mercoledì, 29 Giugno 2022
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Abolizione del ”bugiardino”, l’opposizione dei farmacisti

I farmacisti contro l’abolizione del “bugiardino”, chiedono soluzione alla carenza di farmaci e un equo accesso dei cittadini alle terapie

Chi di noi non è affezionato al “bugiardino”, il famoso foglietto illustrativo che spiega principi attivi, proprietà terapeutiche, effetti collaterali e controindicazioni di ogni farmaco? Un prezioso aiuto per non commettere errori o per non assumere prodotti inappropriati. Eppure in Commissione europea si discute dell’ipotesi di abolirlo, proposta in chiave di risparmio e anche di minore impatto ambientale.

Al contrario, dalla riunione di Roma del Simposio internazionale del Pgeu –  che rappresenta i 160mila farmacisti e le 400mila farmacie operanti in Europa, presieduto da Roberto Tobia, segretario nazionale e presidente a Palermo di Federfarma – è venuto un secco “no” a questa ipotesi. “I farmacisti europei – ha dichiarato Tobia – non solo vogliono che sia mantenuto il ‘bugiardino’ come prezioso riferimento pratico soprattutto per anziani e pazienti cronici, ma ritengono opportuno e utile ricorrere in via complementare anche al ‘foglietto elettronico’, un ausilio informatico capace di erogare più informazioni ai cittadini in modo più dinamico, smart e più facilmente comprensibile. I farmacisti europei – ha proseguito Tobia – sono a favore di una maggiore informazione e trasparenza e si batteranno affinché sia scongiurato un grave danno ai cittadini”. 

Durante il Simposio particolare attenzione è stata posta anche al problema della carenza di determinati farmaci in tutti i Paesi europei e alle soluzioni per garantire a tutti i cittadini un equo accesso alle terapie superando le difficoltà delle industrie farmaceutiche e dei canali di distribuzione. Su questo i farmacisti si sono detti pronti ad aderire al progetto di monitoraggio delle criticità che la Commissione europea intende portare avanti al fine di prevenire questi problemi.

Al Simposio Pgeu, infine, il sì unanime dei farmacisti europei anche alla disponibilità – nell’ambito del modello della “farmacia dei servizi” che prevede il monitoraggio della corretta aderenza alla terapia – a partecipare ad un progetto, già sperimentato in Portogallo, che prevede la comunicazione da parte del farmacista delle notizie relative a come i pazienti assumono i farmaci e ai risultati ottenuti sulla malattia. Il progetto punta a migliorare il rapporto fra pazienti e terapie, ad evitare sprechi sulla spesa farmaceutica e ad aiutare le case produttrici a valutare su vasta scala l’efficacia dei farmaci.

Roberto Tobia, concludendo i lavori del Simposio, ha sottolineato “il ruolo sociale del farmacista in farmacia, che in tutta Europa rappresenta un serio punto di riferimento per i pazienti, per le istituzioni e per l’intera filiera del farmaco. Migliorare il sistema si può, coinvolgendo i farmacisti nell’approccio ai problemi e nella scelta delle soluzioni, ma soprattutto armonizzando i sistemi normativi di tutti i Paesi europei almeno per quanto riguarda l’equo accesso ai farmaci, i controlli sui canali di vendita paralleli e i tempi di autorizzazione e rilascio dei nuovi farmaci”.

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