Altre stanze: la collezione di opere raccolte da diverse sedi della Banca d’Italia alla Fondazione S.Elia

Altre stanze

La Banca d’Italia offre alla collettività una collezione inedita di opere di artisti che hanno contraddistinto il dopoguerra italiano. Inaugurata il 21 dicembre a Palermo, alla Fondazione S.Elia,  la mostra dal titolo “Altre Stanze”, a cura di Mariastella Margozzi e Morena Costantini. Presenti all’inaugurazione il sindaco Leoluca Orlando, il Prefetto  della Provincia di Palermo Antonella De Miro, e diversi esponenti della Banca d’Italia tra cui il direttore Pietro Raffa.

Una mostra con una caratteristica di fondo, quella di essere nata per caso. La Banca d’Italia ha accumulato opere d’arte per oltre un secolo, dai salvataggi degli anni 30′ sino agli acquisti degli anni 80′ e 90′. Inoltre ha conservato un patrimonio culturale-artistico ragguardevole con cura e gelosia e si è compreso il bisogno di aprirsi alla comunità. Attraverso queste opere è possibile ricostruire la trama di un periodo storico, pieno di contraddizioni, tra luci ed ombre ma caratterizzato da una vivacità artistica straordinaria.

Il Prefetto De Miro ha affermato come questa esposizione sia una mostra dello Stato, il quale ha voluto essere presente ed essere co-protagonista con la città. Palermo, capitale della Cultura 2018, si è rilanciata a livello internazionale, dando un’immagine diversa di sè. La Storia della Banca d’Italia è la storia di una banca di cultura, di uomini dello Stato che hanno avuto lungimiranza e hanno voluto evitare che questo patrimonio venisse disperso.

La curatrice della mostra, Morena Costantini, ha spiegato come il titolo della mostra “Altre stanze” sia anche il titolo di un’opera di Corrado Cagli del 1950 che ha ispirato il tema del percorso espositivo della mostra.

Rappresentative le opere di artisti siciliani come Carla Attardi con  Arciere con terra di Siena”, e due opere di Renato GuttusoBarche nella tempesta e Da Morandi. Queste opere testimoniano il passaggio dall’arte figurativa all’arte astratto-informale: due poli che convivono, si contrastano e si contaminano tra loro. Dalle opere della mostra si evidenziano i sussulti di un’epoca, la voglia di sperimentare con la ricerca della luce, della materia, della tecnica e della gestualità dell’artista.

Il merito della Banca d’Italia, ha precisato la Costantini, è  di aver reso fruibile queste opere: un segno di grande emancipazione civile e sociale.

Il Direttore della Banca d’Italia sede di Palermo, Pietro Raffa, ha espresso soddisfazione per la mostra “di così grande valore artistico e culturale”. Nata dalla convinzione che la cultura possa essere un trampolino di lancio importante per lo sviluppo sociale, culturale ma anche economico. Si evince infatti dal rapporto autunnale economia siciliana, svolto dal centro di ricerca della Banca, un trend positivo di Palermo in confronto con altre città siciliane, una crescita guidata dal turismo culturale.

Infine il sindaco Leoluca Orlando ha voluto sottolineare: «Palermo è una città che vive tra emergenza e progetto, ma è al tempo stesso una città con una visione. Una città con una visione è una città che non trasforma la paura in rabbia e in cui il coraggio non diventa mai incoscienza. Una mostra così importante – ha continuato il sindaco -, deve essere ricordata non come ultimo evento del 2018 in cui Palermo è capitale della cultura, ma come primo evento del 2019 in cui la città continua a lanciare messaggi culturali, senza etichette di alcun tipo. Palermo è una città pesante, pesantissima , che sta diventando sempre più leggera. Palermo è quindi una città che sta abbandonando sempre più i valori deboli e malati di un tempo in favore di valori nuovi e forti».

La mostra sarà visitabile, con ingresso gratuito, fino al 28 febbraio 2019 alla Fondazione S.Elia di via Maqueda 81 a Palermo, dal martedì al venerdì dalle 9:30 alle 18:30, il sabato e la domenica dalle 10 alle 18:30.

Carla Accardi , Arciere con terra di Siena
Renato Guttuso, Da Morandi
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