Oggi, sabato 30 agosto alle 17.00, il Chiostro dei Carmelitani di Partinico apre le porte a “Agguato all’ora sesta” (Edizioni Ex Libris), l’ultimo romanzo di Francesco Teriaca. L’appuntamento rientra nella IV edizione di Un Borgo di Libri 2025, organizzata da BCsicilia sezione di Partinico.
Il libro prende le mosse da un omicidio che porta la firma inequivocabile della mafia: un colpo di lupara alle spalle e un tappo in bocca. Siamo nel 1947, tra le basse Madonie, e a indagare è ancora il maresciallo Bendoni, personaggio già noto ai lettori di I segreti del lago del principe e Delitto alla Gurfa. La trama intreccia fatti realmente accaduti, racconti orali, vendette tra campieri e soprastanti, sullo sfondo di una Sicilia del dopoguerra segnata da latifondisti senza scrupoli e da una mafia rurale che approfitta delle condizioni socio-economiche per rafforzarsi.
Teriaca – nato ad Alia, laureato in Scienze Politiche e Storia contemporanea, autore di saggi, romanzi storici e noir – conosce la sua terra e la racconta senza sconti, con la precisione dello storico e la passione del narratore. Nei suoi libri la Sicilia non è solo ambientazione: è personaggio, con i suoi contrasti, le ferite e quella fierezza ostinata che la rende ancora “sale della terra”.
E per capire la cifra di Teriaca, il parallelo con Carlo Emilio Gadda non è azzardato: come nel Pasticciaccio, anche qui il delitto è una porta aperta su un intero sistema sociale. Il giallo non è solo un gioco di enigmi, ma uno strumento per smascherare vizi, dinamiche di potere e ipocrisie collettive. Se Gadda usava la lingua come un laboratorio barocco e geniale, Teriaca punta sul dialetto, sui proverbi, sulle voci popolari che restituiscono autenticità. Due modi diversi di fare letteratura investigativa, con lo stesso obiettivo: raccontare la verità che si nasconde dietro l’apparenza.
Dopo le presentazioni a Una Marina di Libri e ad Alia, oggi è Partinico a diventare tappa di un tour che proseguirà a Prizzi e Ciminna. Non è solo una presentazione, è un viaggio dentro la memoria collettiva, dove la letteratura si fa lente per leggere il presente partendo dalle verità, spesso scomode, del passato.


