Dopo la nomina di Borgo più Bello d’Italia, l’assessore Pappalardo incontra gli amministratori di Petralia Soprana

Petralia Soprana il sindaco e il presidente del consiglio con l'assessore
Petralia Soprana il sindaco e il presidente del consiglio con l'assessore

L’assessore Salvatore Pappalardo ha incontrato ieri pomeriggio alcuni amministratori di Petralia Soprana, il Borgo più bello d’Italia. Dopo avere consegnato una targa a nome del governo regionale in seguito alla vittoria complimentandosi per il traguardo raggiunto, l’assessore regionale al turismo ha incontrato il sindaco Pietro Macaluso e il presidente del consiglio Leo Agnello per programmare delle possibili azioni da mettere in campo per sfruttare al meglio la corona di Borgo dei Borgo.

Nel corso dell’incontro si è parlato di sviluppo turistico di Petralia Soprana e del territorio madonita, di sinergie che si devono sviluppare e di opportunità da non perdere.

L’assessore Salvatore Pappalardo ha annunciato che Petralia Soprana avrà uno spazio alla Bit di Milano e altre opportunità sono in cantiere per dare la possibilità al Borgo di sfruttare al meglio questa occasione che si è cercata (la partecipazione alla gara di Rai 3) ed ha raggiunto con il coinvolgimento della Sicilia intera.

Gli amministratori di Petralia Soprana hanno esortato l’assessore ad avere una attenzione particolare attivando una vera politica di valorizzazione dell’intero circuito siciliano de i Borghi più belli d’Italia che ne conta 19. La vittoria di Petralia Soprana, che si aggiunge a quella di Gangi, Montalbano Elicona e Sambuca di Sicilia, testimonia che la Sicilia ha delle bellezze che vanno oltre quelle che tutti conoscono; la Sicilia ha i borghi che sono dei veri e propri scrigni che racchiudono bellezze artistiche, culturali, paesaggistiche ed enogastronomiche.

“La Regione – hanno puntualizzato Macaluso e Agnello –non può e non deve disperdere questo capitale turistico che sono i Borghi più belli d’Italia, nel loro assieme, sui quali deve investire anche risorse economiche per puntare su un turismo diverso, esperienziale, “lento” e legato al territorio che deve fare rete.”

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