Tennis. Garbine Muguruza è la regina di Wimbledon: Venus Williams ko in finale

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Garbine Muguruza è la nuova regina di Wimbledon. In finale la 23enne spagnola, numero 15 Wta e 14esima testa di serie, ha sconfitto per 7-5 6-0, in un’ora e 17 minuti, la statunitense Venus Williams, numero 11 del ranking mondiale e decima testa di serie.

Il successo della Muguruza arriva 23 anni dopo quello della connazionale Conchita Martinez, suo coach in questo torneo. E’ solo la quinta volta dal 1975, con l’introduzione del ranking Wta, che a vincere il titolo è una giocatrice non compresa tra le top ten: ci era riuscita due volte proprio Venus Williams (n. 31 nel 2007 e n. 16 del 2005), una Sharapova (n. 15 nel 2004) e Bartoli (n. 15 nel 2013). La Muguruza ha messo in bacheca il quarto titolo in carriera su sette finali disputate, il secondo Slam su tre finali. La 37enne Williams era tornata in finale ai ‘The Campionships’, dove vanta cinque successi, per la prima volta dopo otto anni.

La prima palla-break se la procurava la Williams al sesto gioco con un dritto incrociato strettissimo, ma la spagnola infilava tre punti di fila riagganciandola sul 3 pari. Nel gioco successivo si invertivano le parti e si concludeva con un nulla di fatto nonostante ben tre doppi falli della statunitense. Nel decimo gioco la spagnola concedeva altre due palle-break, altrettanti set-point, ma era bravissima ad annullare il primo con un dritto incrociato al termine di uno scambio giocato tutto in spinta, ed il secondo con una robusta prima di servizio. Nel game successivo la Williams concedeva due palle-break: la seconda le era fatale. Nel dodicesimo gioco la Muguruza archiviava il primo parziale: l’americana cancellava il primo set-point con un diritto imprendibile ma sul secondo cacciava in rete il rovescio. Nella seconda frazione la Williams accusava il colpo e forse un po’ di stanchezza, e cedeva subito la battuta con un doppio fallo dopo aver salvato una palla-break. Era la resa. La 23enne di Caracas portava a nove il numero di giochi vinti consecutivamente chiudendo 6-0, al terzo match-point (con la chiamata di ‘occhio di falco’), un secondo set che non c’è stato.