Anello ferroviario. Orlando e Arcuri:”Se Tecnis non prosegue i lavori, siamo pronti a chiudere i cantieri aperti”

Il Comune di Palermo con una nota ha chiesto a Rfi, che ha appaltato i lavori per la realizzazione dell’anello ferroviario in città alla società Tecnis, di valutare la possibilità di rescindere il contratto di appalto. Infatti, se Tecnis non fosse nelle condizioni di proseguire i lavori, occorrerebbe ripristinare lo stato dei luoghi e chiudere i cantieri aperti in viale Lazio, via Amari, piazza Castelnuovo e all’interno dell’area portuale.
“La nostra è una scelta politica – ha dichiarato il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta a Palazzo delle Aquile e alla quale hanno partecipato anche l’assessora alle Attività produttive, Giovanna Marano, e il capo area della Riqualificazione urbana e Infrastrutture, Mario Li Castri -. Tra martedì e mercoledì dovrebbe essere sciolto il nodo sulla fuoriuscita dalla crisi della Tecnis, ma intanto abbiamo scritto a Rfi. Noi abbiamo creduto in quest’opera fino ad ora, – ha continuato il primo cittadino – ma non possiamo consentire che i commercianti e i residenti, che voglio ringraziare per la disponibilità e che hanno dimostrato di essere cittadini esemplari schierandosi dalla parte dell’anello ferroviario, continuino a subire danni senza una prospettiva certa. Dobbiamo tutelarli”.
Nella nota il Comune chiede di attivare tutte le procedure previste per legge: la verifica dei ritardi, la possibilità di pianificare il recupero e, nel caso in cui quest’ultimo non fosse possibile da parte di Tecnis, procedere alla risoluzione del contratto.
“Con la lettera che abbiamo inviato a RFI – ha dichiarato l’assessore alla Riqualificazione Urbana e Infrastrutture, Emilio Arcuri – chiediamo loro, in esecuzione delle norme vigenti, di verificare lo stato dei lavori, poichè siamo fortemente in ritardo e le gravi inadempienze della ditta possono comprometterne la conclusione. Non possiamo consentire che nel territorio di Palermo si realizzi un’opera con questa lentezza e, tra l’altro, con il pregiudizio sul suo esito finale. Pensavamo di mandare questa lettera già nel mese di novembre, – ha concluso Arcuri – ma lo abbiamo fatto dopo la richiesta della prefettura di Catania di sospendere ogni attività in attesa che si definisse il percorso di Tecnis, cioè la sua fuoriuscita dallo stato di crisi”.

Sull’anello ferroviario anche Occhipinti, consigliere comunale del gruppo misto: “La vicenda della Tecnis è paradossale: fino a un mese fa la città aveva avuto ampie garanzie che i lavori non si sarebbero fermati, ora il disastro. Il sindaco tuteli i residenti e i commercianti delle zone interessate e per questi ultimi si pensi anche ai risarcimenti. Non è più il tempo dell’attesa, bisogna agire e subito. La città così soffoca per l’inquinamento e il traffico e muore commercialmente”.

Il presidente della commissione Attività Produttive del comune di Palermo, Paolo Caracausi (Idv), commenta così le dichiarazioni di Orlando in merito ai cantieri dell’anello ferroviario: “Condivido la presa di posizione del Sindaco che Orlando che riprende la mia proposta di ripristinare lo stato dei luoghi nelle more di definire la vicenda Tecnis. Mi auguro che la settimana prossima ci sia una risposta definitiva e che i commercianti e i residenti di via Amari, via Lazio e via Sicilia possano tirare un sospiro di sollievo e riprendere la loro vita, rivedendo la luce dopo il buio profondo di questi giorni. Auspico che la settimana prossima arrivi la buona notizia che i lavori continueranno, ma con l’impegno di una accelerata dei cantieri e la certezza che verranno portati a compimento”.

Carlo Dones, consigliere dell’Ottava circoscrizione del Comune di Palermo di Sinistra ecologia e libertà, afferma: “L’annuncio della situazione prefallimentare della Tecnis non stupisce nessuno, l’inadempimento dell’azienda si era già manifestato tempo fa, con i 18 mesi di ritardo accumulati e con quei cantieri aperti e lasciati abbandonati a se stessi, senza che ci fosse nessuno che vi lavorasse. Oggi tutti si dicono stupiti, ma sono mesi che invitiamo il Comune a prendere atto di questa situazione. Adesso ci auguriamo che, rotti gli indugi, si proceda al più presto con l’indicazione di una Exit strategy – continua Dones – valutando anche la possibilità di completare almeno una parte dei lavori utilizzando gli stessi dipendenti della Tecnis gestiti direttamente da Rfi. In ogni caso, occorre aprire subito le procedure per l’affidamento dei cantieri alla seconda classificata nella gara. Ogni giorno che passa i cantieri costano sempre di più, sia in termini economici che di disagio arrecato ai cittadini”.

«Siamo davvero preoccupati per le sorti di quest’importante opera da 154 milioni di euro. Ora più che mai serve chiarezza». È quanto afferma il presidente dell’VIII Circoscrizione, Marco Frasca Polara – La nostra Circoscrizione è quella più penalizzata perché su di essa ricade la totalità dei cantieri. In tutti questi mesi – afferma il presidente Frasca Polara – abbiamo lavorato per mitigare i disagi dei cittadini, in primo luogo residenti e commercianti, confrontandoci con la ditta Tecnis e con l’Amministrazione e facendo da “filtro” tra l’azienda e i cittadini. Ci siamo spesi per salvare i ficus di piazza Castelnuovo e rimandare la chiusura di via Amari dopo le festività natalizie. Adesso -continua il presidente Frasca Polara – questo lavoro rischia di essere inutile. Palermo non può subire questo smacco, né assistere a questo calvario. L’opera va assolutamente completata. Non possiamo correre il rischio di perdere i finanziamenti, né tantomeno lasciare la città sventrata dalle ruspe. Se in via Amari appare più “semplice” un eventuale ripristino del manto stradale e della vecchia viabilità, nell’area di via Sicilia e viale Lazio – è questa la preoccupazione del presidente dell’Ottava circoscrizione- si rischia di convivere per lungo tempo con la strada devastata dalle trivelle e questo non è accettabile”.

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