Sole Luna Doc Film Festival. Donne, minori e libertà di opinione. I temi della quarta giornata

La presentazione del progetto Tumankaranké all’ora dell’aperitivo allo Spasimo e la performance di Gianluca Costantini nelle ex carceri dell’inquisizione al complesso Chiaramonte Steri

La programmazione di Sole Luna Doc Film Festival di domani 5 luglio, parla di donne, di maternità, di sfruttamento sul lavoro, di mutilazioni genitali, di lotta per la parità di genere, ma anche di un tema molto delicato: quello dei minori abusati. E di un altro di grande attualità: la libertà di opinione con una performance ideata dal disegnatore Gianluca Costantini che per tre giorni starà nelle ex celle dell’Inquisizione di Palazzo Chiaramonte Steri e da lì tratteggerà le storie di chi oggi è in prigione proprio per reati di opinione. Ancora storie della nostra contemporaneità con la proiezione di Tumankaranké Re –Future: 38 minori stranieri non accompagnati alle prese con la quotidianità della loro nuova vita in Italia, paese d’approdo dalle terre di origine, che hanno realizzato le riprese con i propri smartphone.

Il via alla giornata alle 10 con il progetto di Costantini Auto da Fé. Una vera e propria performance di “disegno in diretta” dal titolo ispirato all’omonimo romanzo dello scrittore bulgaro Elias Canetti, premio Nobel per la letteratura nel 1981. In quelle che un tempo furono le celle dell’Inquisizione, nel complesso monumentale Chiaramonte Steri, il pubblico potrà osservare Costantini lavorare (ore 10 -18) e potrà interagire con lui. Il progetto, realizzato in collaborazione con l’Università di Palermo, prende spunto dallo spazio del Palazzo, carico di dolore, per parlare degli “eretici” del nostro tempo rivendicandone il diritto alla libertà di pensiero e di opinione. Alle 19,30 per gli incontri all’ora dell’aperitivo, la presentazione del progetto Tumaranké. Re-future a cura di Camilla Paternò, in vista della proiezione in Giardino alle 21 dell’omonimo film (Italia, 2018, 48’) e alla presenza di due ragazzi minori che hanno partecipato al progetto e che racconteranno la loro esperienza.

Alle 21 le proiezioni in Navata dedicate all’universo femminile con tre documentari: Nimble Fingers (Italia-Vietnam 2017, 52’) di Parsifal Reparato, in concorso, racconta la dura vita delle operaie vietnamite che lavorano nelle fabbriche dei più importanti marchi dell’elettronica. Nimble fingers indica letteralmente le dita di queste giovani che arrivano dalle campagne e si trovano proiettate in una quotidianità alienante. La loro vita si svolge secondo le regole del grande Parco Industriale di Thang Long, al ritmo della produzione della grande industria. Le altre due proiezioni in programma in Navata fanno parte della sezione Short docs. Happy Today (Italia e Francia 2017, 17’) di Giulio Tonicelli racconta la vita di una levatrice in un piccolo villaggio dell’Uganda e il mistero della nascita tra dolore fisico e immensa emozione. Infine Salto (Iran,2017, 16’) di Maryam Haddadi: ritratto di una giovane ragazza che è campionessa di nuoto e non ha rivali in Iran. E che, a dispetto dei consigli islamici sul nuoto e delle sue capacità personali, non trova spazio nel governo della Repubblica Islamica e nessuno la conosce veramente. Tutte le inquadrature del nuoto sono riprese clandestinamente. Ancora di donne parla il filmMen Speak out (Belgio, 2016, 26’) del regista Benlamin Durand in programma alle 22 al Giardino che viene proiettato per la prima volta in Italia. In una sorta di road-movie, il film segue il progetto “Men speak out” dalla sua attuazione fino alla sua conclusione: tre uomini si formano come “educatori tra pari” nella lotta contro le mutilazioni genitali femminili.  Il film racconta il processo di incontro e sensibilizzazione che i tre uomini intraprendono  in tre diversi paesi: Belgio, Paesi Bassi e Regno Unito. Chiude un’altra prèmiere di grande impatto: Shootball (Spagna 2017, 94’) di Fèlix Colomer. I protagonisti sono Manuel Barbero, padre di una vittima di abusi sessuali, e Joaquin Benitez, il pederasta che ha abusato del figlio di Manuel e di altri 20 bambini. Il regista del film si avvicina alle figure chiave di questa storia mediante un lavoro di indagine giornalistica. Per la prima volta, in un  documentario un pederasta parla e si dichiara colpevole a viso scoperto. Fuori concorso, Be’Jam Be (Francia e Svizzera, 2017, 85’) di Caroline Parietti e Cyprien Ponson sulla lotta contro la deforestazione nel Borneo. Il documentario è presentato in gemellaggio con il Festival International du Film Insulaire de l’île de Groix che a sua volta presenterà in Francia a fine agosto un film della selezione del Sole Luna Doc Film Festival.

Tutte le proiezioni sono ad ingresso gratuito.

I film sono in versione originale con sottotitoli in italiano e  inglese.

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