Il Bracco Francese, cenni storici ed evoluzione in Italia

trio bracchi francesi
trio bracchi francesi

Le origini dell’attuale Bracco Francese ci portano molto lontano, sino al XVII sec. , ancor prima della creazione del Pointer Inglese. Già allora, infatti, Selincurt e anche Espinar ne parlavano: quest’ultimo in particolare descriveva “..un bracco di piccola taglia della zona pirenaica che velocissimo galoppava sulle pietre quasi volare su di esse”.

Originario del sud ovest della Francia, fu utilizzato da Gaston Phoebus , Conte de Foix. E’ sbagliato quindi sostenere, come molti pensano, che questa razza sia stata selezionata partendo dal Pointer Inglese. In realtà testimonianze scritte indicano che i capostipiti  del “fermatore per eccellenza” (delle quali per altro le opinioni degli esperti della razza sono tutt’oggi discordi) erano antichi bracchi introdotti in Inghilterra nel 1713 da ufficiali britannici reduci dalla guerra di successione spagnola, tra i quali anche cani della zona pirenaica.

In Francia la selezione di questa razza ha fatto si che si creassero due differenti tipi: il “Pyrénée”, originario appunto della zona centrale della omonima catena montuosa, più piccolo e nevrile, ed il “Gascogne” dal sud ovest della Francia, di mole più importante e meno veloce.

Breve cenno storico: il bracco francese si presenta in due tipi differenti, la grande taglia (Gascogne) e la piccola taglia (Pirenei). I due tipi sono originari del sud ovest della Francia e della zona centrale dei Pirenei.

Aspetto generale: cane da ferma mediolineo (mesomorfo) dolicocefalo di tipo braccoide, nobile all’apparenza, potente ma mai eccessivamente pesante, robusto e con forti arti. Le femmine si presentano più fini, la pelle è morbida, mai rilasciata o molle.

L’evoluzione in Italia

L’introduzione in Italia di questa razza risale agli anni sessanta ad opera del sig. Luigi Trincavelli titolare dell’affisso “della Valdossola” che importò un maschio ed una femmina con i quali iniziò ad allevare producendo nel corso di pochi anni 14 soggetti; nel decennio successivo Carlo Carlevarini partendo dal ceppo della Valdossola  allevò altri soggetti. Questi cani prodotti in Italia parteciparono a numerose manifestazioni Enci (Ente Nazionale Cinofilia Italiana), giudicati da E.Faja, P.Ciceri, E Rasia, E.Adinolfi, e F.Cajelli, ottenendo risultati eccellenti e conseguendo, per alcuni di essi, il titolo di Campionato.

Purtroppo da allora l’allevamento e l’utilizzo della razza è andato calando sino a scomparire, ma negli ultimi anni nuovi appassionati hanno operato importazioni significative a partire  dal 1994. Gabriele Piatti, Filippo Segato, Marco Ragatzu e, successivamente, il sottoscritto hanno allevato con buoni risultati e  partecipato a manifestazioni organizzate dall’Ente Nazionale della Cinofilia (ENCI) contribuendo in maniera tangibile alla divulgazione della razza in Italia.

E’ da notare che un soggetto di allevamento italiano, Rita di San Donato di proprietà francese, ha conseguito in Francia il titolo di Campione di lavoro e ha guadagnato certificazioni anche in esposizioni, prossima quindi anche al campionato di bellezza. Un altro soggetto il Campione Assoluto Buffon del Limoncello ha contribuito non poco all’allevamento francese.

Il 17 ottobre 2003 è stato stipulato presso lo studio Notarile di Baldassarri in Orbetello l’atto pubblico della costituzione dell’associazione cinofila denominata Club Italiano Bracco Francese, successivamente riconosciuto dall’Enci come società specializzata. Promotori e firmatari della costituzione davanti al Notaio, Filippo Segato e Marco Ragatzu. La sopraccitata Associazione Cinofila, nasce con lo scopo di contribuire a  migliorare,valorizzare ed  incrementare la razza canina Bracco Francese in Italia, diffondendone la conoscenza ed incrementando l’allevamento. E’ stato creato un sito ufficiale (www.braccofrancese.com) che può essere consultato per seguire l’attività del Club. Gli standards di razza n° 133 e n° 134, rispettivamente delle varietà Gascogne e Pirenei, del 7 agosto 1998 con data di prima pubblicazione ed in vigore dal 6 maggio 1988, presso la FCI.


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