giovedì, 12 Febbraio 2026
spot_img
HomeSicilia30 anni di tutela tra memoria e futuro: la città racconta la...

30 anni di tutela tra memoria e futuro: la città racconta la Riserva naturale delle Saline di Trapani e Paceco

Raccontare la Riserva Naturale delle “Saline di Trapani e Paceco” attraverso le immagini, portando
la natura e la sua storia nel cuore della città. È stato questo l’obiettivo della mostra fotografica
allestita a Palazzo Cavarretta, sede del Consiglio Comunale di Trapani, che ha chiuso l’anno delle
celebrazioni per il trentennale dell’area protetta.
La mostra, aperta al pubblico dal 29 dicembre 2025 e prevista fino al 10 gennaio 2026 ma che
proseguirà per le scuole, ha registrato una grande partecipazione, numerosi cittadini e turisti italiani
e stranieri hanno visitato e apprezzato il percorso espositivo; molti di loro hanno poi scelto di
conoscere la Riserva direttamente attraverso le visite guidate organizzate dall’Ente Gestore.
L’iniziativa si inserisce nel programma di celebrazioni per i trent’anni dall’istituzione della Riserva,
avvenuta nel 1995 da parte della Regione Siciliana e affidata in gestione al WWF Italia dal 1996.
Trent’anni che raccontano una profonda trasformazione del territorio, frutto di un lavoro costante e
rigoroso di tutela ambientale.
Oggi l’area protetta rappresenta un’area strategica per la conservazione della biodiversità: sito
Ramsar, parte della Rete Natura 2000 e inserita in un percorso che punta al riconoscimento delle
saline della costa trapanese come Riserva della Biosfera MAB UNESCO. Grazie all’applicazione
delle norme di tutela e a un lavoro continuo di gestione, controllo e monitoraggio, il territorio ha
conosciuto una significativa riduzione delle pressioni ambientali e un progressivo recupero degli
equilibri naturali.
I risultati sono oggi tangibili, la Riserva ospita oltre 240 specie di uccelli, più di 400 specie vegetali,
numerose specie rare ed endemiche; sono state scoperte nuove specie ed è aumentata la presenza di
uccelli nidificanti, in un contesto di convivenza tra tutela ambientale e salicoltura.
Alla base di questi risultati vi è anche un lavoro meno visibile ma fondamentale, fatto di istruttorie
tecniche, rilascio di pareri e confronto continuo con enti, amministrazioni e soggetti privati, che ha
permesso di orientare le trasformazioni del territorio nel rispetto degli ecosistemi e di costruire nel
tempo una rete di collaborazioni con università, scuole, istituti di ricerca e associazioni.
La mostra è stata realizzata grazie al contributo di associazioni, fotografi e professionisti che
frequentano e vivono le saline: l’Associazione West West West, la fotografa Patrizia Galia, i soci
dell’Associazione Colori della Vita e il fotografo Arturo Safina, Giovanni La Francesca, Caterina
Marceca, Francesco Ciulla, l’Associazione Fotografi Naturalisti Italiani – sezione Sicilia, Giovanni
Spinella, oltre allo straordinario lavoro di documentazione del patrimonio architettonico e
dell’evoluzione del territorio curato dall’architetto Nino Morici. Con la partecipazione di Salvatore
Surdo, Paolo Salerno e del gruppo giovani del percorso MAB UNESCO.
Attraverso le immagini, il percorso espositivo ha raccontato l’evoluzione del territorio, valorizzando
il patrimonio naturale, architettonico e storico delle saline e la loro dimensione etno-antropologica,
restituendo l’identità di questi luoghi.
Nel corso dell’incontro tenutosi lo scorso sabato, è stato sottolineato da parte dell’Ente Gestore
della Riserva come sia importante continuare a offrire un racconto del territorio che non si limiti
alla bellezza della natura, ma che punti anche alla fragilità di questo sistema, fortemente influenzato
da ciò che avviene nell’intorno e bisognoso di un costante lavoro di tutela.

Accanto ai risultati positivi sul piano naturalistico, resta aperta la questione della tutela e del
recupero del patrimonio architettonico delle saline, in particolare dei mulini a vento, soggetti a
progressivo degrado. Un dato di fatto che la mostra con i suoi pannelli espositivi ha voluto riportare
all’attenzione come elemento di riflessione e sensibilizzazione sul valore complessivo di questo
paesaggio culturale e naturale.
La mostra ha inoltre evidenziato come il vasto patrimonio di immagini e materiali raccolti nel
tempo da fotografi e appassionati rappresenti una testimonianza preziosa della storia, dell’identità e
dell’evoluzione del territorio. Un archivio che documenta tutti gli aspetti: naturalistici,
architettonici, paesaggistici, storici e etno-antropologici, e che potrebbe essere messo a sistema
all’interno di un più ampio progetto di recupero e valorizzazione di spazi e strutture.
In considerazione dell’interesse suscitato, l’esposizione resterà visitabile anche oltre la data di
chiusura per le scuole che ne faranno richiesta.
“Questa mostra – ha dichiarato la Direttrice della Riserva, Silvana Piacentino – è stata un’occasione
per raccontare non solo i risultati raggiunti sul piano naturalistico, ma anche la fragilità di un
ecosistema che risente profondamente di ciò che accade intorno a sé. La tutela di questi luoghi è il
frutto di un lavoro quotidiano, spesso poco visibile. Accanto alla tutela della biodiversità, oggi
emerge con la necessità di una riflessione condivisa sulla tutela e sul recupero del patrimonio
architettonico delle saline, così come sul valore aggiunto del prodotto “sale” che si produce
all’interno di questo sistema, parte integrante dell’identità di questo paesaggio”.

CORRELATI

Ultimi inseriti