domenica, 8 Febbraio 2026
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Agrigento Capitale Italiana della Cultura passa il testimone a L’Aquila, capitale per il 2026

Con la conclusione del 2025 si chiude ufficialmente Agrigento Capitale Italiana della Cultura che passa il testimone a L’Aquila, capitale nel 2026.

Ma Agrigento Capitale non si ferma: l’anno appena trascorso, che ha visto la città impegnata in un lavoro articolato di produzione culturale, rigenerazione urbana, attivazione di nuovi spazi e costruzione di reti territoriali, proseguirà il suo impegno: parecchi di questi progetti continueranno.

I 44 progetti previsti sono entrati in produzione e sono stati portati a compimento: eventi, mostre, festival, percorsi educativi, interventi artistici, attività di ricerca e infrastrutture digitali, che hanno coinvolto artisti internazionali, e siciliani di ritorno; istituzioni culturali, enti locali, operatori, associazioni e comunità.

La conclusione dell’anno di Agrigento Capitale Italiana della Cultura rappresenta quindi la chiusura di un ciclo e, allo stesso tempo, l’avvio di una fase ordinaria fondata sui risultati ottenuti. Spazi recuperati, reti costruite, contenuti prodotti, strumenti digitali attivati e comunità coinvolte costituiscono l’eredità concreta del 2025, su cui potranno innestarsi le politiche culturali dei prossimi anni, con una base che non è fatta solo di eventi conclusi, ma di infrastrutture, competenze e pratiche ormai operative. 

Dal palco del Teatro Pirandello è avvenuto il passaggio di testimone tra le due capitali, Agrigento e L’Aquila, con il racconto di un anno intero di attività alla presenza delle numerose autorità coinvolte.

Sono tanti i progetti che resteranno, al netto delle manifestazioni già storicizzate che pure hanno fatto parte del dossier, come La sagra del Mandorlo in Fiore o la festa di San Calogero: dall’info point diffuso e la info-app, alla Portineria di Comunità, dai siti informativi sulla Scala dei Turchi o sulla Via dei Gessi, al sostegno alla digitalizzazione dell’Archivio di Stato.

Le manifestazioni che avranno una nuova edizione nel 2026: il Premio letterario Mandrarossa, a Sphairos con i suoi “peripati”, i percorsi filosofici nei luoghi della classicità, agli incontri della Via degli aromi; le nuove tappe della Strada degli scrittori.

Continueranno le immersioni sull’Isola Ferdinandea e le teatralizzazioni sui treni storici. E i luoghi, patrimonio della comunità: il Giardino della Pace nato tra Caltabellotta e Ribera, il recupero dell’ex carcere di San Vito destinato a polo culturale, il Museo del Corallo di Sciacca, fino al supporto scientifico all’osservatorio astronomico di Comitini, che aprirà in primavera.

Porteranno il logo di Agrigento2025 anche le installazioni di Edoardo Malagigi e di Efy Spyrou che gireranno il mondo, la Suite Empedocle del Conservatorio Toscanini e la pubblicazione delle tavole grafiche di Daniela Vetro. Un documentario-video di Andrea Vanadia ripercorre tutte le tappe di Agrigento2025.

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