“Milza Blues”. La storia di quattro cavalieri nati al Villaggio Santa Rosalia: “Cavalieri nella tempesta…”

presentazione libro
presentazione libro "Milza Blues" di Davide Ficarra

Si direbbe che Milza Blues, primo romanzo del palermitano Davide Ficarra, aggiunga un nuovo interessante tassello alla “Mappa letteraria di Palermo”. La storia è ambientata nel popolare quartiere palermitano chiamato “Villaggio Santa Rosalia”, ben lontano dai luoghi normalmente battuti e oggetto di narrazioni letterarie. Le vicende raccontate si muovono nel decennio compreso fra gli anni i ’70 e ’80. Anni di piombo.

Due feroci guerre di mafia si susseguiranno l’una all’altra. I Corleonesi eliminando spietatamente tutti i loro avversari, conquisteranno il vertice di cosa nostra servendosi di spregiudicate convivenze politiche locali e nazionali, della rassegnata e assuefatta complicità di troppi palermitani. Ormai cosa nostra è una vera e propria solida azienda da fatturati stratosferici e in grado di colpire, senza alcun timore, il cuore dello Stato. Magistrati, politici, poliziotti, professionisti, tutti coloro che cercano di fermarli non accettando di piegarsi, vengono brutalmente uccisi.

Davide Ficarra sceglie un preciso taglio narrativo, alterna il racconto della cruda cronaca, quasi stesse recitando una macabra litania insieme al lettore, alla narrazione delle vicende dei suoi protagonisti: il “quartetto fantasia”, quattro ragazzi nati nei vicoli del villaggio. Nicola, Giovanni e i fratelli gemelli Marino, Totò e Francesco. Quattro esistenze difficili, a rischio, tutti orfani di padre, segnati dalla povertà, dal degrado e dalla pesante presenza della mafia del quartiere.

In quei vicoli di case popolari i quattro ragazzini realizzano il loro primo colpo, un furto di figurine di calciatori e giornaletti porno. Da lì, da quella prima impresa, compiuta a soli nove anni, nascerà e maturerà una fraterna amicizia che li porterà a compiere gradualmente azioni criminose sempre più grandi.

Ma come canta De André in una famosa canzone dal titolo “La cattiva strada: “c’è un po’ d’amore per tutti e tutti quanti hanno un amore sulla cattiva strada”, la banda diventa un’ancora di salvezza, un porto sicuro. Infatti Ficarra scrive: “era la famiglia che non avevano avuto, l’affetto che gli era mancato, la possibilità di non essere soli, la possibilità di crescere e di affrontare insieme le sfide che la vita presentava”.

Nella crescita, nella maturazione e nella condotta criminale dei quattro ragazzi un ruolo determinante avrà Filippo, nonno di Giovanni, un reduce partigiano, un combattente comunista che non ha mai smesso di credere nella lotta di classe, nella giustizia sociale e nella ridistribuzione della ricchezza.

Così pian piano i quattro criminali, come tanti altri loro coetanei dell’epoca, conosceranno l’amore, l’eroina, il contrabbando di sigarette e tutto questo sarà accompagnato da canzoni riprodotte da pesanti puntine, colonne sonore che cambieranno con il cambiare dei quattro ragazzi.

Le loro gesta potranno diventare quelle cantate dalla voce malinconica di Jim Morrison in “Riders on the storm”, quelle dei quattro cavalieri nati al Villaggio Santa Rosalia: “Cavalieri nella tempesta…”. Accogliere questa forma di giustizia sociale, l’idea ingenua di togliere ai ricchi per dare ai poveri, li porterà a scontrarsi con la mafia locale, il temuto boss “Enzuccio” e i suoi guardia spalle, i cugini Manzella.

Il suono delle pagine sfogliate ci rimanda via via alle malinconiche note di “Luccille”, la mitica chitarra del Blues Boy, BB King, che si racconta sia scampata miracolosamente ad un incendio. Ed è proprio dalle fiamme della sua esistenza che, invece, il “quartetto fantasia” non potrà sottrarsi.

Davide Ficarra vive e lavora a Palermo dove gestisce il Bar Garibaldi. È coautore dei soggetti di diversi documentari tra cui Biciclette (2005), A Pirrera (2006), Il Santo Nero (2011) regia di Antonio Bellia e dei documentari Belice 68 Terreinmoto (2007) e Cronache di mafia (2008) regia di Antonio Bellia e Salvo Cuccia realizzati per la RAI. Alterna l’attivismo politico e sociale alla passione per la letteratura noir e la pesca. Milza Blues è il suo primo romanzo.


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