Infarto, quali sono i sintomi che le donne devono saper riconoscere?

15

Quando si parla di cuore, uomini e donne non sono uguali. Ad esempio, nell’arco della loro vita, le donne hanno un rischio cardiovascolare diverso, che aumenta sensibilmente dopo la menopausa venendo meno lo “scudo” offerto dagli ormoni. Un’altra differenza tra i due sessi riguarda l’infarto e in particolare i sintomi che se segnalano l’insorgenza, sintomi che devono essere riconosciuti per poter intervenire tempestivamente e contenere le sue conseguenze.

Il primo sintomo che viene alla mente quando si parla di infarto è il dolore al petto. Se nell’uomo questo è intenso, nella donna può assumere sfumature diverse. Il dolore è paragonabile a un senso di costrizione o di pienezza. Questa sensazione può durare qualche minuto oppure può scomparire per poi manifestarsi nuovamente. In alcuni casi i sintomi potrebbero essere equivocati e associati ad altri disturbi. Ad esempio il dolore avvertito al petto con i sintomi del reflusso gastroesofageo.

Non solo dolore al petto

Dal torace al resto del corpo, braccia, schiena, collo e mascella sono le altre aree in cui si può avvertire dolore. La comparsa del dolore può essere improvvisa o graduale, crescendo e poi calando di intensità. Questo è un sintomo tipico dell’infarto nella donna.

Tra gli altri campanelli d’allarme si annoverano anche le difficoltà respiratorie, le vertigini o la nausea, spesso associate ai sintomi più tipici dell’infarto. Questo evento cardiovascolare avverso potrebbe essere segnalato anche dalla sudorazione, diversa da quella conseguente alla permanenza in un ambiente più caldo o all’attività fisica, e dall’affaticamento, in una forma radicale e ingiustificata.

Quando si avvertono questi sintomi è importante chiamare subito i soccorsi o recarsi, se possibile, in Pronto Soccorso.

Prevenzione primaria

Conoscere i sintomi è fondamentale per la prevenzione delle conseguenze più nefaste dell’infarto. Facendo un passo indietro si può fare prevenzione conducendo uno stile di vita salutare contenendo quanto più possibile i fattori di rischio cardiovascolare modificabili. In primo luogo bisogna smettere di fumare, praticare regolarmente attività fisica – anche una semplice passeggiata a passo sostenuto, per 30 minuti può essere utile – e poi seguire un’alimentazione bilanciata, privilegiando il consumo di pesce, frutta e verdura, carne bianca, cereali integrali e legumi. A causare l’infarto è infatti l’aterosclerosi, ovvero la formazione di depositi lungo le pareti delle arterie che riducono o impediscono l’afflusso di sangue al cuore. Alla formazione di questi depositi contribuisce anche il grasso e il colesterolo che derivano dall’alimentazione.