Sabato 23 maggio, alle ore 16.30, si inaugura un nuovo ciclo di aperture straordinarie a Palazzo Alliata di Pietratagliata, in via Bandiera 4 a Palermo. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra la Cooperativa Terradamare e la principessa Signoretta Alliata Licata di Baucina che condurrà le visite al Palazzo e che abita ancora la dimora insieme alla sua famiglia.
Una storia familiare che si intreccia con quella di Palermo e che si potrà rivivere grazie anche all’imponente e meticoloso restauro che ha restituito splendore a ogni fregio e affresco.
La dimora, dalla cui torre svettavano i vessilli che diedero il nome alla via Bandiera, si aggiunge al percorso di palazzi nobiliari visitabili grazie al calendario di visite che la cooperativa propone tutti i week end dell’anno.
Un luogo che ha saputo fondere, in cinque secoli di storia, la severità del medioevo, lo sfarzo del rococò e la nostalgia del romanticismo novecentesco, immersi in cinque secoli di storia, tra gli angioletti gioiosi di Vito D’Anna e lo straordinario lampadario di Murano a 99 braccia che domina il salone delle feste, un capolavoro unico al mondo per dimensioni e complessità.
PALAZZO ALLIATA DI PIETRATAGIATA
Nel fitto e vibrante reticolo urbano del mandamento Seralcadio, dove l’antica “ruga Magna” (l’odierna via Bandiera) ferveva di commerci, di voci e di intensi profumi mercatali, sorge un edificio che sembra custodire intatto il mistero e la fiera bellezza del medioevo isolano: Palazzo Termine Pietratagliata.
Superata la vivace e popolare teoria di botteghe storiche della via, l’occhio del passante viene improvvisamente rapito da una visione scura, severa e magnetica. Si tratta di una possente quinta scenografica di pietra che interrompe bruscamente la sequenza dei più tardi e solari prospetti barocchi e neoclassici della via.
Nato nella seconda metà del Quattrocento come dimora sontuosa ma al contempo fortificata della potente famiglia Termine, il palazzo si impose subito come uno dei più importanti monumenti dell’architettura civile palermitana del tempo.
Palazzo Alliata di Pietratagliata si presenta come un organismo prezioso che ha saputo fondere, in cinque secoli di vita, la severità del medioevo, lo sfarzo del rococò e la nostalgia del romanticismo novecentesco.
Tutto ebbe inizio nel 1473, quando la potente famiglia Termine, futuri Principi di Baucina, decise di imprimere il proprio nome nel tessuto urbano con una costruzione che allora non aveva eguali.
Il palazzo nacque attorno a una torre merlata che, alla fine del Quattrocento, svettava come la più alta della città, conferendo all’edificio l’aspetto fiero e inespugnabile di un castello nel cuore del centro storico.
Fu in quel periodo che vennero forgiati i primi elementi tardogotici: monofore e bifore che ancora oggi, con la loro eleganza sottile, raccontano l’anima catalana della Palermo aragonese.
Il vero cuore artistico del palazzo iniziò però a battere con un ritmo nuovo nel 1748, quando la proprietà passò ai duchi Marassi.
Fu sotto la loro egida che l’interno si trasformò in un palcoscenico di pura meraviglia rococò. Varcare la soglia del Salone da Ballo significa oggi proiettarsi in un mondo dove la materia sembra farsi eterea.
Sopra le teste degli ospiti, il soffitto si apre in un cielo senza confini grazie al pennello di Vito D’Anna. Nel 1762, il maestro del rococò siciliano realizzò qui uno dei suoi capolavori, celebrando le Virtù del Principe con una composizione di figure celestiali e colori pastello che sembrano fluttuare nell’aria.
Ma la bellezza del salone non si ferma alle pareti: a dialogare con gli affreschi è una cascata di luce che sfida ogni descrizione. Al centro della volta splende un colossale lampadario di Murano del XVIII secolo, un’opera ingegneristica superba con i suoi 2,75 metri di lato e ben 100 luci (o 99 bracci, secondo il modello Cà Rezzonico).
Considerato il più grande esemplare del suo genere in una dimora privata, questo mostro di cristallo riflette la propria luce sui preziosi pavimenti in maiolica napoletana, creando un gioco di riverberi che rendeva le feste dei duchi eventi di leggendario splendore.
Agli albori del Novecento, tuttavia, il palazzo fu protagonista di un sogno audace voluto dal duca Fabrizio Alliata.
Mentre la città cedeva al Liberty, Fabrizio decise di tornare indietro nel tempo. Incaricò l’architetto Francesco Paolo Palazzotto di riportare alla luce l’antica anima quattrocentesca della facciata, ormai celata dai balconi barocchi. Palazzotto compì un lavoro di estrema finezza: studiò ossessivamente una minuscola finestrella originale del piano ammezzato, l’unica scampata ai rifacimenti, e su quel piccolo frammento di pietra ricostruì l’intero spartito neogotico del prospetto. Questa visione romantica non fu priva di ostacoli. Per oltre vent’anni, il duca dovette affrontare una dura contesa con la Soprintendenza guidata da Antonino Salinas, che si opponeva a quello che riteneva un “falso storico”.
Fu necessario l’intervento mediatore di Ernesto Basile per sbloccare i lavori, che trovarono il loro compimento solo negli anni Venti grazie a Francesco Valenti.
Valenti ebbe l’intuizione geniale di ricostruire la celebre finestra angolare, un vero gioiello del tardogotico mediterraneo, i cui frammenti originali (una voltina di scarico e un capitello) erano stati miracolosamente ritrovati nei sottotetti.
Per suggellare la pace tra le epoche, Valenti fece scolpire nei capitelli gli stemmi dei Termine e dei Marassi, unendo simbolicamente i committenti dell’antico e del nuovo. Nonostante le aspre critiche dello storico Nino Basile, che denunciò l’uso del “cemento armato” per sostenere queste nuove forme medievali, l’intervento consegnò a Palermo un monumento di impareggiabile suggestione.
Oggi, Palazzo Pietratagliata si conferma come una delle rare dimore in cui la storia non smette di essere vissuta. Abitato dalla principessa Signoretta Alliata Licata di Baucina, il palazzo non è un museo immobile, bensì un fulcro di vibrante continuità: qui, il “sogno di pietra” di Fabrizio Alliata e la luce dei Marassi continuano a incantare il mondo.
L’audace visione del duca Fabrizio e dei suoi architetti ha donato a Palermo una dimora dall’impatto visivo ed emotivo senza pari. Palazzo Pietratagliata resta un monumento unico, dove la memoria aristocratica siciliana, il fasto teatrale del Settecento e l’anelito romantico del Novecento convivono in un eterno, perfetto equilibrio di pietra.
Ticket: € 40.
Per partecipare alle visite è necessario acquistare i ticket online.
Infoline: 320.7672134 – 392.8888953 – terradamare.org/visite-palazzo-alliata-pietratagliata eventi@terradamare.org


