Automobilismo: aggiornamenti sul tragico schianto alla Targa Florio

Palermo 21.04.2017 –  Emergono nuovi particolari sull’incidente accaduto ieri, nel corso della Targa Florio Rally, al km 10 della strada provinciale 54 e precisamente in località Piano Torre. Ricordiamo che nello schianto, probabilmente dovuto all’asfalto reso viscido dal nevischio e forse dalle coperture non adatte ad un simile fondo stradale, hanno perso la vita il 53 pilota messinese Mauro Amendolia, oltretutto Presidente della Messina Racing, il quale era a bordo della Mini Cooper BMW che avrebbe dovuto guidare, così come risultava dall’iscrizione alla gara del CIR, la figlia Gemma di 27 anni. Mauro, esperto pilota, aveva appunto deciso di guidare la lui, al posto della figlia, viste le condizioni meteo che avevano reso difficile il veloce procedere. Precisiamo che non c’è nulla di anomalo in questo cambio e che è una pratica permessa dal regolamento.

Nell’impatto, le cui cause restano ancora da stabilire, visto che si attendono i risultati dei rilievi operati dall’Arma, e’ deceduto sul colpo  anche il 56enne Commissario di Percorso Giuseppe Laganà, investito dalla vettura ormai priva di controllo.

Per quanto riguarda Gemma, le cui condizioni, benché estratta cosciente dalla Mini Cooper, erano apparse gravi, c’è stato prima il ricovero d’urgenza all’Ospedale di Petralia Sottana e poi il trasferimento al reparto di Rianimazione dell’Ospedale Civico di Palermo, dove, come ha raccontato il direttore Sanitario Giacomo Trizzino, è stata operata ad un braccio e alla quale sono state riscontrate diverse fratture, oltre ad un edema celebrale e delle contusioni polmonari. Lo stesso Direttore Sanitario, pur non sciogliendo la prognosi, si è mostrato fiducioso sulla ripresa della giovane.

La 101^ Targa Florio, lo ricordiamo, è stata prontamente annullata e non ci resta quindi che rilevare la tristezza e la delusione degli appassionati, così come quello dello stesso ACI Palermo, presieduto da Angelo Pizzuto e dell’ACI Sport Italia, guidato da Marco Rogano.