi nulla, neanche i minimi particolari».

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