Prosegue a Palazzo Bonocore la rassegna CROSSINGS, progetto dedicato all’incontro tra linguaggi artistici, con un nuovo appuntamento in programma domenica 29 marzo alle 18:30.
In scena uno dei capolavori del cinema muto: “Il fantasma dell’Opera” (1925), diretto da Rupert Julian e interpretato da Lon Chaney, tra le prime grandi icone della Hollywood delle origini.
Tratto dal celebre romanzo di Gaston Leroux, il film rappresenta una delle versioni più suggestive e influenti della storia del cinema: un’opera che intreccia spettacolo e tensione gotica, ambientata nei sotterranei dell’Opéra di Parigi, dove si consuma la vicenda inquieta e romantica del misterioso musicista innamorato di una giovane cantante.
Per questa occasione, il film sarà proposto in una versione con sonorizzazione dal vivo, con musiche originali eseguite da Antonella Schirò (voce ed effetti), Tommaso Lannino (pianoforte), Manfredi Caputo (percussioni), Fabio Lannino (contrabbasso, chitarra, synth), Gabriele Palumbo (vibrofono e hand pan). L’intervento musicale darà nuova vita alle immagini in bianco e nero, trasformando la proiezione in un’esperienza immersiva, capace di creare un ponte tra il cinema delle origini e la sensibilità contemporanea. La rassegna CROSSINGS si conferma così come uno spazio di sperimentazione e dialogo tra arti, dove musica, cinema e narrazione si incontrano nel segno della contaminazione. Biglietti 10 euro:
Contestualmente Palazzo Bonocore ospita la mostra fotografica “Sicily in Decay | Gattopardi, Leoni ed altri Siciliani” di Carlo Arancio, ottavo progetto selezionato nell’ambito della call Bonocore Open Art, il programma dedicato ai linguaggi della fotografia e dell’arte contemporanea. La mostra nasce come capitolo del progetto fotografico decennale Sicily in Decay, un ampio archivio visivo dedicato al patrimonio architettonico siciliano in trasformazione o in stato di abbandono. Attraverso un lavoro di ricerca e documentazione condotto per oltre dieci anni, Arancio costruisce un racconto per immagini che indaga la memoria dei luoghi e le stratificazioni storiche dell’isola. Il titolo della mostra richiama simbolicamente tre protagonisti della storia siciliana: i “Gattopardi”, espressione della nobiltà storica dell’isola; i “Leoni”, rappresentanti della nuova borghesia emersa tra Ottocento e Novecento; e “gli altri Siciliani”, ovvero artigiani, maestranze e artisti che hanno contribuito in modo spesso anonimo alla costruzione di questo patrimonio. La mostra, a ingresso libero, sarà visitabile fino al 5 maggio.


