giovedì, 12 Febbraio 2026
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Aeroporto di Comiso, allarme gestione e proposte operative

Il vaso di Pandora è stato scoperto e sono oramai palesi i disastri creati nella gestione dell’aeroporto di Comiso dal 2016, anno in cui si è visto tutto il potenziale dello scalo, con 459.469 passeggeri nazionali e internazionali, fino a oggi, con il calo clamoroso degli arrivi e delle partenze (18.168 passeggeri nel primo quadrimestre del 2025, con un calo del 31,9% rispetto allo stesso periodo del 2024).
Al tavolo del Libero Consorzio Comunale di Ragusa sono stati annunciati i due prossimi passaggi operativi fondamentali per il futuro dell’aeroporto di Comiso: la richiesta di un incontro con SAC, da tenersi subito dopo il 25 luglio (data attesa per la definizione della nuova governance della società di gestione), e l’avvio di un confronto istituzionale con la compagnia Ryanair.
Il mistero sull’abbandono repentino della compagnia irlandese dalla pista di Comiso nell’estate del 2023 ci brucia ed è ancora irrisolto. E il Comitato per la difesa e lo sviluppo dell’aeroporto ibleo si chiede ancora, e chiede alla presidente della Provincia Schembari di capire perché Ryanair, che da sempre predilige gli scali minori per poter sviluppare le sue tratte e contribuire al loro sviluppo, abbia sviluppato questa strana, stranissima repulsione per Ragusa e i suoi dintorni. Cosa era contenuto nell’accordo tra SAC e Ryanair, e cosa
è andato storto? Questo lo vogliamo capire. Voci insistenti e “autorevoli” di corridoio affermano che la compagnia irlandese tornerebbe se solo SAC riassumesse gli impegni presi in precedenza. Strano, stranissimo — continuiamo a ripeterlo, a urlarlo ad alta voce — che Catania, in palese overbooking, continui ad accogliere Ryanair nello scalo etneo, mentre la sorellastra iblea continui a fare la Cenerentola. È stata eliminata anche l’addizionale comunale, come richiedeva il management di Ryanair. Vogliamo capire
perché, e se si può invertire la rotta.
Nel frattempo, ai bandi spot e d’emergenza a cui gli enti stanno lavorando, si presentano poche compagnie.
Fra tutte, non nascondiamoci dietro a un dito, quella che preoccupa in assoluto è Aeroitalia, che accumula ritardi e minacce di querele per diffamazione a chi “osa” dire il contrario. Cosa che non fa bene a se stessa e a chi sigla accordi con essa. Perché Comiso, e tutto il territorio che con Comiso attende un rilancio, dovrebbe affidarsi a una compagnia che non risponde ai criteri di efficienza richiesti da un aeroporto moderno? Perché farsi del male?

Così il Comitato a Difesa e Sviluppo dell’Aeroporto degli Iblei.

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