Automobilismo: a Nino Vaccarella l’USSI d’Oro 2020

nino vaccarella
ph. con Nino Vaccarella

Palermo 04.01.20 – Con una nota inviatagli dell’USSI (Unione Stampa Sportiva Italiana) – Gruppo SicilianoFrancesco Carli”, il Presidente Roberto Gueli, a nome dei giornalisti sportivi iscritti all’Unione, ha comunicato a Nino Vaccarella, meglio noto come “Preside Volante”, il conferimento dello “USSI d’Oro”, riconoscimento istituito in occasione della 60esima edizione dei Premi dell’anno che gli verrà conferito nel corso della cerimonia che si terrà il 13 gennaio alle ore 19 al Teatro Santa Cecilia di Palermo.

Nella missiva fatta pervenire all’ex Pilota, si legge la seguente motivazione “i prestigiosi risultati da Ella ottenuti in carriera sono motivo di orgoglio e vanto per tutti gli sportivi siciliani. Il suo impegno ed il suo modo d’interpretare l’attività agonistica, sono da esempio per chi ama i veri valori dello sport fondati sulla sana competizione sul raggiungimento dei risultati attraverso una quotidiana applicazione fatta di sacrifici e rinunce”.

Da noi raggiunto telefonicamente, il sempre entusiasta Vaccarella, ci ha detto “ennesimo riconoscimento alla mia carriera che, bontà dell’USSI Sicilia, mi è stato assegnato e che accolgo con entusiasmo, ringraziando tutta la stampa, con la quale ho avuto, negli anni della mia attività ed anche oggi, lusinghieri rapporti, basati sulla stima reciproca e grande rispetto. Attendo la serata della premiazione con trepidazione, certo che potrò abbracciare tanti amici e tanti sportivi che sempre con affetto mi hanno seguito”. 

Nino Vaccarella, nato a Palermo il 4 marzo 1933, laureatosi in Giurisprudenza nel 1956, ha condiviso la sua carriera di pilota di altissimo livello, con quello della gestione dell’Istituto Paritario “Oriani”, condotto unitamente alla sorella Ada. Nel 1957 il suo esordio, alla guida della Fiat 1100 di famiglia, alla crono Passo di Rigano- Bellolampo che segna il suo esordio nel mondo delle competizioni nazionali, nel 1958 passa alla più performante Aurelia B20, con la quale prende parte alla sua prima Targa Florio, anche se viene costretto al ritiro da noie meccaniche.

La svolta della sua nascente carriera giunge nel 1959, quando acquista la Maserati Sport 2000cc quattro cilindri che l’accompagnerà, in tutta Italia, nelle cronoscalate e nella fugare in pista, a cominciare dal Circuito di Pergusa. I prestigiosi risultati lo portano all’attenzione internazionale, tanto che, nel 1960, la scuderia statunitense Camoradi, gli affida, in coppia con Umberto Maglioli, una Maserati Birth-cage, per la Targa Florio, gara che conduce i due piloti in testa, dopo aver superato la Porsche di Bonnier, la Ferrari di Von Trips e l’altra Posrche condotta da Gendebien, sino al ritiro dovuto alla foratura del serbatoio del carburante. L’esperienza gli è comunque utile ed arriva la chiamata di Giovanni Volpi Conte di Misurata, il quale gli mette a disposizione le auto del suo sodalizio e la possibilità di saggiare circuiti di grande valore internazionale come il Nurburgring, Sebring, Le Mans, Monza e Montlherey dove giunge 3° assoluto con una Ferrari 250 Gt condivisa con Maurice Trintigran.

Vaccarella debutta quindi anche in F1, al GP di Vallelunga, dove ottiene un incoraggiante 3° posto al volante di una Cooper – Maserati. Nel 1962, con la chiamata di Enzo Ferrari, la consacrazione assoluta, ma lui, da siciliano corretto e inflessibile, rinuncia e rimanda l’incontro, perché aveva già firmato con la scuderia Serenissima. Partecipa al Gp di F1 di Pau e si piazza al 6° posto, alla guida della Lotus. Arriva anche il primo piazzamento di prestigio alla “Targa Florio”, dove, dividendo la Porsche con Jo Bonnier, conquista il 3° posto assoluto. Nello stesso anno vince la sua classe e si piazza al 2° posto assoluto nella cronoscalata OllonVillars, si ritira alla 24 ore di Le Mans con la Ferrari 250 GTO che divideva con Giorgio Scarlatti e ottiene il 9° posto nel Gp d’Italia a Monza.

Nel 1963, è finalmente un pilota ufficiale della Ferrari ma, l’annata non fu esaltante, anche se, alla 12 ore di Sebring arriva un bel 2° posto che in effetti doveva essere una strameritata vittoria da dividere con Willy Mairesse: in quell’occasione, purtroppo per loro, i cronometristi americani non si accorgono della prolungata sosta ai box dell’altra Ferrari, quella affidata a SurteesScarfiotti e assegnano a questi, sbagliando clamorosamente, la vittoria. Nello stesso anno giunge inatteso, un grave incidente avvenuto sull’ostico percorso della 1.000 km del Nurburgring. Vaccarella riporta la frattura di un braccio e la stagione è compromessa. Il 1964, ristabilitosi dall’incidente dell’anno prima, è veramente esaltante: confermato alla Ferrari si classifica al 2° posto nella 12 ore di Sebring, vince la 1.000 km del Nurburgring e la 24 ore di Le Mans. Si classifica al 4° posto di classe alla 12 ore di Reims e vince, dopo una straordinaria cavalcata, la “Coppa Intereuropa” a Monza, al volante della Ferrari 250 LM, iscritta della Scuderia Filippinetti.

Nel 1965, il “Preside Volante”, come lo chiamano gli allievi della sua scuola, sempre come pilota ufficiale Ferrari, vince la prima “Targa Florio”, dividendo la Ferrari P2 con l’indimenticato amico Lorenzo Bandini. Al Gp di Monza di F1, mentre occupava la 6^ posizione, è costretto al ritiro da noie meccaniche. Il 1966 fu un anno interlocutorio con la sola vittoria al “Rally Jolly Hotels” al volante di una Alfa Romeo GTjr. Il 1967 fu una anno variegato ma pieno di soddisfazioni. Con la Ferrari stette quasi per vincere la seconda “Targa Florio”, ma un banale incidente nell’abitato di Collesano lo mise fuori gioco. Nel frattempo, la Scuderia “Brescia Corse” gli mise a disposizione la bellissima Ford GT40 con la quale trionfò a Pergusa e con cui si piazzò al 3° posto assoluto alla 1.000 Km di Zeltweg in coppia con Umberto Maglioli. Nello stesso 1968 si classifica al 4° posto nella 1.000 km di Monza, dividendo la bella Ferrari P3 con il tedesco Herberth Muller e 2° assoluto con la piccola Ferrari – Dino 2000cc alla Trapani – Monte Erice.

Nel 1968 sposa e porta avanti il progetto “Alfa 33”, con la quale si ritira alla “Targa Florio”, mentre era in testa con oltre 13 minuti di vantaggio sull’altra Alfa di Vic Elford. Nel 1969 è ancora pilota della Scuderia del biscione, ma l’annata è sfortunata a causa dei problemi di gioventù delle nuove 3000cc, ma a Pergusa coglie una stupefacente vittoria ad oltre 220km/h di media. Nel 1970 torna alla Ferrari, dove al volante della mostruosa 512 con un propulsore 12 cilindri di oltre 600cv coglie prestigiosi piazzamenti e vince la 12 ore di Sebring dividendola con Ignazio Giunti e Mario Andretti. Nel 1971 riapproda all’Alfa Romeo che nel frattempo ha messo a punto il modello “33”. Con questa vince la seconda “Targa Florio” della sua carriera, in coppia con l’olandese Toine Hezemans.

Altri piazzamenti di prestigio giungono, sempre al volante dell’Alfa Romeo. Nel 1973 il ritiro dalle competizioni, incentivato anche dalla nascita del figlio Giovanni, con l’eccezione dell’esclusiva e sfortunata partecipazione alla “Targa Florio”, dove la sua Ferrrari 312 P, che divideva con Arturo Merzario, è costretta al ritiro. Nel 1975 il ritorno sporadico e quanto mai fortunato: cede alle pressioni dell’amico Mario Sansone, Presidente dell’Automobil Club Palermo, vera anima organizzativa della “Targa Florio” e torna al volante dell’Alfa Romeo 33 TT 12 che conduce alla vittoria in coppia con il “fantino” Arturo Merzario.

Nei suoi prestigiosi 17 anni di carriera, Nino Vaccarella, sicuramente il miglior siciliano di tutti i tempi, annovera la conquista del “Campionato Mondiale Marche” del 1964, la Medaglia del CONI nel 1966, il premio “Ascari – Castellotti – Musso” assegnatogli nel 1968 dall’Associazione Italiana Piloti. Il Premio “Polifemo d’Argento” conferitogli nel 1968, il titolo di Cavaliere della Repubblica conferitogli nel 1971 e nello stesso anno il titolo di “Campione Italiano Aci – CSAI”, la “Stella d’argento” del CONI nel 1987, il premio “Castello di Pietrarossa” nel 1991; nel 2000, il premio “ACI-Galatea”, nel 2001 l’Oscar del Secolo assegnatogli dal Comune di Collesano e il “Diploma del Comitato Olimpico”. Nel 2002 il premio “Far Play” del Panathlon International e nel 2003 il premio “Dedicato a…” conferitogli dal Ferrari-Club di Maranello, nel 2011 la Benemerenza Civica del Comune di Alia e tanti altri riconoscimenti che sarebbe lungo annoverare, visto che giungono ogni anno, da più parti. Nel 2014, la FIA e gli organizzatori della 24h di Le Mans, in occasione del 50° anniversario della vittoria da lui ottenuta, al volante della Ferrari, divisa allora con Jean Guichet, gli dedica un trionfale giro d’onore, compiuto tra l’ovazione del pubblico assiepato lungo il famoso circuito francese e l’eccezionale evento viene trasmesso in mondovisione. Nino Vaccarella è oggi circondato dall’effetto di tanti amici e divide con il figlio Giovanni, tributi, onori ed incontri di grande prestigio. 

Le congratulazioni della nostra Redazione al grande “Preside Volante”.

(Nella foto d’archivio di Claudia Scavone: Nino Vaccarella con il figlio Giovanni e Rosario Lo Cicero Madè). 

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