Tennis paralimpico: a Palermo il primo incontro di orientamento

Tennis Senza Barriere allo Sporting Village di Palermo
Tennis Senza Barriere allo Sporting Village di Palermo

Fulcro dell’intensa e importante giornata sportiva e solidale di ieri, 16 marzo, svoltasi allo Sporting Village di Bonagia, a Palermo, è stato il progetto Tennis per Tutti, promosso dalla Federazione Italiana Tennis Sicilia e volto all’orientamento al tennis paralimpico. Durante la giornata si sono disputati gli incontri della seconda giornata della Coppa delle Province riservata agli atleti in carrozzina nati dal 2009 al 2011 e, nel pomeriggio, il primo incontro di orientamento al tennis della Fisdir (Federazione Italiana Sport Paralimpici per soggetti con disabilità intellettivo-relazionale) intitolato “Tennis Senza Barriere“.

Un progetto sportivo, inclusivo e innovativo, ideato da Gaetano Alfano – componente del Comitato Regionale Fit Sicilia – e inaugurato qualche mese fa ad Agrigento, che apre le porte alla disabilità sia motoria che intellettiva per offrire una nuova opportunità a tutti coloro vogliano approcciare e praticare il tennis attraverso dei corsi di avviamento.

«La manifestazione ha coinvolto una trentina di ragazzi con disabilità intellettivo-relazionale provenienti da diverse parti della Sicilia – ha detto il tecnico Fisdir Giulio Polidoroe una quindicina di ragazzi in carrozzina. L’obiettivo del progetto è promuovere il tennis e creare dei gruppi di lavoro in base al tipo di disabilità».

Tra i partecipanti con disabilità intellettive, ragazzi e ragazze di età compresa tra i 12 e i 24 anni, alcuni provenienti dalle attività sportive quali nuoto, atletica e tennistavolo, altri, invece, alla loro prima esperienza affrontata con grande entuasiasmo e grinta: «Superate le perplessità iniziali – ha detto Polidoro – i ragazzi hanno lavorato serenamente e non hanno manifestato alcun disagio».

«È stato sorprendente e bello veder partecipare ragazzi provenienti da luoghi dove non pensavamo esistessero realtà sportive che si occuppassero di disabilità – ha detto Luigi Bentivegna, direttore tecnico della Fisdir Sicilia – come, ad esempio, Sciacca. Il tennis paralimpico, a livello regionale, è ancora in fase iniziale, ma siamo soddisfatti dalle adesioni di oggi, che hanno superato le nostre aspettative, e ci auguriamo di poter diffondere il più possibile l’importanza di questa disciplina».

Un contributo importante è stato quello apportato dallo Sporting Village, struttura che ha accolto le due manifestazioni sportive: «La struttura, dopo un lungo periodo di chiusura, è stata riaperta nel 2012 – ha affermato il presidente dello Sporting Village, Giulio Caiazzoe, nei suoi 40 mila metri quadri, ospita impianti per la pratica di diverse attività sportive, in particolare 16 campi da tennis, che mi piace definire “un luogo di aggregazione aperto a tutti”. Abbiamo accolto molto volentieri questa iniziativa – ha concluso Caiazzo – perché non esiste diversità nello sport, occorre solo adeguare alle specifiche esigenze sia le attività che le strutture e noi lo abbiamo fatto e continueremo a farlo».

«Il progetto per i ragazzi in carrozzina, è stato introdotto da uno stage ad Agrigento – ha detto Gaetano Alfano -, mentre per i ragazzi con disabilità intellettivo-relazionale è il primo incontro. Grazie alla collaborazione con lo Sporting – ha proseguito Alfano – si svolgerà nei prossimi mesi di aprile e maggio, un corso pensato per loro, che li impegnerà due volte alla settimana e che sarà a titolo gratuito in quanto i costi, in questa fase iniziale, saranno a carico della Federazione. Il nostro obiettivo – ha concluso Alfano – è sensibilizzare tutte le strutture, gli enti e i circoli di Palermo ad aderire all’iniziativa per poter permettere ai ragazzi di praticare il tennis e potersi confrontare tra loro».

Tanta soddisfazione nelle parole di Beppe Cobisi, fiduciario regionale tennis in carrozzina Fit e referente tecnico regionale Fisdir: «Lavoro da diversi anni con questi ragazzi speciali, ho sempre provato gioia nel confrontarmi con loro ed è un grande risultato vederli giocare anziché sapere che stanno a casa a non far nulla. Sono particolarmente contento nel vederli divertirsi mentre colpiscono per la prima volta la palla e li reputo speciali per la loro capacità di sviluppare qualità che spesso anche i normodotati non possiedono».

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