Almaviva Palermo, salvi 1.600 posti di lavoro. Il punto sulla situazione.

Tiene ancora banco la questione Almaviva. Scongiurati i licenziamenti di oltre 1.600 dipendenti del sito di Palermo per i quali scatterà la cassa integrazione al 35% fino a marzo del 2020. Da questo punto verrà avviato «un percorso condiviso» per «consentire la definizione delle soluzioni di carattere strutturale» del sito del capoluogo.

L’incontro tra Governo e amministrazione si è tenuto a Roma al Ministero del Lavoro a un tavolo presieduto dal Ministro Nunzia Catalfo, dal Ministro per il Sud Giuseppe Provenzano, dai Sottosegretari Alessandra Todde e Steni Di Piazza. Ai lavori hanno partecipato il Direttore Generale del Ministero Romolo De Camillis, i tecnici del Ministero, per il Comune di Palermo l’Assessora Marano e per la Regione Sicilia la Dottoressa Garoffolo.

Al termine dell’incontro il Sindaco Leoluca Orlando e l’Assessora Giovanna Marano hanno dichiarato: «L’incontro al Ministero del Lavoro ha aperto una prospettiva di soluzione sulla vertenza Almaviva Palermo dopo mesi di preoccupazioni e tensioni. La disponibilità dell’azienda ad un’intesa per evitare gli esuberi a fronte di impegni e misure strutturali del Governo che possano assicurare condizioni differenti con la committenza principale come Tim, Wind e Alitalia è certamente un dato positivo. Esprimiamo apprezzamento al Governo nazionale per aver accolto l’appello del territorio, delle lavoratrici e dei lavoratori, dell’amministrazione comunale. Ora è necessario che questo cammino intrapreso trovi attuazione nella esplicitazione degli impegni che oggi sono stati dichiarati, con un percorso ed iniziative concrete in un settore che per i livelli occupazionali è strategico nella nostra città».

«È vero sono stati scongiurati i licenziamenti ma i problemi rimangono – dichiara Giovanni Gorgone, Coordinatore regionale Fistel Cisl Palermo Trapani -, confidiamo nell’impegno del governo per risolvere definitivamente i problemi del settore e di conseguenza i nostri, affinché si possa fare a meno degli ammortizzatori sociali che, se da un lato ci hanno permesso di resistere e rimanere all’interno del perimetro occupazionale, dall’altro ci hanno notevolmente ridotto il nostro stipendio».

Le Organizzazioni Sindacali da parte loro denunciano al Governo l‘insostenibilità di un Settore come quello dei Call Center vessato dall’assenza di una regolamentazione efficace anche nei rapporti commerciali con i committenti, l’utilizzo incontrollato della delocalizzazione all’estero, evidenziando come la situazione dai lavoratori di Almaviva Palermo, sotto regime di ammortizzatore sociale da anni, necessiti di una risoluzione strutturale che elimini una volta per tutte la condizione di crisi, aggravata ulteriormente da un ammanco di bilancio di 14 milioni di Euro per crediti avanzati dal committente Alitalia.

È indispensabile l’implementazione di un sistema di regole su delocalizzazione e tariffe a partire da quelle strutturate nel 2017 (Protocollo Call Center, tabelle ministeriali sul costo del lavoro), la necessità di sovrintendere su un rapporto trasparente con i committenti, la garanzia dei volumi di lavoro, la necessità di interventi per la riqualificazione del personale.

Il Governo ha preso atto di quanto denunciato dal Sindacato, raccogliendo l’urgenza di intervenire strutturalmente per il comparto, ha calendarizzando già da subito il Tavolo di Settore per il 14 Ottobre, patrocinato dal Ministero dello Sviluppo Economico e dal Ministero del Lavoro. Questo tavolo avrà l’obiettivo di intervenire sugli aspetti evidenziati oggi.

Almaviva ha dichiarato che da subito procederà con tavoli di verifica con i principali committenti (in particolare Tim, Wind e Alitalia) per una corretta parametrizzazione relativamente a tariffe, volumi, durata dell’appalto, quote di attività delocalizzate, con la finalità di una effettiva stabilizzazione del centro di Palermo.

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