Almaviva. I lavoratori sì al referendum. Evitati licenziamenti ma sacrifici immediati

Votando si al referendum sull’ipotesi di accordo valido per i prossimi tre anni, i lavoratori Almaviva Contact a Palermo hanno evitato i licenziamenti. Al referendum hanno votato 2.227 su 2.800 lavoratori e l’82% ha detto sì.

Per Almaviva “L’intesa è volta a definire le basi iniziali per affrontare la fase critica, tutelare l’occupazione, recuperare competitività e tentare di portare il sito di Palermo all’essenziale equilibrio economico”.

L’accordo, sottoscritto dall’Azienda e dalle Rappresentanze Sindacali Unitarie, prevede un pacchetto di misure che vanno dagli ammortizzatori sociali, prevista la cassa integrazione straordinaria che andrà a decrescere fino ad azzerarsi entro un anno, a nuove iniziative di welfare aziendale, dal rilancio di qualità ed efficienza produttiva, supportato da percorsi formativi, cento postazioni di formation technology, finalizzati a rafforzare le competenze professionali, e interventi, per un periodo di 12 mesi, sul trattamento economico.

Per il sindaco Leoluca Orlando: “I lavoratori di Almaviva hanno accettato a larghissima maggioranza un accordo che a fronte di sacrifici immediati, mira a riscuotere presto garanzie  di crescita e consolidamento. Un accordo che rispecchia la crisi complessiva che segna il settore ma anche le possibilità di rilancio. I lavoratori hanno fatto una scelta che mira a vedere garantito il proprio posto di lavoro a Palermo in un momento in cui i call-centers italiani sono in gravissima crisi. Chiediamo ora all’azienda l’impegno massimo per garantire occupazione e produttività a Palermo, così come chiediamo al Governo nazionale di essere sempre più parte attiva per la corretta applicazione del protocollo sottoscritto di recente per la tutela dei lavoratori”.

Per Giovanni Gorgone, Rsu Fistel Cisl Palermo e Trapani: “I lavoratori di Palermo hanno votato sì al referendum dimostrando ancora una volta un grande senso di responsabilità. Sappiamo che dobbiamo affrontare ulteriori sacrifici ma auspichiamo che il protocollo d’intesa Gentiloni, firmato all’inizio del mese di maggio con i 13 maggiori committenti del settore delle comunicazioni, riporti a Palermo nuove commesse e più lavoro in tutta Italia per il comparto”.

Nello specifico, l’intesa prevede: una cig straordinaria a partire dal primo giugno e per la durata di un anno, che all’inizio al 35 per cento per poi andare decrescendo negli ultimi tre mesi al 15 per cento fino all’azzeramento; il congelamento degli ultimi quattro scatti; il blocco della maturazione del Tfr per un anno per tutti i 3mila lavoratori del sito produttivo di Palermo. L’azienda, da parte sua, si impegna ad anticipare le erogazioni di integrazioni salariali e, per il periodo di un anno, a concedere dei buoni welfare dal valore di 500 euro, erogabili in due trances, spendibili in supermercati e altri negozi convenzionati.

L’accordo prevede, inoltre, la creazione di una Commissione Paritetica composta da rappresentanti dei lavoratori (Rsu), delle Organizzazioni sindacali territoriali e dell’Azienda, con il compito di monitorare l’attuazione delle misure concordate ed analizzare il loro impatto sull’andamento del sito.

 

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