HomePalermo32 anni senza Padre Pino Puglisi: il sorriso che sfidò la mafia

32 anni senza Padre Pino Puglisi: il sorriso che sfidò la mafia

Nel ricordo del sacerdote ucciso a Brancaccio. "Simbolo di impegno coraggio e forza gentile contro l’oppressione mafiosa"

Il 15 settembre ricorre il trentaduesimo anniversario della morte del Beato Pino Puglisi, il sacerdote palermitano ucciso dalla mafia nel 1993 per il suo instancabile impegno nel quartiere Brancaccio. Un anniversario che non è solo memoria, ma anche monito e speranza.

A ricordarlo, con parole dense di significato, è Federica Badami, segretaria generale della Cisl Palermo Trapani, che sottolinea quanto la figura di don Pino sia ancora oggi un faro per le nuove generazioni.

“I nostri giovani hanno bisogno, oggi più che mai, di esempi come Padre Pino Puglisi e la sua capacità di opporsi alla mafia aiutando i ragazzi del suo quartiere, sempre con il sorriso e con la forza gentile di un uomo di Chiesa”, afferma Badami.

“Ricordiamo il suo impegno e il suo coraggio, quello di chi amava la sua città e sapeva che, soltanto con le azioni di tutti i giorni nel segno della legalità, si può sperare in un futuro libero dall’oppressione mafiosa”.

Don Pino non si limitava a predicare: agiva. Lo faceva tra i bambini, tra le famiglie, tra le strade dimenticate di Brancaccio, dove la mafia cercava consenso e potere. Il suo lavoro quotidiano, fatto di ascolto, educazione e presenza, è oggi più che mai attuale.

“Il suo impegno per il quartiere Brancaccio, per la sua comunità, ci ricorda quanto siano fondamentali le periferie per rilanciare il futuro della città”, continua Badami.

“Per don Pino, il primo ‘dovere di tutti è rimboccarsi le maniche’. La rigenerazione urbana, un piano per la vivibilità e la dignità delle zone periferiche con servizi adeguati, sono fondamentali per interrompere quell’isolamento sociale in cui vivono le famiglie e i ragazzi di queste realtà”.

Il messaggio è chiaro: per contrastare la mafia bisogna esserci, soprattutto dove lo Stato è assente e dove la criminalità si insinua offrendo risposte che dovrebbero arrivare dalle istituzioni.

“Contro la violenza diffusa, contro la criminalità che sembra dominare interi quartieri, rispondiamo insieme con la determinazione che guidava le azioni di Padre Puglisi, cercando di imprimere quel cambiamento culturale necessario per liberarci dalla mafia”, conclude Badami.

“Un passo alla volta, ogni giorno, perché, diceva don Pino, ‘ciò che importa è portare speranza e non dimenticare che tutti, ciascuno al proprio posto, anche pagando di persona, siamo i costruttori di un mondo nuovo’”.

A trentadue anni dalla sua morte, il sorriso di Padre Puglisi continua a parlare. E a indicare la strada.

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