All’Instituto Cervantes, Santiago Ydáñez inaugura la sua mostra ‘Santo Animal’

Santiago in progress
Santiago a lavoro

E’ già arrivato in città, Santiago Ydáñez, l’artista andaluso di nascita tra i più riconosciuti pittori spagnoli a livello internazionale che, il 12 Luglio alle 19, inaugurerà all’Istituto Cervantes di Palermo la sua mostra inserita tra gli eventi collaterali di Manifesta12.

A vent’anni di distanza dalla residenza di Miguel Barceló, nella suggestiva chiesa sconsacrata di Santa Eulalia dei Catalani, situata nel cuore della Vucciria, l’artista darà vita a “Santo Animal”. All’inaugurazione sarà presente l’Ambasciatore di Spagna in Italia, Jesús Manuel Gracia Aldaz.

Santo Animal, a cura di María Jesús Martínez Silvente, è un progetto di arte contemporanea realizzato in collaborazione con l’Universidad de Málaga – UMA, l’Instituto Cervantes di Palermo e con il sostegno di Oficina Cultural Embajada de España en Italia, NH Hotel Group e con il patrocinio di Oficina económica y comercial de España en Italia.

Dieci giorni di permanenza, scoperta, ispirazioni e suggestioni che Santiago ha voluto fortemente per lasciarsi avvolgere da ciò che Palermo sussurra. “Durante questa residenza artistica all’interno dell’ex chiesa – spiega Santiago Ydáñez – mi lascerò ispirare dai luoghi più simbolici della città e continuerò a lavorare sull’idea di barocco e sul dialogo plastico tra Caravaggio e Ribera.

Sarà esposta una versione della natività con i Santi Lorenzo e Francesco e delle tele che ritraggono le mummie dei cappuccini. La Chiesa di santa Eulalia, spazio sconsacrato all’interno di un mercato, è il luogo perfetto dove i temi religiosi si combinano con quelli profani e umani”. Durante la residenza artistica, dunque, Santiago Ydáñez realizzerà delle opere che verranno esposte, insieme ad una selezione dei suoi più celebri lavori.

Un legame, quello con Palermo, nato quasi vent’anni fa: “La prima volta che sono venuto a Palermo – continua – è stato nel 2000 per fotografare le catacombe dei cappuccini ma è stato solo a partire dal 2006 che ho cominciato a lavorare al concetto di barocco, utilizzando quelle fotografie che avevo scattato, in un dialogo con il romanticismo. Da questo studio nacque una mostra presentata a Oporto, presso la galleria Fernando Santos”.

In mostra sarà presente anche un’opera il Catalano disseccato, elemento di collegamento e congiunzione con i temi portanti di Manifesta 12 – all’interno della quale la mostra è inserita nella sezione Collateral – ovvero integrazione, immigrazione, unione e disintegrazione. L’opera, ispirata ad una storia ambientata durante l’invasione di Napoleone in Spagna, ha come protagonista un uomo catalano che combatté ardentemente contro il nemico.

Finita la guerra, andó in Francia a lavorare come muratore e morì fatalmente cadendo da un’impalcatura. Il suo corpo è oggi esposto nel Museo D’Allard di Montbrison. È curioso pensare come quest’uomo, che aveva lottato per difendere la propria patria, morì a causa di un incidente sul lavoro proprio nel paese contro il quale aveva combattuto.

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