Monreale: Chiasso Beato Pino Puglisi, collocate le due maioliche toponomastiche

Collocazione maioliche toponomastiche Chiasso Beato Pino Puglisi
Collocazione maioliche toponomastiche Chiasso Beato Pino Puglisi

Monreale 14.04.2018 – E’ questo il terzo articolo che dedichiamo al minuscolo cortiletto denominato Chiasso Beato Pino Puglisi, ubicato nel pieno centro storico di Monreale, dove ha, guarda caso, sede l’abitazione del nostro collaboratore Rosario Lo Cicero Madè, il quale ha condotto, supportato ben 12 anni fa, dall’Arma dei Carabinieri, una battaglia volta al rispristino della legalità, nel minuscolo spazio da lui trovato degradato e nel più totale abbandono.

Sono stati dodici lunghi anni trascorsi tra minacce e lettere anonime denunciate, come spesso avviene in questi casi, senza alcun esito e senza che gli autori venissero individuati dalle Forze dell’Ordine. Grande è stata la tensione emotiva per Rosario e per la giovane moglie Claudia.

«Abbiamo indotto – sottolineo Rosario Lo Cicero Madè – il Comune a ripristinare, con l’istituzione dell’unica isola pedonale che a Monreale si rispetta, un minimo di legalità e questo lo dobbiamo, in particolare, all’apporto dell’Arma dei Carabinieri che ringraziamo per l’attenzione, in passato, prestataci».

La delusione di Rosario e Claudia e con essa quella del Maestro Pippo Madè che, pur avendo figlio e nuora residenti nella cittadina normanna, non va a fargli visita da oltre otto anni, è legata, non solo agli ostacoli posti incredibilmente dal Comune guidato prima da Salvatore Gullo, poi dal duo composto da Filippo Di Matteo e Salvino Caputo ed infine dall’attuale Sindaco Piero Capizzi, i quali non si sono mai spesi in maniera decisa e compiuta, per riqualificare in maniera veloce ed adeguata il Chiasso (così si chiamano gli antichi cortili monrealesi) un tempo denominato Chiasso Procida.

Ad accennarci la vicenda è lo stesso Rosario Lo Cicero Madè: «Raccontare tutto quanto abbiamo visto e subito non è facile e sintetizzare è quasi impossibile. Le minacce e le lettere anonime non mi hanno mai fatto paura, la mia famiglia, grazie anche all’attività contro la mafia espressa da mio padre, attraverso le sue opere, è stata sempre abituata a subire vari intimidazioni, più o meno velate. Non m’impaurisco, anche se sto sempre guardingo».

«Sono cresciuto – continua Rosario – con la vicinanza e l’esempio di uomini come Michele Pantaleone e Nino Muccioli, ho goduto, da giovane, degli insegnamenti del Maestro Renato Guttuso e del Poeta Ignazio Buttitta, i quali hanno temprato il mio carattere. Non mi scalfiscono pertanto, i fogli di carta inviatimi da qualche cialtrone o le minacce verbali di alcuni ignoranti che non temo nemmeno fisicamente. Mi tocca molto più – prosegue Rosario Madè – l’incredibile ed immotivata disattenzione dell’Amministrazione Comunale, dei Sindaci che ho visto passare, non ultimo Pietro Capizzi con il suo vice Giuseppe Cangemi, i quali avevano promesso vicinanza e collaborazione nella definitiva riqualificazione di Chiasso Beato Pino Puglisi e che invece, dopo mille promesse, anche a mezzo stampa, si sono dileguati».

Una situazione veramente assurda ed incomprensibile, testimoniata, oltretutto, dal Consigliere Giuseppe Guzzo (FI): «Non comprendo perchè ad un cittadino che si spende per recuperare un’area Comunale, non venga prestata attenzione. Non comprendo – prosegue il Consigliere – perchè, pur avendone tante volte discusso personalmente con il Sindaco e con il suo Vice della situazione e ricevendo rassicurazioni in merito, non sia stato firmato il contratto di comodato d’uso, dallo stesso Ente richiesto a Rosario, grazie al quale avremmo oggi, in Chiasso Beato Pino Puglisi, una maiolica del Maestro Pippo Madè, dedicata la Martire di recente beatificato».

Quest’oggi Rosario, grazie all’apporto di alcuni amici personali, tra i quali il bagherese Francesco Miosi, il già citato Guzzo ed il concittadino Fabio Bova, sono state piazzate, alla presenza degli agenti della Polizia Municipale e dei Carabinieri intervenuti sul posto, per controlli di Ordine Pubblico, le due piastre toponomastiche realizzate su pietra lavica, a Santo Stefano di Camastra, dal Maestro Carmelo Elmo e finanziate e donate dallo stesso consigliere Guzzo, con i colleghi Antonella Giuliano e Giuseppe Romanotto, unitamente al sindacalista Biagio Cigno.

«Abbiamo fatto tutto a nostre spese – dice ancora Rosario Lo Cicero Madè – e con il solo aiuto di alcuni miei personali amici che ringrazio affettuosamente. Il Comune di Monreale  continua ad essere assente ed a inviarci, di fatto, segnali di non gradimento rivolti alla posa della maiolica di Madè che, a questo punto, abbiamo deciso di non collocare più, vuoi perchè appunto, il Comune non sembra gradirla, vuoi perchè avendo questa un certo valore, sia artistico che economico, non riteniamo ci siano i dovuti crismi di sicurezza per collocarla. Credo propio che la maiolica originale – conclude Rosario Madè – la destineremo altrove, in un luogo che l’apprezza maggiormente di Monreale e qui, in Chiasso Beato Pino Puglisi, collocheremo una riproduzione della stessa».

 


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