Cartoline da Ballarò: inaugurati ieri i 5 murales del quartiere Ballarò-Albergheria

Artisti murales
Alessandro Bazan, Andrea Buglisi, Angelo Crazyone, Fulvio di Piazza e Igor Scalisi Palminteri (da destra verso sinistra)

Sono state inaugurate ieri, 1° agosto, nel quartiere di Ballarò/Albergheria, cuore del centro storico di Palermo, le ‘Cartoline da Ballarò‘: cinque murales (pitture urbane) degli artisti Alessandro Bazan, Andrea Buglisi, Angelo Crazyone, Fulvio di Piazza e Igor Scalisi Palminteri davanti a centinaia di visitatori e curiosi.

«Queste iniziative – ha spiegato l’assessore Andrea Cusumano, presente allinaguarazione – dimostrano che la riqualificazione di un luogo non può prescindere dalla valorizzazione del suo tessuto sociale, delle persone: rappresentano un passaggio importante per raggiungere un rapporto one-to-one (uno a uno). Questo percorso rappressenta la voglia di fare della gente e l’amore per la propria città».

Maria Letizia Benenato - figlia dell'attore Franco Franchi
Maria Letizia Benenato – figlia dell’attore Franco Franchi

Le opere parietali (realizzate sulle pareti degli edifici), inserite in un breve tour che i visitatori hanno percorso a piedi, sono state descritte e spiegate dagli stessi artisti e accompagnate dalla narrazione storico-culturale del team della Cooperativa turistica ‘Terradamare‘. Presente, tra gli altri, Maria Letizia Benenato, figlia di Francesco Benenato (noto al grande pubblico con lo pseudonimo di Franco Franchi) che, in un suo breve intervento, ha ricordato con commozione e affetto il padre (soggetto principale di uno dei murales).

Franco franchi
Prima tappa del tour ‘Cartoline da Ballarò’

La realizzazione delle opere è stata ideata da Igor Scalisi Palminteri e Andrea Buglisi per dialogare con il tessuto urbano e la comunità del quartiere, ma anche per riqualificare parti degradate della città che hanno un forte potenziale estetico ed un grande valore storico-culturale nonché per supportare i residenti che vivono in condizioni di disagio. Le opere hanno ricevuto l’approvazione da parte dei residenti che abitano gli edifici sui quali sono state dipinte e sono state accolte con grande entusiasmo.

Presenze all'inaugurazione dei murales
Presenze all’inaugurazione dei murales

«L’idea di questi murales – ha spiegato al GCPress l’artista Igor Scalisi Palminteri – è nata da alcuni cittadini della Confraternita dei ‘Fornai’ che, dopo aver dipinto la figura di San Benedetto il Moro, mi chiesero di dipingere anche Santa Rosalia e lì ho pensato di coinvolgere gli altri artisti per realizzare un progetto più grande. Solo uno di noi è uno Street artist (artista metropolitano) – conclude Palminteri – mentre gli altri siamo dei pittori prestati per la prima volta a questa esperienza e la difficoltà maggiore che abbiamo affrontato è stata data dal caldo, ma è andata bene».

Crazyone
Opera di Angelo Crazyone – Franco Franchi

Proprio dalla figura dell’artista poliedrico Franco Franchi (situata in vicolo Gallo, proprio in fondo a via Mongitore) è iniziato il percorso alla scoperta dei 5 murales (sostenuto dalla Fondazione Elenk’Art e da Tommaso Piazza che ha offerto le vernici), con l’opera di Angelo Crazyone, realizzata con la particolare tecnica dello stencil applicato su tutta la superficie della parete e con la seguente stesura della pittura spray. Un lavoro minuzioso, preciso e attento gravato esclusivamente dal caldo e dal vento che, per fortuna, non hanno arrecato danni all’opera.

Fulvio di Piazza
Opera ‘Turbo Ballarò’ di Fulvio Di Piazza

Il percorso è poi proseguito verso Porta Sant’Agata, in prossimità della quale, domina il vortice di pesci policromi denominato “Turbo Ballarò” realizzato da Fulvio Di Piazza, artista che, dagli anni ’90, insieme ad altri suoi conterranei, fa parte di quella che la critica d’arte ha definito “Scuola di Palermo“. La pittura di Fulvio di Piazza è densa di dettagli e cromatismi, una sorta di rappresentazione barocca e fantastica che ricorda Bosch e Arcimboldo fino ad arrivare alla pittura surrealista: una pittura che occorre osservare attentamente e che necessita di tempo per assaporarne i dettagli. L’opera è un omaggio a Ballarò e al mercato del pesce con la loro vitalità e i loro cromatismi.

Fides
‘Fides’ di Andrea Buglisi

Proseguendo il percorso, ecco comparire quasi all’improvviso la terza opera, quella di Andrea Buglisi, intitolata “Fides“, che si trova in via Luigi Villanueva (angolo via Giovanni Di Cristina). L’opera, in questo caso, è stata realizzata a seguito di una ricerca “museale”, con un posizionamento strategico, che l’artista ha effettuato per uno scopo preciso: poter osservare non solo l’opera, ma anche tutto ciò che c’è intorno ad essa, dando rilievo anche al contesto sociale sul quale sorge. «Un angolo deserto di Ballarò che, oggi, sono orgoglioso di vedere gremito di gente», ha affermato commosso l’artista.

'Viva Santa Rosalia' di Igor Scalisi Palminteri
‘Viva Santa Rosalia’ di Igor Scalisi Palminteri

Tappa successiva è via Dei Benedettini, nei pressi di San Giovanni degli Eremiti, dove sorge l’opera di Igor Scalisi Palminteri intitolata “Viva Santa Rosalia“. Una “Rosalia” diversa, con i capelli corti, raffigurata nel momento in cui lei si dona a Dio, che nasce poco tempo dopo la discussa e criticata opera di San Benedetto il Moro e che ha i tratti dell’artista Rossella Palazzolo: dettaglio che vuole sottolineare che i Santi sono, prima di tutto, persone comuni e che, solo dopo il sacrificio più alto, raggiungono la santità. Lo stesso Palminteri, però, precisa: «Non lasciatevi ingannare da questi cinque pittori e da questi cinque dipinti perché la protagonista è solo Ballarò».

Opera 'Faces are Places' di Alessandro Bazan
Opera ‘Faces are Places’ di Alessandro Bazan

Il percorso si è concluso in corso Tukory 205, con l’opera di Alessandro Bazan dal titolo “Faces are places” (“i volti sono luoghi“) realizzata sullo schermo dell’ex arena Tukory, proprietà della famiglia Vinti e gestita dall’azienda Tommaso Piazza. L’opera raffigura tanti volti quanti sono quelli dell’umanità per sottolineare l’importanza di stare gli uni accanto agli altri, nonostante le diversità, e abbandonare ogni forma di discriminazione di religione, colore e genere.

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