‘L’isola di Chirone’ il libro di Adelfio Elio Cardinale e le opere di Pippo Madè

Cardinale e Madè a Palazzo Branciforte

Un testo utile a coltivare la speranza, che riassume la complessità dell’arte medica e che unisce la sapienza scientifica all’incantevole racconto delle immagini: questo e molto altro è ‘L’isola di Chirone‘, il libro del radiologo Adelfio Elio Cardinale, coadiuvato dalle opere del maestro Pippo Madè, edito da Edizioni Kalos, curato dall’Associazione Culturale “Festina lentee patrocinato dalla ‘Fondazione Sicilia‘.

Presentato ieri a Palazzo Branciforte a Palermo, il testo è stato introdotto da Raffaele Bonsignore, presidente della ‘Fondazione Sicilia’, e commentato dagli interventi dei relatori: Eugenio Gaudio, Rettore dell’Università “La Sapienza” di Roma, Gianni Puglisi, Magnifico Rettore dell’Università “Kore” di Enna, Livia Ottolenghi del Direttivo Unione Comunità Ebraiche Italiane, Giuseppe Verde, Presidente dell’Accademia Scienze Lettere ed Arti, Roberto Lagalla, Assessore Regionale alla Pubblica Istruzione e Formazione, moderati dal Direttore del Giornale di Sicilia, Marco Romano. 

Al termine dell’incontro, sono state presentate da Rita Cedrini le opere, le chine e i dipinti a tecnica mista del maestro Madè alla presenza del Governatore della Regione Siciliana, Nello Musumeci, che di Madè ci ha detto: «Pippo Madè è uno dei migliori ambasciatori di questa terra nel mondo».

Il testo, rappresenta la perfetta sintesi delle grandi passioni dell’autore: la Sicilia e la salute, declinate nelle loro innumerevoli sfaccettature e sviscerate nel profondo per una loro più profonda e attenta comprensione.

Semplice e al tempo stesso complesso, fluido e scorrevole, il linguaggio si fa veicolo dei pensieri e delle azioni dei maestri del passato per tramandare alle nuove generazioni una speranza per il futuro della medicina e della cultura tutta in un’ottica progettuale.

Qui la medicina non è solo disciplina, ma incarna una nuova umanità che ha il volto corrugato e pallido della fragilità, ma anche di quella forza e di quel senso del dovere, prerogative imprescindibili delle professioni mediche, che devono, oggi più  di ieri, porre maggiore attenzione al benessere psicofisico della persona e non solo alla ricerca scientifica.

Immagini che si intrecciano alle parole e fanno scrigno di quella sapienza, di quella passione e di quella curiosità che trasformano l’opera in una perfetta trasmutazione dell’arte sublime di Madè e dell'”arte medica” (definita così dallo stesso Madè) di Cardinale rivolta soprattutto ai giovani diplomandi.

«Questo libro è dedicato non solo alle grandi personalità della medicina, sia di ieri che di oggi – ha affermato Adelfio Elio Cardinale -, ma anche agli oscuri comprimari che non compaiono in alcun testo e che hanno operato, con l’etica del grigio del dovere quotidiano, senza palcoscenici e senza riflettori e noi siamo figli ed eredi di chi ha lavorato con questo senso».

Ma quali emozioni ha suscitato in Pippo Madè la collaborazione con un medico? Il maestro ci ha così risposto: «Il mondo dei medici mi è sempre stato sconosciuto, se non per le cure dei miei acciacchi alle quali mi sottopongo. E’ stata un’esperienza nuova. Entrare in questo mondo è stato entusiasmante perché ho avuto modo di approfondirlo fin dalla mitologia, ho ‘sbranato’ una montagna di libri e mi sono appassionato come un ragazzino».

Arte e scienza spesso sono l’una l’antitesi dell’altra, lei cosa ne pensa? «Il professor Cardinale è un artista oltre che uno scienziato perché pratica “l’arte dell’essere medico”. La medicina è anche filosofia, è amore, è amore per l’uomo e se un medico non riesce a comprendere la centralità dell’uomo vuol dire che non ha capito nulla della vita».

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