Papa Francesco felice di venire a Palermo. Previsti 80mila fedeli al Foro Italico | VIDEO

Rigide norme di sicurezza. 2mila agenti controlleranno che non vengano introdotte nelle aree oggetti contundenti, lattine, bottiglie di vetro, valige, bombolette spray, bastoni per selfie

La previsione è di circa 80mila persone che raggiungeranno il Foro Italico di Palermo per assistere alla Santa Messa che Papa Francesco celebrerà alle 11:15 di sabato 15 settembre in occasione del 25esimo anniversario del martirio del Beato padre Giuseppe Puglisi per mano mafiosa.

Il palco di 290 mq, è stato allestito in modo che i fedeli possano simbolicamente guardare in direzione di Brancaccio, luogo dell’eccidio di Padre Puglisi.

“Il Papa non vede l’ora di arrivare a Palermo e chiederà ancora una volta ai mafiosi di convertirsi” questo è quanto ha detto Mons Corrado Lorefice durante la conferenza stampa di presentazione della visita che Papa Francesco farà sabato 15 settembre, che si è svolta nel Salone Filangeri del Palazzo Arcivescovile

L’area destinata ad accogliere i fedeli è stata chiusa con oltre 14 km di transenne e divisa in zone, ognuna delle quali ospiterà 20mila fedeli e saranno provviste di barriere antiribaltamento. L’accesso al Foro Italico verrà effettuato, sotto stretti controlli di sicurezza da parte delle Forze dell’Ordine, da tre varchi.

Nella prima e nella seconda area si potrà accedere con i pass e ci sarà uno spazio dedicato anche ai diversamente abili, mentre nella terza, all’altezza selle Mure delle Cattive, l’ingresso sarà libero.

Le norme di sicurezza, verranno fatte rispettare da oltre 2mila agenti. Sarà vietato introdurre nelle aree oggetti contundenti, lattine, bottiglie di vetro, valige, bombolette spray, bastoni per selfie, ovvero tutto ciò che potrebbe trasformarsi in un’arma.

Per l’occasione, verrà consegnato ai convenuto un libretto stampato in 50mila copie che vede raffigurata, nella copertina, un’opera di Ugo Attardi che ritrae una Madonna nera – una donna africana – che porta in braccio il suo bambino. L’opera è del Museo diocesano e nel 1976 vinse una mostra d’arte sacra per aver posto l’attenzione sui temi della povertà e del Terzo mondo.

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