venerdì, 16 Aprile 2021
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Ambiente e Territorio e ”Demografia”, ecco i nuovi dati statistici riferiti a Palermo

Ecco anche i dati su "Economia" e "Turismo"

E’ online sul sito istituzionale del comune di palermo, il Repertorio Statistico del nostro territorio, secondo la versione rinnovata dell’Annuario di Statistica, ed elaborato dall’Ufficio Statistica. Accedendo al sito tematico “Pubblicazioni statistiche” è possibile consultare il Repertorio e scaricare in download.

Intanto, ecco i dati che riguardano la sezione “Ambiente e Territorio” e “Demografia”, ricordando che sono generalmente riferiti al 2019, e vengono confrontati con quelli riferiti all’anno o agli anni precedenti. Al link comune.palermo.it/statistica.php, è possibile consultare anche altri approfondimenti statistici sulla Città realizzati dall’Ufficio Statistica.

Ambiente e Territorio

La città di Palermo ha un’estensione territoriale di 160,59 Km2, di cui oltre un terzo costituita da aree verdi. Amministrativamente, la città è suddivisa in otto Circoscrizioni. Dal punto di vista climatico, il 2019 è stato un anno caratterizzato da una consistente diminuzione delle precipitazioni rispetto all’anno precedente (anno in cui si erano registrati rovesci di intensità particolarmente forte). Relativamente alle temperature, nel confronto con il 2018 si sono registrate temperature minime e massime più estreme. Il giorno più freddo è stato il 4 gennaio, quando il termometro è sceso fino a 1,6 °C (nel 2018 il giorno più freddo era stato il 14 febbraio, con 6,0 °C). Il giorno più caldo è stato il 23 giugno, quando il termometro ha raggiunto 37,7 °C (nel 2017 il giorno più caldo era stato il 22 luglio, con 35,7 °C).
I giorni di pioggia sono stati 130, per complessivi 605,2 mm di pioggia. Il mese più piovoso è stato gennaio, sia dal punto di vista del numero di giorni che dei mm di pioggia: è piovuto per 28 giorni su 31, per un totale di 102,8 mm. Nel mese di giugno invece non si sono registrati giorni di pioggia.

Demografia

Il 15 dicembre 2020, con il rilascio da parte dell’Istat dei primi dati relativi alle edizioni del 2018 e del 2019, ha preso avvio la diffusione progressiva e continua dei risultati del Censimento permanente della popolazione e delle abitazioni, prevista con cadenza annuale. Rispetto ai censimenti tradizionali vi è un grande vantaggio in termini di frequenza di aggiornamento delle informazioni e di tempestività nel rilascio delle stesse. Le prime informazioni diffuse riguardano la popolazione per sesso, età e cittadinanza, il grado di istruzione e la condizione professionale.

A Palermo, al 31 dicembre 2019, sono state censite 647.422 persone, di cui 309.030 maschi e 338.392 femmine. Rispetto al 2018 si è registrata una diminuzione di 5.298 abitanti, pari allo 0,8%, mentre rispetto al Censimento del 2011 la diminuzione è di 10.139 abitanti, pari all’1,5%. Questi dati confermano il trend decrescente del numero di persone residenti a Palermo che si registra già da diversi anni. Osservando i dati riferiti ai censimenti passati, si può notare come il picco sia stato raggiunto nel 1981, con quasi 702 mila persone residenti, che 10 anni dopo si sono ridotte a quasi 699 mila unità, per poi flettere a 686.722 residenti nel 2001 e – infine – a 657.561 residenti nel 2011 e 647.422 nel 2019.

Con riferimento al movimento naturale della popolazione, nel corso del 2019 si sono registrati 5.4 nati, in diminuzione di 142 unità (-2,5%) rispetto al 2018. Il numero dei nati si conferma pertanto ai minimi degli ultimi 50 anni[1]. I nati di sesso maschile sono stati 2.835, in diminuzione del 3,9% rispetto al 2018, mentre quelli di sesso femminile 2.659, in diminuzione dell’1,0%.

Il numero dei decessi nel 2019 è stato pari a 6.502 unità, in diminuzione del 2,9% rispetto al 2018. I morti di sesso maschile sono stati 2.919, in diminuzione del 5,9% rispetto al 2018, mentre quelli di sesso femminile 3.583, in diminuzione dello 0,3% rispetto al 2018. La serie storica a partire dal 1980 del numero di nati e di morti fa registrare un trend crescente del numero di morti (+14,1% dal 1980 al 2019), ed un trend fortemente decrescente del numero dei nati (-57,6% dal 1980 al 2019).

Con riferimento al movimento migratorio (al netto delle iscrizioni e delle cancellazioni per altri motivi), si sono registrati 9.360 immigrati, in aumento del 3,5% rispetto al 2018. Con riferimento alla provenienza, sono aumentati gli immigrati da altri comuni italiani (7.878, +5,0%) mentre sono diminuiti gli immigrati dall’estero (1.482, -3,8%). In termini di composizione percentuale, l’84,2% degli immigrati proviene da altri comuni del territorio nazionale, mentre il 15,8% dall’estero. Rispetto al 2018 è aumentata la quota di immigrati da altri comuni italiani, mentre è diminuita la quota di immigrati dall’estero: le due percentuali erano rispettivamente 83,0% e 17,0%. Sul fronte delle cancellazioni, si sono registrati 12.893 emigrati, in aumento del 3,9% rispetto al 2018. Con riferimento alla destinazione, sono aumentati gli emigrati verso altri comuni italiani (11.521, +4,6%), mentre sono diminuiti gli emigrati verso l’estero (1.372, -1,7%). In termini di composizione percentuale, l’89,4% degli emigrati si è diretto verso altri comuni del territorio nazionale, mentre il 10,6% si è diretto verso l’estero. Rispetto al 2018 è leggermente aumentata la quota di emigrati verso altri comuni italiani, mentre è diminuita la quota di emigrati verso l’estero: le due percentuali erano rispettivamente 88,8% e 11,2%. A Palermo, al 31 dicembre 2019, risultano iscritti in anagrafe 25.522 cittadini stranieri. Rispetto al 2018 il numero degli stranieri residenti è diminuito di 231 unità (-0,9%). Nel 2014, in conseguenza del completamento delle operazioni di revisione dell’archivio anagrafico sulla base dei risultati del 15° Censimento generale della popolazione, il numero di cittadini stranieri era diminuito del 15,2%. Erano infatti stati cancellati dall’anagrafe tutti i cittadini stranieri che non sono stati censiti nel 2011 e per i quali gli ulteriori accertamenti predisposti dal Servizio Anagrafe hanno dato esito negativo. Nei cinque anni compresi fra il 2014 e il 2019, il numero degli stranieri è diminuito dell1,8%. Se però allarghiamo il confronto al decennio compreso fra il 2009 e il 2019, si registra un incremento del 5,4%. Se poi, per una completa valutazione del fenomeno, consideriamo anche i cittadini stranieri che negli anni hanno acquisito la cittadinanza italiana, la presenza straniera diventa più consistente: sommando gli stranieri residenti (25.522) e gli stranieri che hanno acquisito la cittadinanza italiana (4.002), ci avviciniamo a quota 30 mila (29.524), valore più elevato del 17,4% rispetto al 2009 e del 4,4% rispetto al 2014. L’incidenza degli stranieri sul totale della popolazione è passata dal 3,7% del 2009, al 4% del 2010, al 4,5% del 2012 e del 2013. Nel 2014, a causa del ridimensionamento determinato dalla revisione anagrafica, l’incidenza è scesa al 3,8%, nei due anni successivi è risalita al 4%, nel 2017 è scesa al 3,8% e nel 2018 è risalita al 3,9%. A queste percentuali va poi aggiunta l’incidenza dei cittadini stranieri che hanno acquisito la cittadinanza italiana, pari allo 0,1% nel 2009 e cresciuta fino allo 0,7% nel 2018 (nel 2019 è pari allo 0,6%).

A Palermo vivono due consistenti comunità straniere, che da sole assorbono oltre un terzo del totale degli stranieri: i bengalesi (cittadini del Bangladesh) e i singalesi (cittadini dello Sri Lanka). I primi al 31 dicembre erano 5.405 pari al 21,2% di tutti gli stranieri residenti a Palermo, in aumento dell’1,2% rispetto al 2018. I singalesi al 31 dicembre 2019 erano 3.428, pari al 13,4% di tutti gli stranieri residenti a Palermo, in diminuzione rispetto al 2018 (-1,5%). Seguono, quindi, i rumeni, con 3.214 residenti (12,6% del totale degli stranieri), i ghanesi, con 2.586 residenti (10,1%), i filippini, con 1.761 residenti (6,9%), i tunisini, con 1.056 residenti (4,1%), i marocchini, con 1.026 residenti (4,0%), i cinesi, con 997 residenti (3,9%), i mauriziani, con 867 residenti (3,4%), e via via tutti gli altri Paesi, per un totale di 130 diverse cittadinanze.

A Palermo nel 2019 sono stati celebrati 2.615 matrimoni, 372 in meno rispetto al 2018 (-12,5%). Rispetto al 2009 il numero dei matrimoni è in forte diminuzione: -911 unità, pari a -25,8%. Approfondendo l’analisi per rito, si rileva che nel 2019 sono diminuiti sia i matrimoni religiosi (-11,9%) che i matrimoni civili (-13,5%). Rispetto al 2009, invece, i matrimoni civili sono diminuiti del 6,2%, mentre i matrimoni religiosi sono diminuiti del 32,8%. Nel 2019 i mesi in cui si sono celebrati più matrimoni sono stati quelli estivi: da giugno a settembre si sono celebrati 1.798 matrimoni, pari al 68,8% del totale. I mesi con il minor numero di celebrazioni sono stati invece i primi tre mesi dell’anno e il mese di novembre. La stagionalità è molto più evidente nei matrimoni con rito religioso: 1.1.346 matrimoni religiosi, pari al 77,0%, sono stati celebrati nei mesi estivi, mentre soltanto 9, pari allo 0,5%, nei primi tre mesi dell’anno.

ECONOMIA

Il reddito imponibile ai fini delle addizionali all’IRPEF a Palermo è aumentato, dal 2017 al 2018, del 2%, mentre il numero di contribuenti è aumentato dello 0,7%. Conseguentemente, il reddito medio per contribuente è cresciuto dell’1,2% (è passato da € 26.454,98 a € 26.785,49). Più basso (ma in aumento rispetto al 2017) il reddito medio se calcolato sul numero di residenti, pari a € 9.724,20 (+2,7%).
A Palermo, nel 2019, gli occupati, pari a 184 mila, sono diminuiti dello 0,5% rispetto al 2018, quando erano 185 mila. Rispetto al 2009, quando vi erano 214 mila occupati, si registra invece un calo del 14%, pari a 30 mila occupati in meno. Il tasso di occupazione, pari al rapporto fra gli occupati (15-64 anni) e la popolazione residente (15-64 anni), nel 2019 è risultato pari al 41,2%, in aumento di 0,2 punti percentuali rispetto al 2018, ma in diminuzione di ben 6,1 punti percentuali rispetto al 2009.
A fronte della leggera diminuzione del numero degli occupati, nel 2019 a Palermo i disoccupati sono aumentati, passando da 39 mila nel 2018 a 40 mila nel 2019, con un incremento dell’1,6%. Rispetto al 2009, quando i disoccupati erano 37 mila, si registra invece un incremento del 5,9%. Il tasso di disoccupazione, pari al rapporto fra i disoccupati (15-64 anni) e la somma di occupati e disoccupati (15-64 anni), nel 2019 è risultato pari al 17,7%, in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto al 2018, e di ben 2,8 punti percentuali rispetto al 2009.

La popolazione inattiva (tecnicamente “non forze di lavoro”) a Palermo, nel 2019, è diminuita del 2,2%, passando da 218 mila a 213 mila. Rispetto al 2009, quando ammontava a 198 mila unità, si registra invece un incremento del 7,6%. Il tasso di inattività, pari al rapporto fra la popolazione non appartenente alle forze di lavoro (15-64 anni) e la popolazione residente (15-64 anni), nel 2019 è risultato pari al 49,6%, in diminuzione di 0,4 punti percentuali rispetto al 2018, e in aumento di 5,2 punti percentuali rispetto al 2009.

A Palermo l’indice tendenziale dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale (NIC) ha chiuso il 2019 in territorio positivo: a dicembre si è registrata una variazione pari a +0,5% (stesso valore rilevato a livello nazionale. In media d’anno, l’inflazione a Palermo, dopo due anni negativi (-0,1% nel 2015 e -0,2% nel 2016), nel 2017 era tornata in territorio positivo, +1,3%. Anche nel 2018 il dato era in territorio positivo, anche se in diminuzione: +0,9%. Nel 2019 è proseguita la tendenza al ribasso, con un valore in media d’anno che si è attestato allo 0,6% (stesso valore a livello nazionale). Negli ultimi 24 mesi, a Palermo il tasso d’inflazione, pari a +0,8% a dicembre 2017, a partire dal mese successivo ha fatto registrare una inversione di tendenza, che ha riportato l’indice a +0,1% ad aprile 2018. A maggio 2018 si è registrata una nuova inversione di tendenza, che ha fatto risalire l’indice fino a +1,7% a novembre 2018. A partire da dicembre 2018 l’indice ha ripiegato verso valori più bassi, fino allo 0,0% toccato a luglio, settembre ed ottobre 2019. Negli ultimi due mesi del 2019 l’indice è rimbalzato fino a raggiungere lo 0,5% a dicembre.

Al 31 dicembre 2019 risultano operanti a Palermo 157 sportelli bancari, con una diminuzione di 13 sportelli rispetto al 2018. Estendendo l’analisi al decennio 2009-2019, il numero di sportelli, pari a 244 nel 2009, fa registrare un trend crescente, fino a raggiungere – come già detto – il numero di 157 nel 2019 (-35,7% rispetto al 2009). I depositi bancari nel 2019 ammontano complessivamente a 8.015 milioni di Euro (+8,4% rispetto al 2018), pari a 12,2 mila Euro per abitante, mentre gli impieghi ammontano a 6.554 milioni di Euro (-3,0% rispetto al 2018), pari a 10 mila Euro per abitante.

Nel 2019 si sono registrate a Palermo 5.695 compravendite di immobili residenziali, valore in aumento di 169 unità (+3,1%) rispetto al 2018. Il risultato del 2019 conferma la ripresa del mercato immobiliare residenziale cittadino, che – dopo anni di continue diminuzioni – a partire dal 2014 ha fatto registrare un’inversione di tendenza. Nel confronto con i volumi di compravendita registrati nel 2009, il mercato immobiliare residenziale risulta in crescita del 7,6%. Nei dieci anni in esame il numero più elevato di compravendite si è registrato proprio nel 2019, mentre il numero più basso nel 2013 (3.736 compravendite). Il dato del 2017 ha riportato il numero di compravendite sopra quota 5 mila, valore che non veniva superato dal 2012.

TURISMO

Nel 2019 a Palermo la capacità degli esercizi ricettivi è rappresentata da 80 esercizi alberghieri e 611 esercizi extra-alberghieri. Gli esercizi alberghieri offrono complessivamente 4.143 camere e 8.674 posti letto. Più in particolare, nel 2019 a Palermo vi sono 2 alberghi a 5 stelle, 34 a 4 stelle, 24 a 3 stelle, 6 a 2 stelle, 8 a una stella e 6 residenze turistico alberghiere. Gli esercizi extra-alberghieri offrono complessivamente 5.163 posti letto, di cui quasi la metà (2.429) in bed and breakfast e oltre un terzo (1.934) in alloggi in affitto.

Rispetto al 2018 si registra un incremento dell’offerta alberghiera (+3,9% in termini di esercizi e +5,9% in termini di posti letto) e un incremento dell’offerta extra-alberghiera (+10,5% in termini di esercizi e +6,6% in termini di posti letto).

Nel 2019 a Palermo si sono registrati 726.075 arrivi turistici, con un incremento del 7,3% rispetto al 2018 (e del 17,6% rispetto al 2017). Sono cresciuti di più gli arrivi dei turisti stranieri (369.760, +7,8%) rispetto agli arrivi dei turisti italiani (356.315, +6,8%. I turisti stranieri rappresentano il 50,9% del totale degli arrivi (l’anno precedente erano il 50,7%). Negli esercizi alberghieri si sono registrati 598.126 arrivi, pari all’82,4% del totale, con un incremento del 6,8% rispetto al 2018 (+7,5% gli italiani, +6,2% gli stranieri). Negli esercizi extra-alberghieri si sono registrati 127.949 arrivi, pari al 17,6% del totale, con un incremento del 9,6% rispetto al 2018 (+3,8% gli italiani, +15,0% gli stranieri).

Sempre nel 2019 si sono registrate 1.594.187 presenze, con un incremento del 9,6% rispetto al 2018 (e del 18,1% rispetto al 2017). Anche sul versante delle presenze sono di più i turisti stranieri, che rappresentano il 54,7% del totale. E’ aumentata di più la componente straniera (871.579 presenze, +10,3%) rispetto alla componente italiana (722.608 presenze, +8,8%).

Negli esercizi alberghieri si sono registrate 1.257.716 presenze, pari al 78,9% del totale, con un incremento del 9,4% rispetto al 2018 (+10,5% gli italiani, +8,6% gli stranieri). Negli esercizi extra-alberghieri si sono registrate 336.471 presenze, pari al 21,1% del totale, con un incremento del 10,2 rispetto al 2018 (+3,1% gli italiani, +17,5% gli stranieri.

La permanenza media dei turisti è pari a 2,2 giorni, maggiore per gli stranieri (2,4 giorni) rispetto agli italiani (2 giorni). La permanenza media negli alberghi è pari a 2,1 giorni (1,9 per gli italiani e 2,3 per gli stranieri), mentre negli esercizi extra-alberghieri è pari a 2,6 giorni (2,7 per gli italiani e 2,6 per gli stranieri).

ISTRUZIONE


Gli studenti delle scuole primarie pubbliche nell’anno scolastico 2018/2019 ammontano a 30.168, in diminuzione (-2,3%) rispetto all’anno scolastico precedente. Mediamente vi sono 19,2 alunni per classe, 443,6 alunni per palestra, 156,3 alunni per laboratorio e 13,9 alunni per personal computer. Ogni 100 frequentanti, 4,1 sono stranieri (di cui 3,4 extracomunitari).
Gli studenti delle scuole secondarie di I grado pubbliche sono 21.170, in diminuzione (-2,0%) rispetto all’anno scolastico 2017/2018. Mediamente le classi sono formate da 19,5 alunni, ogni palestra è frequentata da 316 alunni, ogni laboratorio serve 96,2 alunni, e ogni PC è utilizzato da 11,5 alunni. Gli alunni stranieri sono 3,8 ogni 100 frequentanti (di cui 3,3 extracomunitari).

Nelle scuole secondarie di II grado pubbliche gli studenti sono 37.733 (+0,7% rispetto all’anno scolastico precedente). Mediamente vi sono 20,9 studenti per classe, 483,8 studenti per palestra, 103,4 studenti per laboratorio e 10,1 studenti per PC. Su 100 studenti iscritti, il 3% è straniero (di cui il 2,4 extracomunitario).

L’Università degli Studi di Palermo registra nell’anno accademico 2018/2019 22.944
studenti iscritti nei corsi di laurea triennali (+2,1% rispetto all’anno accademico 2017/2018), 11.588 iscritti nei corsi di laurea a ciclo unico (-4,1%) e 5.888 iscritti nei corsi di laurea magistrali (+6,8%). La Scuola con il maggior numero di studenti iscritti è la Scuola delle Scienze Umane e del Patrimonio Culturale, con 13.184 studenti (8.773 nei corsi di laurea triennali, 1.451 nei corsi di laurea a ciclo unico e 2.960 nei corsi di laurea magistrali). Seguono la Scuola Politecnica, con 12.061 studenti (8.926 nei corsi di laurea triennali, 1.209 nei corsi di laurea a ciclo unico e 1.926 nei corsi di laurea magistrali); la Scuola delle Scienze Giuridiche ed Economico Sociali, con 5.369 studenti (1.425 nei corsi di laurea triennali, 3.734 nei corsi di laurea a ciclo unico e 210 nei corsi di laurea magistrali); la Scuola di Medicina e Chirurgia, con 5.183 studenti (1.183 nei corsi di laurea triennali, 3.788 nei corsi di laurea a ciclo unico e 212 nei corsi di laurea magistrali); e infine la Scuola delle Scienze di Base e Applicate, con 4.623 studenti (2.637 nei corsi di laurea triennali, 1.406 nei corsi di laurea a ciclo unico e 580 nei corsi di laurea magistrali).

Gli studenti dell’Accademia di Belle Arti, nell’anno accademico 2018/2019, sono 1.250 per i corsi di primo livello e 299 per il biennio specialistico.

TRASPORTI E COMUNICAZIONE

Nel 2019 le immatricolazioni di nuove autovetture hanno fatto registrare una crescita rispetto all’anno precedente: sono state immatricolate 11.395 auto, l’1,9% in più rispetto al 2018. Il numero di autovetture immatricolate è decisamente più basso rispetto a quelle immatricolate dieci anni prima: rispetto al 2009 si registra infatti una diminuzione del 43,6%. Nel confronto con il 2014, invece, il numero di auto immatricolate registra un aumento del 30,5%.

I motocicli immatricolati nel corso del 2019 hanno fatto registrare un incremento: sono stati immatricolati 3.523 motocicli, con un incremento del 4,2% rispetto al 2018. Nonostante i quattro incrementi consecutivi nelle immatricolazioni registrati fra il 2014 e il 2017 e l’incremento del 2019, rispetto al 2009 si registra ancora una diminuzione del 59,4%. Nel confronto con il 2014 si registra invece un incremento del 48,5%.

Il porto di Palermo, nel 2019, ha registrato l’arrivo di 3.869 navi, 192 in più rispetto al 2018 (+5,2%). Le merci sbarcate sono diminuite rispetto al 2018 del 10,3%, mentre quelle imbarcate sono aumentate dello 0,5%. I passeggeri dei traghetti sono aumentati dell’1,4% in termini di sbarchi, e del 6,2% in termini di imbarchi. In crescita l’andamento del traffico crocieristico: sono aumentati dell’8,1% gli sbarchi e del 6,6% gli imbarchi; sono invece diminuiti del 16,4% i transiti.

L’attività dell’aeroporto Falcone-Borsellino nel corso del 2019 ha fatto registrare un incremento del numero dei voli rispetto all’anno precedente: da 48,287 a 51,036 (+5,7%). E’ cresciuto anche il numero dei passeggeri, passati da 6.601.472 a 6.998,336 (+6,0%). Il mese con il maggior numero di passeggeri è stato luglio (775.265, +7,5% rispetto a luglio 2018), mentre il mese con il minor numero di passeggeri è stato febbraio (378.156, +11,2% rispetto a febbraio 2018).

A Palermo, nel 2019, si sono verificati 1.880 incidenti stradali con lesioni a persone, che hanno provocato 26 morti (entro il 30° giorno dall’incidente) e 2.484 feriti. Rispetto al 2018 sono diminuiti sia il numero degli incidenti (passati da 2.044 a 1.880, -8,0%) che il numero dei feriti (da 2.787 a 2.484, -10,9%). Nel 2019 sono invece sensibilmente aumentati i decessi: le persone decedute sono infatti passate  da 20 a 26, con una incremento del 30,0% (lo scorso anno si era invece registrata una diminuzione del 25,9%). Allargando l’analisi al decennio 2009-2019, nel 2019 si conferma il trend decrescente del numero di incidenti stradali e del numero di feriti.

Dal 2009 al 2019 il numero degli incidenti è diminuito del 26,5% e quello dei feriti del 30,9%. Più contrastato l’andamento del numero dei decessi, che manifesta forti oscillazioni dovute al basso numero di eventi luttuosi. Nel 2009 il numero dei morti ha fatto registrare il valore più elevato del decennio (51 decessi), mentre nei tre anni successivi si è registrata una consistente diminuzione, che ha portato nel 2012 il numero dei decessi a 18, il valore più basso di tutto il decennio. Negli anni successivi, il numero dei decessi ha fatto registrare variazioni di segno contrapposto, con una leggera tendenza al rialzo. Dal 2009 al 2019 il numero dei morti è comunque sensibilmente diminuito (-49,0%). E’ da rilevare l’elevato numero di pedoni fra le vittime della strada: nel 2019 sono deceduti 8 pedoni, pari al 30,8% del totale dei decessi per incidenti stradali, e sono rimati feriti 307, pari al 12,4% del totale dei feriti. La maggior parte dei pedoni deceduti, 6 su 8, erano persone anziane, di 65 anni e più.

Giustizia

A Palermo, nel 2019, sono stati denunciati complessivamente dalle forze di polizia all’autorità giudiziaria 29.978 delitti, valore in diminuzione rispetto al 2018, quando i delitti denunciati erano stati 31.154 (-3,8%). La diminuzione del 2019 ha riportato il numero dei delitti vicino al minimo degli ultimi cinque anni, registrato nel 2017.. Rispetto al 2014, quando vi erano state in totale 38.524 denunce, si è rilevata una diminuzione del 22,2%. Il tasso di delittuosità totale , che nel 2014 era pari a 5.677,9 delitti ogni 100 mila abitanti, nel 2015 è sceso a 5.133,3, nel 2016 a 4.674 e nel 2017 a 4.428 delitti ogni 100 mila abitanti. L’inversione di tendenza del 2018 ha determinato un incremento del tasso, che ha raggiunto il valore di 4.678,5 delitti ogni 100 mila abitanti, per poi ridiscendere nel 2019 a 4.537,4.
Limitando l’analisi ai delitti che determinano maggiore allarme sociale, si rileva che nel 2019 si sono registrati 6 omicidi volontari, 4 in più rispetto al 2018 (+200%). Nell’arco temporale considerato (2014-2019), il numero di omicidi volontari, pari a 7 nel 2014,  è andato via via diminuendo fino a raggiungere il livello minimo (2 omicidi) proprio nel 2018, per poi rimbalzare nell’ultimo anno a 6. Sono invece diminuiti i tentati omicidi, passati da 15 a 13 (-13,3%). Il valore del 2019 è pari a quello registrato nel 2014 e distante dal valore massimo registrato nel quinquennio (22 tentati omicidi nel 2016).
Nel 2019 è ripresa, dopo la battuta d’arresto dell’anno scorso, la tendenza alla diminuzione dei furti che si registra a partire dal 2015: rispetto al 2018 sono diminuiti del 10,6%, passando da 17.186 a 15.361. Rispetto al 2014, quando i furti erano stati 24.206, il dato del 2019 è più basso del 36,5%.

I furti con strappo (ovvero gli scippi) sono passati da 895 nel 2014 a 515 nel 2015, per poi proseguire la discesa negli anni successivi: 428 nel 2016, 360 nel 2017, 329 nel 2018 e 277 nel 2019 (-15,8% rispetto al 2018 e -69,1% rispetto al 2014). I furti con destrezza (ovvero i borseggi) nella prima parte del quinquennio hanno manifestato una tendenza all’aumento: partiti da 1.806 nel 2014, hanno raggiunto il massimo di 2.016 nel 2017. Nel 2018 si è invece registrata una sensibile diminuzione, con 1.760 denunce, diminuzione che è proseguita anche nel 2019, con 1,365 denunce (-22,4% rispetto all’anno precedente e -24,4% rispetto al 2014).

I furti in abitazioni, dopo la preoccupante impennata registrata negli anni passati (in particolare nel 2012 e nel 2013), negli ultimi anni hanno fatto registrare una sensibile diminuzione, che li ha portati da 1.440 del 2014 a 702 del 2019 (-32,6% rispetto al 2018 e -51,3% rispetto al 2014). I furti di mezzi di trasporto nel 2019 sono complessivamente diminuiti. I furti di ciclomotori sono stati 401, il 20,4% in meno rispetto all’anno precedente e il 53,8% in meno rispetto al 2014. I furti di motocicli sono stati 1.464, il 10,2% in meno rispetto al 2018 e il 24,4% in meno rispetto al 2014. I furti di autovetture sono stati 2,567, l’11,9% in meno rispetto al 2018 e il 43% in meno rispetto al 2014.
Le rapine in abitazione, dopo le forti diminuzioni registrate negli anni precedenti, che hanno fortemente ridimensionato il fenomeno, nel 2018 erano aumentate del 27,6% sull’anno precedente. Nel 2019 è invece ripresa la tendenza alla diminuzione: si sono registrate 25 rapine in abitazione, il 32,4% in meno rispetto al 2018 e ben il 73,4% in meno rispetto al 2014. Le rapine in banca sono diminuite: 5, il 44,4% in meno rispetto al 2018 e il 61,5% in meno rispetto al 2014.

Sono diminuite anche le rapine negli uffici postali, che nel 2018 erano invece fortemente cresciute: 5 rapine (lo stesso numero che si era registrato nel 2014), con una diminuzione del 78,3% rispetto al 2018. Anche nel 2019, come già dal 2014, sono diminuite le rapine nei confronti di cittadini in pubblica via, passate da 670 nel 2014 a 331 nel 2019 (-10,3% rispetto al 2018 e -50,6% rispetto al 2014). Sono invece aumentate per il secondo anno consecutivo le rapine in esercizi commerciali: si sono registrate 155 rapine, il 26% in più rispetto al 2018. Rispetto al 2014, quando erano state denunciate 213 rapine, si registra invece una diminuzione del 27,2%.


Palermo nei Censimenti

La popolazione residente a Palermo rilevata al Censimento permanente del 2019 è pari a 647.422 abitanti, di cui 309.030 di sesso maschile e 338.392 di sesso femminile. Rispetto al Censimento permanente del 2018 si è registrata una diminuzione di 5.298 unità, pari allo 0,8%, e rispetto al Censimento del 2011 una diminuzione di 10.139 unità, pari all’1,5%. Andando ancora più indietro nel tempo, si rileva che nel 1971 i residenti a Palermo erano 642.814, cresciuti fino a oltre 700 mila nel 1981 (701.782, +9,2%). Nel 1991 l’ammontare della popolazione è rimasto sostanzialmente stabile, appena sotto quota 700 mila (698.556, -0,5%). Nel 2001 la popolazione residente si è fermata a 686.722 abitanti, con una diminuzione dell’1,7%, e nel 2011 a 657.561, con una diminuzione del 4,2%.
Nel 2019 il 14,2% della popolazione residente aveva un’età compresa fra 0 e 14 anni, il 16,6% fra 15 e 29 anni, il 18,8% fra 30 e 44 anni, il 29,2% fra 45 e 64 anni, e il 21,2% un’età pari o superiore ai 65 anni. Dal 1971 al 2019 si è registrato un progressivo invecchiamento della popolazione: i ragazzi (0-14 anni) si sono più che dimezzati, passando da 186.676 (pari al 29% del totale) nel 1971 a 91,641 (pari al 14,2%) nel 2019, mentre gli anziani (65 anni e più) sono più che raddoppiati, passando da 58.105 (pari al 9%) nel 1971 a 137.447 (pari al 21,2%) nel 2019.
Le sensibili modifiche della struttura per età della popolazione hanno determinato forti variazioni in alcuni indicatori demografici, quali l’indice di dipendenza strutturale, l’indice di vecchiaia e l’indice di ricambio generazionale. L’indice di dipendenza strutturale dei giovani, dato dal rapporto fra la popolazione di età compresa fra 0 e 14 anni e la popolazione di età compresa fra15 e 64 anni, che nel 1971 era pari a 46,9 (ovvero vi erano 46,9 ragazzi ogni 100 persone in età lavorativa), nel 1981 è sceso a 41,1, nel 1991 a 31,3, nel 2001 a 25,8, nel 2011 a 22,2, e infine nel 2019 a 21,9, meno della metà del valore iniziale.

Per converso, l’indice di dipendenza strutturale degli anziani, dato dal rapporto fra la popolazione di 65 anni e più e la popolazione di età compresa fra15 e 64 anni, nel 1971 era pari a 14,6, e nei Censimenti successivi è via via cresciuto fino ad arrivare a 32,9, più del doppio del valore del 1971. L’indice di vecchiaia, dato dal rapporto fra la popolazione di 65 anni e più e la popolazione di età compresa fra 0 e 14 anni, nel periodo in esame si è quasi quintuplicato, passando da 31,1 anziani ogni 100 ragazzi nel 1971 a 150,0 anziani ogni 100 ragazzi nel 2019. L’indice di ricambio generazionale, dato dal rapporto fra la popolazione di età compresa fra 0 e 14 anni e la popolazione di 65 anni e più, nel 2019 si è ridotto a un quinto del valore registrato nel 1971, passando da 321,3 a 66,7 ragazzi ogni 100 anziani.
I dati relativi alla popolazione residente per titolo di studio (popolazione di sei anni e più fino al 2011, di nove anni e più dal 2018) mettono in luce un progressivo innalzamento del livello di istruzione. Nel 1971 i laureati erano 20.613, pari al 3,6% del totale; i diplomati 51.479, pari al 9,1%; le persone con licenza media inferiore 84.776, pari al 14,9%; le persone con licenza elementare 206.324, pari al 36,4%; gli alfabeti senza titolo di studio 163.155, pari al 28,8%, gli analfabeti 41.073, pari al 7,2%. In altri termini, quasi nove residenti su dieci non arrivavano al diploma.

Nel 2019, dopo quasi cinquant’anni, i laureati sono 90.827, pari al 15,3% del totale; i diplomati 181.576, pari al 30,5%; le persone con licenza media inferiore 193.196, pari al 32,5%; le persone con licenza elementare 98.808, pari al 16,6%; gli alfabeti senza titolo di studio 25,226, pari al 4,2%, gli analfabeti 5.621, pari allo 0,9%. In altri termini, le persone che non arrivano al diploma sono scese da quasi nove a meno di sei su dieci.

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