Santa Lucia, protettrice degli occhi e patrona della luce

Un tempo di continue persecuzioni religiose è una delle fonti della fede cristiana ancora rigogliosa. E tra i numerosi martiri fatti poi santi, Lucia è una delle più vicine alla fede siciliana.

Le reliquie di santa Lucia conservate a Venezia
Le reliquie di santa Lucia conservate a Venezia

Santa Lucia fa parte dei tantissimi cristiani resi martiri dall’imperatore Diocleziano, nei primi anni del Trecento. Muore il 13 dicembre a Siracusa, a circa vent’anni.
Si racconta che provenisse da una famiglia ricca, e che pregò S. Agata affinché la madre, Eutichia, potesse guarire da una malattia. La santa le rivelò che sarebbe guarita, ma anche che Lucia sarebbe morta martire. La ragazza decise allora di donare le sue ricchezze in segno di ringraziamento, ma la sua manifestazione di fede la portò ad essere arrestata e condannata a morte. Dopo avere subito alcune torture muore trafitta da una spada, e viene immediatamente considerata santa dal popolo. Sul luogo del martirio viene costruita una basilica, mentre le sue spoglie sono conservate nella chiesa dei santi Geremia e Lucia a Venezia.

Nei primi secoli la santa viene raffigurata con la palma del martirio e una lampada, segno di luce, origine del nome Lucia, e legata alla profezia di illuminare i non credenti accecati dalla loro superbia, a lei attribuita. È solo dal XIV secolo che la sua iconografia si arricchisce di un piatto con sopra i suoi occhi. Le ragioni sono molteplici e molto diverse tra loro: pare che tra le torture subite vi sia stato l’accecamento, che lei abbia voluto rinunciare ai suoi occhi, donandoli al suo promesso sposo che tanto li amava, e infine che un bruscolo in un suo occhio, facendolo lacrimare, le avesse mostrato Gesù nell’atto di suggerirle un impacco di finocchio e verbena da applicarvi sopra. Queste tradizioni che si raccontano ancora la portano ad essere la protettrice della luce degli occhi e la guaritrice che si invoca per i mali oftalmici.

L’usanza di dire che Santa Lucia sia il giorno più corto dell’anno, o meglio la più lunga notte dell’anno, si è mantenuta ai nostri giorni pur essendo molto antica: infatti risale a prima dell’istituzione del calendario Gregoriano (1582), quando in pratica il giorno di Santa Lucia corrispondeva a quello che oggi è circa il nostro solstizio d’inverno (il giorno più corto dell’anno). Il detto si è spostato con il giorno dell’anno, fissandosi al 13 dicembre del calendario Gregoriano, e non più di quello Giuliano, anche se giorno più corto non è.

Infine, come ogni tradizione cristiana che si rispetti, anche Santa Lucia presenta legami con riti pagani e agresti. Il 13 dicembre era festa agricola della luce. Per tradizione, a parte i pani votivi (occhi di Santa Lucia), è ammesso mangiare solo il grano intero non macinato, similmente che per la dea Demetra (Cerere), che ha per simboli la spiga e la lampada, in onore della quale si mangia il frumento bollito.

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