Giornata in memoria delle vittime della mafia. A Palermo sfilano in migliaia | VIDEO

Giornata in memoria delle vittime della mafia. A Palermo sfilano in migliaia
Giornata in memoria delle vittime della mafia. A Palermo sfilano in migliaia

Oltre 10.000 persone hanno invaso questa mattina il centro di Palermo per la giornata in memoria delle vittime della mafia organizzata dall’associazione Libera. A sfilare per le strade i familiari delle vittime di mafia. Accanto a loro amministratori locali, assessori, cittadini. Tutti in corteo, anche a Palermo, per ricordare le vittime della mafia e ribadire l’impegno della memoria.

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Ad animare il colorato corteo in cui sventolano le bandiere di Libera sono soprattutto studenti provenienti da ogni scuola della città e della provincia che si sono dati appuntamento a piazza Bologni per poi marciare compatti fino piazza Verdi. Tra loro anche Vincenzo Agostino, padre di Nino, il poliziotto ucciso con la moglie Ida nel 1989, per la prima volta senza la moglie Augusta, recentemente scomparsa. 

La manifestazione prosegue davanti al Teatro Massimo dove si riuniscono tutti i partecipanti per la lettura degli oltre 1.000 nomi di vittime innocenti delle mafie: semplici cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell’ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali assasSinati dalla criminalità organizzata che infesta e ha infestato la Sicilia. 

“Voglio ricordare Augusta Schiera e Rita Borsellino, due persone che ci hanno lasciato, ma che sono l’anima di questa manifestazione” dice il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, intervenuto insieme al prefetto Antonella De Miro, agli assessori Catania, Mattina e Darawsha, e alle massime autorità civili e militari. 

In collegamento da Padova dove quest’anno si svolge la manifestazione nazionale, l’intervento di don Luigi Ciotti davanti a 50.000 persone: “C’è gente che ha deciso di metterci la faccia e far capire da che parte sta. In questo momento nel nostro paese dobbiamo alzare la voce, mentre tanti scelgono un prudente silenzio”. 

E infine la lettera inviata dal presidente Mattarella: “Vogliamo liberare la società dalle mafie. È un traguardo doveroso e possibile, che richiede a tutti impegno, coerenza, piena coscienza delle nostre responsabilità di cittadini”.

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