Arte: I Landscape all’Albergo delle Povere di Palermo

Un viaggio immaginifico, irreale, sospeso, per raccontare i beni immateriali della Sicilia, i suoi cicli vitali, i pupi, il grano, l’uva. Ma tutto questo avviene immergendo lo spettatore in un ambiente “liquido”, narrativo, fatto di videomapping, teatro, musica e performance, all’interno dell’Albergo delle Povere di Palermo. Domenica sera 6 settembre, dalle 21 alle 23, l’antico palazzo settecentesco – costruito durante il vicereame austriaco per accogliere i poveri e i derelitti, storpi, vagabondi e orfane – accoglierà I Landscape, spettacolare viaggio per rivelare una Sicilia antica e fattiva, nato all’interno del contenitore I Art – il progetto ideato e diretto da I World, finanziato con fondi europei e con capofila il Comune di Catania -. Rivive il palazzo, voluto dal Principe di Palagonia, con le sue storie e i suoi segreti; verranno aperti percorsi finora sconosciuti al pubblico, come il giardino segreto dei gelsi, con le vasche di decantazione e bollitura dei bachi da seta. All’inaugurazione di I Landscape parteciperà anche l’assessore regionale ai Beni Culturali e Identità siciliana, Antonio Purpura. Attraverso l’evento multidisciplinare si racconteranno alcuni punti della storia dell’Albergo delle Povere: le persone che hanno contribuito alla sua costruzione, l’importanza e il ruolo del palazzo per la povera gente di Palermo. La drammaturgia è affidata a Pino Di Buduo e al Teatro Potlach, che ha già firmato per I Art, “Paesaggi contemporanei” ai Cantieri della Zisa, a Sambuca e a Palazzo Biscari, a Catania. Nelle sale al primo piano verrà proiettato il film Landscape diretto da Luca Ruzza con la OpenLab Company che raccoglie l’immenso patrimonio fotografico di Milo Minnella, sulla scia degli studi antropologici di Ignazio Buttitta e dei contributi sonori della Fondazione Ignazio Buttitta e del Folkstudio. “I Landscape rappresenta il paesaggio Immateriale attraverso videomapping, azioni teatrali e performative che si ispirano ai cicli agroalimentari, alla tradizione delle ceramiche, ai racconti dei pittori dei carretti e altro ancora. Un universo che si presenta oggi quale straordinario paesaggio variegato, dinamico e complesso, capace di inattese rivitalizzazioni e tutt’altro che ‘tramontato’ nella memoria collettiva e nel vissuto delle comunità”, dice Lucio Tambuzzo, ideatore e direttore generale del progetto I Art.

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