mercoledì, 22 Settembre 2021
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Apatia

Devi reagire, ora basta! Possibile che ti sei ridotto così? Sembri una larva umana, io con te non so più cosa fare? Mi verrebbe voglia di lasciarti alla tua apatia, al tuo destino, ma ti voglio troppo bene, so quanto vali e so che questo non sei tu. Tu sei un’altra persona, una persona eccezionale. Non vale la pena lasciarsi andare come stai facendo tu. Devi reagire non vale la pena ridurti così. Devi uscire, incontrare persone, vedere gente nuova, nuove amicizie, nuova vita, nuove emozioni.

Non devi restare a casa ad arrovellarti il cervello, lasciarsi andare non serve a nulla, stai facendo il loro gioco, capisco che la famosa pillola “minnifuttu” ancora, che io sappia, non l’hanno inventata. “Volere e potere” dicevano i nostri padri e i nostri nonni, loro ci sono riusciti, anche tu ci devi riuscire.

Dai vatti a lavare, vatti a fare una bella doccia, puzzi come una capra. Da quanto tempo non ti dai una sistemata, apri le finestre fai entrare aria nuova tra queste mura. Guarda quanta sporcizia c’è in giro per casa, che disordine, che caos. Basta prendere psico-farmaci, ti hanno ridotto un vegetale. Fatti una bella bevuta, una buona birra ghiacciata, un buon whisky come ai vecchi tempi. Lo so che per te il lavoro veniva prima di tutto. Te lo hanno levato? Meno fatica, più tempo da dedicare alle tue cose, che te ne frega tanto lo stipendio te l’ho danno lo stesso ed hai meno camurrie (per i non siculi seccature).

Se diventi succube, li rendi felici. Certa gente gode delle disgrazie altrui.

La cattiveria non porta da nessuna parte, prima o poi queste cose si pagano e loro la pagheranno. Della serie siediti in riva al fiume e aspetta, prima o dopo, vedrai passare il loro cadavere.

Su alzati, hai fatto il fosso su questa poltrona, dai vai a lavarti, sistemati che usciamo, andiamo in giro, a fare shopping, al bar a bere qualcosa, al cinema a vedere un film, insomma facciamo qualcosa insieme, non ti voglio più vedere in questo stato pietoso.

Anzi, senti cosa facciamo, adesso chiamo Sara ed organizzo un incontro a quattro, con una sua amica, quella bionda ti ricordi? Proprio quella che non ha mai fatto mistero di avere un debole per te, Elisa. Andiamo a mangiare qualcosina al solito ristorante e dopo andiamo in giro per locali notturni a fare bagordi e chissà la serata come potrebbe concludersi.

Si, ma così, no. Datti una smossa, mi siddiò (seccò), spirugghiati (sbrigati), facimme ampresse ampresse (facciamo presto presto). L’hai capito? E che caz…

Oh! Finalmente ti sei alzato, guarda come barcolli, vieni qua appoggiati che ti accompagno in bagno. Ti do mezz’ora per metterti in ordine, io intanto rassetto un poco.

Uelà chi è questo bel giovanotto, sei davvero tu? In effetti sembri quel soggetto in primo piano nella foto sopra la scrivania. Dai fai un sorriso, quando sorridi ti si illumina il viso. Ecco ora ti riconosco, sei tu, certo non al meglio ma almeno sembri vivo, fino a qualche ora fa sembravi un catafero, come dice Montalbano, il tuo personaggio preferito.

Mentre eri in bagno ho combinato l’appuntamento con le due guagliuncelle, ci vediamo alle 20 al solito bar per un aperitivo e dopo andiamo al ristorante. Anzi lo sai che ti dico, prima passiamo da quel mio amico farmacista per informarci se quelle famose pillole “minnifuttu” sono davvero in vendita, ne ordiniamo una vagonata e tu per stasera ne prendi almeno due, ahahah.

Questo mio racconto è di pura fantasia, ma può accadere realmente. Quante volte abbiamo pensato di lasciarci andare, di farci travolgere da eventi negativi che, purtroppo, nella vita possono capitare. C’è chi è forte e reagisce ma c’è chi è debole e non sa reagire.

Episodi di bullismo, di mobbing, di sopraffazione, di stalking e chi più ne ha più ne metta, ce ne siamo beccati almeno uno nella nostra vita.

L’importante è uscirne non lasciarsi sopraffare dagli eventi negativi, una buona dose di pillola “minnifuttu” e via.

Ad maiora

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