Sacra et Pretiosa Parte II, le opere d’arte in mostra al Monastero di Santa Caterina

L'Oreficeria dai monasteri di Palermo Capitale propone un insieme selezionato di capolavori dell’oreficeria siciliana realizzati tra il XVII e il XVIII secolo

Sacra et Preziosa

Sacra et Pretiosa è un progetto-mostra articolato in due momenti: il primo, inaugurato il 28 settembre 2018 alla presenza di S.E. Rev.ma Card. Gianfranco Ravasi, che ha valorizzato gli ambienti del monastero di Santa Caterina, facendoli rivivere attraverso la contestualizzazione di arredi originali ed opere d’arte ancora esistenti, e restituendo al loro contesto originario gli oggetti di uso quotidiano, le suppellettili liturgiche, gli arredi e le opere d’arte che ne compongono lo straordinario patrimonio.

Il secondo, inaugurato il 27 dicembre 2018 al Monastero di Santa Caterina in piazza Bellini a Palermo, ovvero, Oreficeria dai monasteri di Palermo Capitale, che propone un insieme selezionato di capolavori dell’oreficeria siciliana realizzati tra XVII e XVIIIsecolo, periodo di massimo splendore dell’arte orafa e argentiera palermitana e siciliana in genere, commissionati dagli ordini monastici nel contesto di una città che, politicamente e culturalmente, svolgeva un ruolo chiave nell’intera area mediterranea.

Le opere esposte, pur se di committenza monastica, sono altresì legate alle grandi dinastie nobiliari, sia perché i loro rampolli vengono spesso destinati alla vita religiosa, sia perché non disdegnano di offrire i loro doni ai più venerati simulacri dell’Isola o, portando con sé un ricordo mettono in circolazione tutto quell’artigianato artistico che ruota intorno ad essi, favorendone la diffusione in tutta Europa, come testimoniano le numerose opere siciliane presenti ancora oggi nelle collezioni pubbliche e private dell’intero Continente.

Fa parte dell’esposizione anche un nucleo di documenti che illustrano la relazione tra il Monastero di Santa Caterina e il tessuto urbano tra il XVIII e il XIX secolo.

La mostra è frutto di un’iniziativa, già auspicata da Vittorio Sgarbi e condivisa da Sebastiano Tusa fin dal suo insediamento nel ruolo di Assessore Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, promossa dal Dipartimento regionale dei Beni Culturali diretto da Sergio Alessandro,  ed è stata realizzata in collaborazione dall’Arcidiocesi di Palermo e dall’Ufficio Beni Culturali della Curia diretto da Don Giuseppe Bucaro, che è anche Presidente del Comitato scientifico, dalla Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Palermo, dal Monastero di Santa Caterina, dall’Università degli Studi di Palermo, insieme al Rettore Fabrizio Micari, dal Dipartimento Culture e Società (Direttore Michele Cometa), dello stesso Ateneo e dall’Osservatorio per le Arti Decorative in Italia “Maria Accascina”.

Sacra et Pretiosa Parte II – Oreficeria dai monasteri di Palermo Capitale è curata da Lina Bellanca, Maria Concetta Di Natale, Sergio Intorre e Maria Reginella, su progetto scientifico di Maria Concetta Di Natale e Sergio Intorre. Gli allestimenti sono stati ideati e realizzati da Lina Bellanca, Soprintendente ai BB.CC.AA. di Palermo, e i restauri delle opere sono stati coordinati da Gaetano Correnti.

L’esposizione è strutturata in un allestimento site-specific, nel quale le opere di provenienza monastica, selezionate per la mostra, dialogano con gli ambienti del Monastero di Santa Caterina, ispirato dal contesto di Palermo tra la fine del XVI e il XVII secolo, quando la città divenne il centro politico e commerciale del Mediterraneo, grazie soprattutto alla scelta dei Viceré spagnoli, che la preferirono a Napoli come capitale di fatto del Regno delle Due Sicilie. In questo quadro politico ed economico particolarmente felice, fiorì nell’Isola l’arte delle maestranze degli orafi e degli argentieri, che lavorarono intensamente anche per la colta committenza dei tanti ordini monastici presenti in città, e che raggiunsero livelli tali di maestria e raffinatezza da diventare un punto di riferimento preciso non soltanto per l’arte siciliana, ma italiana ed europea in generale.

Queste opere, rilette oggi negli ambienti del Monastero di Santa Caterina, costituiscono, quindi, una rappresentazione plastica della realtà e del prestigio di Palermo Capitale e dei suoi artisti nel periodo barocco.

Sono esposti più di 170 pezzi in parte inediti e tutti fra i più significativi dei monasteri del palermitano.  Sono arredi sacri, suppellettili liturgiche in oro, argento, corallo, tartaruga, cristallo di rocca e pietre preziose provenienti dai monasteri di San Martino delle Scale, San Domenico, del Carmelo, San Francesco di Paola, San Francesco d’Assisi, Casa Professa, e dai paesi di: Alcamo, Ciminna, Caccamo, Corleone, Bisacquino, Altofonte e Chiusa Sclafani. Altri manufatti appartengono inoltre ai musei diocesani di Monreale e di Palermo e alla Galleria di palazzo Abatellis, dove sono confluiti i beni dopo la soppressione del 1866. 

 

 

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