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A Vicari arriva “‘Mprestimi a tò mugghieri”: il 19 agosto la commedia degli equivoci del Gruppo Teatro Libero di Trabia

Dopo le tappe di Trabia e Lascari, prosegue a Vicari la tournée estiva del Gruppo Teatro Libero di Trabia. Il 19 agosto la compagnia porterà in scena “‘Mprestimi a tò mugghieri”, commedia brillante in tre atti di Nino Mignemi, riadattata alle esigenze del gruppo e diretta da Filippo Gattuccio.

Una storia costruita secondo i meccanismi più efficaci della farsa siciliana: una bugia apparentemente innocua, una famiglia che deve difendere un segreto, uno zio d’America che arriva quando nessuno se lo aspetta e una moglie che, almeno nelle intenzioni, dovrebbe essere soltanto “prestata”.

La vicenda è ambientata il 12 luglio 1975, durante una tranquilla villeggiatura estiva in una villa di campagna. Pasqualino, ricco proprietario terriero, è sposato da pochi mesi con Mariannina. Poco distante vivono Lucietta e suo marito Lonardo insieme alla figlia Susanna.

Dietro questa apparente normalità si nasconde però un inganno che dura da anni. Lonardo riceve infatti un consistente sostegno economico da un ricco zio emigrato in America. Il denaro gli viene inviato a una precisa condizione: avrebbe dovuto sposare Mariannina, figlia di un vecchio commilitone dello zio che gli aveva salvato la vita durante la Prima guerra mondiale.

Lonardo, invece, ha sposato Lucietta. Lo zio non ne sa nulla e continua a credere che il nipote e Mariannina siano marito e moglie, inviandogli puntualmente l’assegno mensile.

Tutto sembra destinato a continuare senza conseguenze fino a quando l’anziano parente decide improvvisamente di tornare in Sicilia. Lonardo deve allora trovare in pochissimo tempo una soluzione e chiede a Pasqualino un favore decisamente fuori dall’ordinario: prestargli Mariannina, affinché possa presentarla allo zio come propria moglie.

Da qui prende forma una macchina teatrale fatta di equivoci, menzogne, sospetti, scambi di ruolo e continui rischi di essere scoperti. La situazione si complica progressivamente, coinvolgendo l’intera famiglia e gli altri personaggi che attraversano la vicenda, fino al caos finale e all’inevitabile chiarimento.

Nel meccanismo degli equivoci, delle identità scambiate e delle convenzioni familiari messe alla berlina, la commedia si inserisce nella grande tradizione del teatro dialettale siciliano che da Nino Martoglio in poi ha saputo trasformare la vita quotidiana, i codici sociali e le contraddizioni della famiglia in materia scenica, facendo del dialetto non un semplice colore locale, ma uno strumento preciso di caratterizzazione, ritmo e satira.

La versione proposta dal Gruppo Teatro Libero di Trabia è stata riadattata rispetto al testo originale, con l’introduzione di alcuni personaggi che ampliano il gioco scenico e accentuano la coralità dello spettacolo. La durata è di circa un’ora e quaranta minuti.

Sul palco Filippo Gattuccio interpreta Pasqualino, mentre Amanda La Barbera veste i panni di Mariannina. Maria Francesca Cancilla è Lucietta e Giacomo Gattuccio interpreta Lonardo. Nel cast anche Marisol Butera nel ruolo di Susanna, Ignazio Brasile in quello di Filippino, Massimo Vallelunga nei panni dello zio Francesco, Giulia Vallelungain quelli di Samantha, Nicolò Prezioso come Scrivanelli, Gabriele Di Maggio nel ruolo del giardiniere Raffaele, Vanessa La Barbera come Graziella, Mauro Bondì nei panni del notaio Anatrello e Samuele Benigno nel ruolo di Terenzio.

La regia è di Filippo Gattuccio, con Diego Gattuccio aiuto regia. La scenografia è affidata a Ciccio Di Vittorio, i costumi ad Amanda La Barbera, il trucco a Manuela Ciraulo e l’assistenza di palco a Valentina Maggio. Audio e luci sono curati da Pavel’s Service.

La tappa di Vicari rappresenta dunque un nuovo appuntamento con quella tradizione del teatro dialettale che continua a trovare nella commedia degli equivoci uno dei suoi strumenti più efficaci: la risata nasce dall’assurdità della situazione, ma anche dal riconoscimento di vizi, debolezze e piccole strategie familiari che, mezzo secolo dopo l’epoca in cui è ambientata la storia, risultano ancora sorprendentemente familiari.

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