Si inaugurerà sabato 4 settembre, alle 17:30, al Castello Beccadelli di Marineo, in piazza Castello, la mostra degli artisti Gaetano Barbarotto e Caterina Rao “Oltre Mare”, che si potrà visitare fino al 13 settembre.
La mostra gode del patrocino dell’amministrazione comunale di Marineo e sarà curata e presentata dai professori Tommaro Romano e Ciro Spataro, nell’ambito della 51° edizione del Premio Internazionale di Poesie della Città di Marineo. Saranno presenti il sindaco Francesco Ribaudo, e l’assessore alla Cultura Beatrice Di Sclafani. Sarà inoltre presente il Presidente del Premio Internazionale di Poesia del Circolo Culturale Cattolico di Marineo Virgilio Ferrara.
Silenzio, pace, mistero: così il blu delle profondità marine avvolge tutte le creature dell’acqua, facendone esplodere i colori. Allo stesso modo, il blu profondo delle tele di Barbarotto e Rao avvolgono le creature pittoriche, esaltandone forme e sfumature e, come in un gioco pirotecnico, fa sbocciare i coralli gialli, fucsia e rossi.
Scrive Tommaso Romano: “Oltre mare è un titolo ben scelto, ma è soprattutto un’evocazione di una metafisica poetica del mare che vive appunto oltre il mare”.
Si legge in una nota “Gaetano Barbarotto dipinge la simbiosi del suo essere con la bellezza e il mistero silenzioso dell’acqua, quasi una sete mai appagata un bisogno di profondità per andare oltre, come diceva Nietzsche. La perizia tecnica e i lucenti esiti compositivi e stilistici danno una cifra intensa alle opere. Come Giorgio Morandi dipinse con piccole ma significative variazioni le nature morte, così Barbarotto ci consegna l’inno alla vita degli abissi fonte di sopravvivenza umana, e non solo di specie marine o di fondali sempre diversi sempre stupefacenti”.
Per Ciro Spataro: “La pittura di Caterina Rao” è un viaggio sensoriale ed emotivo, ed una frase di Giovanni Verga nel suo capolavoro
“I Malavoglia” ha sempre attratto la mia attenzione: “Soltanto il mare gli brontolava la solita storia lì sotto, in mezzo ai faraglioni, perché il mare non ha paese nemmeno lui ed di tutti quelli che lo stanno ad ascoltare”.
Queste parole a mio parere bene si attagliano alla mostra.
Ed è proprio vero quello che dice Verga, perché spesso mi capita di notare l’osservazione di qualche ospite o turista che viene a Marineo e mi dice perché il nome Marineo? Ed io, di rimando, sicuramente perché è il primo paese venendo dall’interno da cui si scorge il mare di Palermo. Devo confessare che la produzione in acrilico di Caterina Rao si configura come un viaggio sensoriale ed emotivo nel cuore pulsante della natura marina.
All’interno del Castello Beccadelli, le tele dedicate alla fauna del mediterraneo, quasi dialogano con lo spettatore trascinandolo in una dimensione di serenità contemplativa. La forza principale delle opere risiede nella gestione sapiente della tavolozza con un cromatismo misurato e calibrato: i blu profondi, ed i verdi marini emergono con una delicatezza che rispetta la luce subacquea del nostro mare. Al centro delle composizioni si muovono banchi di pesce colti in una fluttuazione perenne, e l’uso dell’acrilico permette alla pittrice di mantenere un segno pulito ed al contempo fluido.
Ciò che colpisce il fruitore è l’effetto catartico della mostra in quanto l’immersione nelle bellezze marine genera un senso di
armonia, per cui l’artista consegna al pubblico una delle riflessioni più intime sulla bellezza senza tempo del mare nostrum.
In occasione della cerimonia di consegna dei riconoscimenti del premio internazionale di poesia Città di Marineo, i due artisti doneranno due loro opere che saranno assegnate a Giuseppe Pambieri, Premio Speciale internazionale “Città di Marineo”, e al Generale dei Carabinieri Giuseppe Governale, Targa “ Francesco Grisi”.


