L’anno che verrà

Il vecchio anno sta per finire e il nuovo anno sta per iniziare, cosa ci aspettiamo, cosa ci proponiamo, che cosa vogliamo veramente che ci accada e che accada nel mondo che ci circonda?

Mi ha ispirato la nota canzone del compianto Lucio Dalla “L’anno che verrà” che recita tra i suoi versi “caro amico ti scrivo così mi distraggo un po’ e siccome sei molto lontano più forte ti scriverò. Da quando sei partito c’è una grossa novità, l’anno vecchio è finito ormai ma qualcosa ancora qui non va”. Parole profetiche, un altro anno è passato e ancora qualche cosa non va, ma solo qualche cosa?

Sono tante le cose che non sono andate per il verso giusto, la qualità della vita è sempre più in ribasso, i rapporti interpersonali sono ai minimi termini e il mondo stesso va a scatafascio.

Credo sia una domanda che ci facciamo un po’ tutti, in fondo gli ultimi giorni dell’anno servono un po’ a fare il punto della situazione: come abbiamo trascorso l’anno che sta per concludersi? Come sono andate le cose? Bisogna rifletterci un po’ su o siamo immediatamente in grado di fare il resoconto?

La frase che sento in giro è “peggio di come è andata non poteva andare”.

E allora cosa aspettarsi dal nuovo anno?

Certamente ognuno di noi si aspetta sempre il meglio, che si realizzino i propri sogni in primis, cosa che sicuramente non è avvenuta nell’anno che sta per concludersi. La salute in secundis, specie per chi nell’anno in corso ha avuto dei problemini. La propria economia, per l’anno che verrà si spera sempre che vada meglio perché i soldi non fanno schifo a nessuno e averne di più farebbe comodo. Altro sogno ricorrente i viaggi, il giro del mondo sta nei pensieri e nei sogni più reconditi di chiunque.

Eh già, e poi ognuno di noi ha i suoi propositi le sue aspettative, ci sarà sempre chi la penserà negativamente, questi non mancano mai purtroppo, c’è e ci sarà sempre chi non sa immaginare un mondo ed una vita migliore. Ma siamo sicuri che costoro hanno torto? Riflettendoci bene può anche darsi che abbiano ragione loro, se analizziamo bene come vanno le cose in giro certo non c’è da stare allegri. Malattie, guerre, il clima etc. C’è qualcosa che vada bene? L’uomo è sempre più cattivo e senza riguardi né verso i suoi simili né verso la natura. I suoi simili se si vedono trattati bene reagiranno positivamente altrimenti nasceranno conflitti di sicuro, anche aspri. La natura, visto l’uomo come la tratta, gli si rivolta contro spesso e volentieri prendendosi le sue rivincite.

Ma non tergiversiamo stiamo andando fuori tema, cosa ci si aspetta dall’anno che verrà?

E chi sas chi lo sas. Sinceramente non lo so, l’età ed i capelli grigi vorranno dire pur qualcosa. L’esperienza e la maturità non lasciano speranza, anche se un vecchio detto recita “La speranza è l’ultima a morire”, ma quante vite ha questa signora Speranza?

Non mi illudo, con i piedi ben piantati per terra posso sicuramente affermare che non cambierà niente anzi sono arcisicuro che le cose andranno a peggiorare, non vedo uscita in fondo al tunnel per noi esseri cosiddetti umani.

Ma dico un lumicino lo vogliamo accendere? In fondo, ma molto in fondo credo nei miracoli, i miracoli mi dicono esistono e quindi perché toglierci questa flebile speranza. Signora Speranza ti auguro di vivere in eterno perché sei l’unica che ci rimane.

Ma veramente vuoi chiudere questo articolo in maniera negativa, non è da te, mi dico. E già non è da me, e allora cosa dire, o meglio cosa scrivere? Possibile che non ci possano essere delle novità in vista?

Voglio concludere con le parole finali della canzone con cui ho iniziato questo pezzo: “L’anno che sta arrivando tra un anno passerà. Io mi sto preparando. È questa la novità”.

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