PALERMO – Giovedì 22 gennaio, dalle 16.30 alle 20.30, l’Archivio Storico Comunale di Palermo smette per un attimo di essere solo il luogo dove la città conserva la propria memoria cartacea e diventa un grande telaio critico. Dentro #wallofsounds 2025 festival / VII edizione / “territorium/territori”, arriva “TERRITORI”, l’installazione site-specific di Corrado Sassi, a cura di Gaetano La Rosa: otto grandi arazzi che non si limitano a rappresentare il mondo, ma lo riscrivono per ago e per filo.
Gli arazzi riproducono infatti mappe reimmaginate dall’artista e nascono da un lavoro di ricostruzione “controgeografica”, secondo la nozione messa a fuoco da Matteo Meschiari. Parliamo di carte che provano a raccontare anche ciò che le mappe ufficiali tendono a espellere: Sassi parte da immagini cartografiche esistenti e le sottopone a una serie di interventi di art textile: ago e fili di lana colorata entrano nelle carte come se fossero strumenti di montaggio.
A chi scrive viene naturale leggere “TERRITORI” attraverso la lente di Walter Benjamin: ogni documento di civiltà è anche documento di barbarie. Inserendo il filo di lana nella trama già stampata, Sassi mette in atto un piccolo atto benjaminiano: mostra la ferita dietro il documento e la parzialità dietro l’illusione di neutralità.
Allo stesso modo, dopo aver letto le pagine di Luciano Nanni sulla semiotica dell’arte, voglio ricordare al lettore che ogni immagine, prima di essere “bella” o “brutta”, è un testo, un sistema di segni che può essere letto, smontato e riscritto.
Tutto questo accade dentro un luogo che, da solo, basterebbe a raccontare una storia. L’Archivio Storico Comunale conserva i documenti della vita cittadina a partire dal XIII secolo e ha sede nell’ex convento dei Padri Agostiniani Scalzi della chiesa di San Nicola da Tolentino, risalente al 1507. A fine Ottocento l’edificio viene trasformato dall’architetto Giuseppe Damiani Almeyda, che progetta un volume chiuso e una grande sala con scaffalature, pensata per custodire. È qui che Sassi porta i suoi arazzi.
Appendere queste carte tessute fra scaffali e documenti significa far convivere due forme diverse di archivio: quello istituzionale e quello individuale. È esattamente il cuore del tema di #wallofsounds 2025 / “territorium/territori”: il territorio non solo come spazio fisico, ma come narrazione, come costruzione simbolica, come stratificazione di voci.
La mostra di Corrado Sassi è parte integrante del festival realizzato dall’Associazione Dionysus con il patrocinio dell’Area della Cultura – Palazzo Ziino – Palermo, del Comune di Palermo, dell’Assessorato del Turismo e dello Spettacolo della Regione Siciliana, e in collaborazione con il Sistema Bibliotecario Spazio Etnoantropologico e Archivio Cittadino, l’associazione En Virtudes, la Fondazione studio_rizoma_, il Goethe-Institut, il CSC Palermo, le Accademie di Belle Arti e l’Instituto Cervantes di Palermo, in occasione del 400°+1 Festino di Santa Rosalia.
“TERRITORI” sarà visitabile all’Archivio Storico Comunale, in via Maqueda 157, dal 22 gennaio al 4 febbraio, con apertura il lunedì e martedì dalle 9.30 alle 13.30 e da mercoledì a domenica dalle 10 alle 17. Vale la pena prendersi il tempo per entrare, avvicinarsi agli arazzi, seguire con gli occhi il percorso dei fili colorati e provare a riconoscere – sotto il ricamo – la mappa di partenza. È in quel gioco di riconoscimento e smarrimento che il lavoro di Sassi trova la sua forza.


