BIAS: ieri il vernissage del Padiglione Abramitico alla presenza di Vittorio Sgarbi

Bias e Vittorio sgarbi
Il team di BIAS 2018 insieme al professor Vittorio Sgarbi

Si sono svolti ieri, 29 maggio, due nuovi appuntamenti inseriti nel ricco calendario dell’edizione 2018 della Biennale Internazionale d’Arte Sacra Contemporanea (BIAS), primo dei quali, il vernissage del Padiglione Abramitico, presso il Palazzo Alliata di Villafranca alla presenza di Vittorio Sgarbi, la presidente WISH e direttrice BIAS, Chiara Modica Donà dalle Rose e il curatore del Padiglione e membro del Comitato di selezione di BIAS 2018 Gian Camillo Custoza de’ Cattanei. 

Vittorio Sgarbi
Il professor Vittorio Sgarbi

Una presenza importante quella del professor Vittorio Sgarbi il quale, in esclusiva al GCPress, ha dichiarato: «All’interno di questo Palazzo ci sono dei bei quadri, sia antichi che moderni. C’è un bel dialogo tra la pittura storica, di soggetto religioso – prosegue il critico – che rappresenta quello che si vede, e quella astratta che, invece, presume che tu senta qualcosa di spirituale. La dimensione sacra contemporanea – conclude Sgarbi – passa attraverso un linguaggio che non è più quello religioso o emozionale, ma è altro».

Daniela Papadia e il suo arazzo in esposizione a Palazzo Riso
Daniela Papadia e il suo arazzo in esposizione a Palazzo Riso

A seguire, nel vicino Palazzo Belmonte Riso, sede del Museo di arte contemporanea della Regione Siciliana, si è svolta la presentazione dell’arazzo dell’artista Daniela Papadia “La Tavola dell’Alleanza”, portato già a Venezia nel maggio del 2017 alla presentazione BIAS, evento collaterale della Biennale Arte di Venezia e in Piemonte al Castello di Morsasco. 

Particolare dell'arazzo di Daniela Papadia
Particolare dell’arazzo di Daniela Papadia

Due appuntamenti importanti per la BIAS 2018 nello stesso giorno, a cavallo tra il Padiglione Abramitico, che nella scelta del curatore, mira a riaprire la porta interrotta tra l’arte contemporanea e l’arte del rinascimento old master painting sull’onda del tema Porta Intineris Longissima dicitur esse, ed il Padiglione Scientifico nell’opera della Papadia, che rappresenta l’unicità del genoma umano in uno spettacolare arazzo che ne traccia il DNA evidenziando, attraverso la porta della chimica, l’uguaglianza nei meandri delle teorie sulla razza.

Daniela Papadia con WISH, World International Sicilian Heriage, per BIAS 2018, ha progettatto e, oggi, dato esecuzione, con il patrocinio oneroso del Ministero degli Esteri italiano, anche un secondo arazzo intitolato “Il Filo dell’Alleanza”, che vede 12 ricamatrici palesinesi, israeliane, copte, cristiane impiegate nel cucire un significativo legame tra i popoli del mediterraneo in Terra Santa che rappresenterà la mappa del Mediterraneo fatta con il gene del sangue.

Daniela Papadia con Chiara Donà dalle Rose

Abbiamo incontrato Daniela Papadia al termine della presentazione della sua opera e ci ha rivelato, in esclusiva, la storia affascinante della sua creazione: « Questa è un’opera del 2014 che è stata presentata in diverse parti del mondo e, quando Chiara Donà dalle Rose mi ha proposto di portarla qui, nella mia città, ho accettato con piacere. Credo che, all’interno del DNA – precisa l’artista – ci sia un messaggio pazzesco: ci dice che siamo unici, ma allo stesso tempo simili».

Artisti e organizzatori BIAS 2018 a San Giuseppe dei Teatini

«Geneticamente parlando – prosegue la Papadia – facciamo tutti parte del genere umano e dobbiamo solo capire qual è il filo che ci lega; non a caso ho scelto la forma dell’arazzo, che è stato cucito da 6 donne detenute di varie nazionalità, proprio per rappresentare questo messaggio e la capacità delle donne di “ricucire gli strappi” della vita».

«L’idea di farla realizzare all’interno di una prigione non è casuale poiché, la prigione, è legata, in qualche modo al linguaggio biologico: cell, in inglese, significa sia cella che cellula, mentre i geni sono chiamati “mattoni”, i mattoni formano i muri, ma ogni muro può essere una porta. Per me l’arte – conclude l’artista – non è un fine, ma un mezzo, il mezzo per unire le persone».

Installazione all'interno della cripta di San Giuseppe dei Teatini
Installazione all’interno della cripta di San Giuseppe dei Teatini

A margine dell’evento, presso la Chiesa di San Giuseppe dei Teatini, abbiamo avuto la possibilità di visitare le installazioni presenti nella cripta. È possibile visitare la cripta con l’ausilio di una guida, disponibile al costo di € 3.50, tutti i giorni, ad esclusione del mercoledì, dalle 9 alle 12 e dalle 17 alle 19.

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