giovedì, 25 Luglio 2024
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A Spazio Cultura l’architettura secondo Antonietta Iolanda Lima

Martedì 4 giugno alle ore 17:30, a Spazio Cultura Libreria Macaione, in via Marchese di Villabianca 102, a Palermo, verrà presentato il libro Antonietta Iolanda Lima. Intrecci di saperi e creatività umana, novità editoriale di Gangemi Editore curata da Alessandro Brandino, docente di Storia dell’architettura contemporanea presso l’Accademia di Belle Arti di Siracusa.

All’incontro sarà presente Antonietta Iolanda Lima che dialogherà con il regista e autore teatrale Gianfranco Perriera, il giornalista e scrittore Felice Cavallaro, l’avvocato, professore emerito di Diritto Amministrativo Guido Corso e il professore architetto Sebastiano Provenzano.

Antonietta Iolanda Lima ha costruito il proprio operato in più direzioni e ruoli non tutti conosciuti, tramite un approccio olistico che pone al centro l’essere vivente in un pensiero umanistico corroborato da un forte senso sacrale della vita. Sia pure in maniera non esaustiva, obiettivo del volume è quello di esplorare e raccontare la vicenda di un architetto cosmopolita per vocazione, capace di “contagiare” il proprio lavoro con interessi eterogenei fecondati da un’intrinseca curiosità verso tutto che ciò lo circonda.

«Per me l’architettura deve parlare agli uomini – spiega Antonietta Iolanda Lima – vince quando nello spazio che essa crea ciascuno senza soggezione alcuna ci vive; lo usa, sente di potergli attribuire dei valori; scopre anche cose che non sa e ne mette in discussione altre, viene lui stesso messo in discussione e piano piano, attraverso la sua propria esperienza prende coscienza di che cosa sia lo spazio, avvertendone la fisicità e l’irrazionale. Ne acquista così il senso fruendo di volta in volta o contemporaneamente di oggetti comunicativi al massimo grado, carichi di significati; dotati di un potere immenso addirittura sbalorditivo. Nell’inverare la funzione, che dà soltanto la ragion d’essere, la sfida è sublimarla nella sfera dell’arte. Attraverso una sperimentazione conquistata a fatica l’architetto quindi dà espressione artistica ai bisogni della gente».

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