Alla scoperta dell’artista Ivano Mazzucchi

A raccontare la sua arte e il suo stile, Piero Melissano

Diceva Pablo Picasso “la pittura è una professione da cieco: uno non dipinge ciò che vede, ma ciò che sente, ciò che dice a se stesso riguardo a ciò che ha visto”.

E ancora Caspar David Friedrich, pittore tedesco “l’unica vera sorgente dell’arte è il nostro cuore, il linguaggio di un animo infallibilmente puro. Un’opera che non sia sgorgata da questa sorgente può essere soltanto artificio. Ogni autentica opera d’arte viene concepita in un’ora santa e partorita in un’ora felice, spesso senza che lo stesso artista ne sia consapevole, per l’impulso interiore del cuore”.

Sulla sfondo di queste citazioni, l’arte può essere definita come impulso del cuore e l’artista è colui che rimanda nell’opera, ogni ineffabile disagio e ogni sconfinato piacere. I colori, i tratti e le configurazione, sono guidati dalla sfera emotiva dell’artista. L’arte è idea, pensiero, linguaggio, capace di veicolare messaggi e trasmettere emozioni.

Essere creativi è un dono, un’indole, un modo di essere, un’opportunità per riflettere su se stessi e sul mondo che ci circonda. L’arte predispone all’ascolto e ci consente di guardare con occhi diversi, il cinema, la pittura, la natura. L’arte è negli occhi di chi guarda e nella mente di chi ascolta.

Ivano Mazzucchi
Ivano Mazzucchi

Una testimonianza preziosa e appassionata, sul modo di intendere l’arte, è quella di un artista versiliese, Ivano Mazzucchi, pittore contemporaneo, scultore, paesaggista, naturalista, scenografo. Nasce a Camaiore, provincia di Lucca. È un uomo antico, dai sentimenti veri e dalla disponibilità grande. Un uomo che cerca di costruire il senso della propria esistenza, insieme agli altri, non trascurando gli affetti personali.

A 5 anni comincia ad impastare l’argilla per realizzare statuine. Successivamente si dedica al disegno. A 14 anni, diventa allievo del pittore italiano Cesarino Monti, definito il “pittore dei clown” e acclamato dalla critica. Inizia un lungo percorso tecnico- artistico, in cui forgia il proprio talento naturale, apprendendo tutte le tecniche pittoriche (disegno, olio, tempera, affresco e tecniche varie). Frequenta il liceo artistico di Carrara, dove viene premiato dal pittore Carlo Carrà, uno dei grandi artisti versiliani.

S’iscrive ai corsi di scenografia della Accademia di Brera di Milano e successivamente alla Accademia Albertina di Torino, dove vince il prestigioso “Premio Avondo”. Si diploma e inizia l’attività di scenografo nel cinema milanese, con Lizzani, Nichetti, Giordana. Negli anni si afferma in tutti i settori della scenografia: dal teatro lirico al teatro di posa, dal varietà, al musical e agli spettacoli di scena, fino ai grandi spettacoli circensi internazionali, curando l’allestimento delle figurazioni teatrali, cinematografiche e televisive.

E’ nota la sua collaborazione con con la RAI (“Portobello” con Enzo Tortora, “Giochi senza frontiere”, “40 e dintorni” con Enzo Biagi e altri spettacoli) e con le televisioni private (“Grand’ Hotel” per Canale 5, “Quo Vadiz” per Rete 4, “Drive In” con Ezio Greggio e altri ancora).

Piero Melissano - PM Management Group
Piero Melissano – PM Management Group

A raccontare il suo percorso, Piero Melissano: «incontrare un artista autentico, è stata un’esperienza semplice ed esaltante. Ivano Mazzucchi è un artista poliedrico, nel suo percorso artistico, ha maturato grande esperienza, conoscenze ed abilità. Diventare suo amico è stato molto importante, sia professionalmente che umanamente. Ho avuto la possibilità di approcciare ad un mondo misterioso e affascinate, come quello della scenografia».

«Per me – continua Melissano -, Ivano è stato fonte di apprendimento e di conoscenze. Ciò che mi ha legato particolarmente a lui, è la passione per la natura, una passione che, fin da piccolo, ha coinvolto pure me. Con lui ho compreso come immergermi nelle bellezze naturali dei laghi, dei fiumi, del verde. Con lui ho imparato ad assaporare la grandezza delle montagne, come vivere gli odori e le sensazioni dei giardini, come far riflettere le luci nelle rocce».

Così prosegue Melissano: «Ivano mi ha insegnato il modo e le tecniche, per rendere suggestivo un giardino, facendo ricorso ad un gioco di luci e ombre, associando, il giardino mediterraneo con l’asiatico, in armonia con il paesaggio circostante. Abbiamo portato in giro lo stile dei giardini, regalando sensazioni nuove e riscuotendo successo. Entrare nel suo studio è come entrare in una stanza buia e aprire una finestra, respirando odori intensi, creatività e cultura. Ricordo tutte le sue battute che, nonostante il tempo trascorso, restano scolpite nella memoria, come citazioni estrapolate dal suo libro preferito. Ha scelto il mezzo espressivo della pittura per comunicare il suo sentire».

«La mia passione artistica si è evoluta negli anni – spiega l’artista Ivano Mazzucchi -. Attraverso l’arte, esprimo sentimenti ed emozioni. Cerco di portare sulla tela i miei pensieri, i sogni, le speranze e i desideri. Amo dipingere ciò che sento, trasferendo sulla tela ciò che provo, come una grande liberazione. Se ho un sogno o un impulso inconscio, faccio ricorso al disegno o alla pittura. Sono tendenzialmente un figurativo. Mi è capitato di dipingere autoritratti, scambiati qualche volta per foto. Ogni mia opera, prima di arrivare sulla tela, si forma nella mia mente. La realizzazione è la conclusione di un lavoro interiore».

«La mia arte -continua Mazzucchi- è un continuo divenire. Ho deciso di unire la bellezza che può suscitare un’immagine, all’energia del pensiero. Ho un sogno, quello di fare della mia vita ciò che desidero. Nella vita sociale dobbiamo fare i conti con delusioni e incertezze. Spesso l’arte è lasciata ai margini e il suo valore culturale viene manipolato. Le gallerie d’arte e i musei, oggi sono sempre meno numerosi. Le mostre sempre meno valorizzate. Aumentare la visibilità degli artisti e raggiungere un pubblico sempre più vasto, dovrebbe essere un obiettivo da perseguire e consolidare. Per concludere faccio mia la citazione di Renato Guttuso: “la pittura è un segreto tra me e me stesso, una relazione misteriosa tra me e il mio quadro, e il mio modello, la mia mela sul piatto”.»

Non tutti possono essere definiti grandi artisti. Ivano Mazzucchi lo è, grazie alla forza delle sue opere.

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