Alla scoperta degli antichi ingressi di Palermo: l’arco della Cala

La città che viveva del suo mare aveva tante porte lungo la costa quante erano le merci principali che sbarcavano in porto

La piazzetta delle Dogane, con l'omonima porta, la chiesa della Catena e la statua di Filippo IV in un dipinto ottocentesco
La piazzetta delle Dogane, con l'omonima porta, la chiesa della Catena e la statua di Filippo IV in un dipinto ottocentesco

Palermo, città il cui mare era fonte economica indispensabile. Nei secoli passati la maggior parte delle merci arrivava dal Porto, la Cala. Lungo le mura difensive furono realizzati diversi ingressi che venivano aperti in occasione dell’arrivo di uno specifico tipo di merce e che, una volta sbarcato e passato dalla dogana, lì poteva essere venduto. Calce, legna, carbone, pesce, frumento avevano infatti un proprio spazio e una porta assegnata, sempre realizzata con una struttura semplice, poiché strettamente legata a uno scopo pratico.

La Porta del Molo Vecchio si trovava accanto alla Porta Felice. Al tempo della costruzione di quest’ultima (dal 1582), veniva adoperata esclusivamente per il frumento, ma risultava poco appropriato e scomodo l’ingresso delle merci sul lato della Passeggiata a mare. Fu chiusa nel 1603 perché sostituita da una nuova apertura sull’arco della Cala, detta Scaricatore (propriamente dello scaricatore di frumento), chiusa nel 1800.

La Porta della Dogana
La Porta della Dogana

La Porta della Dogana (detta anche Doganella) delimitava lo spazio antistante la chiesa della Catena. Costruita nel 1520, era tappa obbligata per pagare le tasse relative alle merci sbarcate. Abbellita nel 1628 dal viceré duca di Alburquerque, presentava le decorazioni del suo casato e quelle della città di Palermo. Era la porta più elegante e studiata dell’arco della Cala, data la sua importante funzione di rappresentanza e di ingresso “commerciale” alla città, la cui altezza totale toccava i quindici metri. Essa definiva lo spazio antistante la Catena rendendolo raccolto e suggestivo in un modo che oggi risulta difficile immaginare, e che era completato da una statua prima di Filippo V, poi di Filippo IV. Per esigenze di traffico la porta viene abbattuta nel 1852.

La porta della Pescaria
La porta della Pescaria

La Porta della Pescheria (o Pescaria) era la porta del mercato del pesce, realizzata nel Quattrocento e collegata da un arco alla chiesa di Santa Maria di Portosalvo. Era una piccola porta rivestita di marmo che serviva al transito del pescato, e che fu demolita nel 1596 per l’apertura della vicina Porta Carbone, mentre il mercato del pesce si spostava nella direzione del Castello a Mare.

La Porta del Carbone e della Legna
La Porta del Carbone e della Legna

La Porta del Carbone e della Legna serviva per il passaggio di queste due materie prime, e pertanto non era una porta particolarmente elegante come poteva essere quella della Dogana. Viene abbattuta dopo la metà dell’Ottocento, ma tuttora se ne ricorda l’esistenza, dato che una parte della Cala viene ancora chiamata col suo nome.

La Porta della Calcina serviva all’ingresso e alla vendita di calce e sabbia, in corrispondenza di piazza Fonderia. Realizzata dopo il 1560, non si ha notizia dell’epoca della sua demolizione, ma solo della sua semplice forma ad arco a tutto sesto.

L’ultima porta dell’arco della Cala, verso il Castello a Mare, era la Porta di Piè di Grotta. Forse era nata anch’essa per scopi commerciali, ma la ragione principale per cui era nota è quella del suo nome. Negli anni Sessanta del Cinquecento era stata realizzata la chiesa della Madonna detta di Piè di Grotta, e si racconta di una forte devozione dei palermitani che in gran numero vi si recavano. Si decise quindi, nel 1585, di realizzare una porta, anch’essa molto semplice e di piccole dimensioni, che tracciava il percorso verso la chiesa, e che forse fu realizzata con le elemosine degli stessi fedeli. Quest’area si specializzò nella vendita del pesce, attributo che è rimasto fino ai giorni nostri (con il cosiddetto mercato ittico).

Provando a convertire il traffico di auto odierno con un traffico di carri, merci e persone, ingiallendo tutto come in una vecchia foto, si riesce a immaginare quanto potesse essere movimentata e laboriosa Palermo?

La posizione delle porte lungo la Cala
La posizione delle porte lungo la Cala

Fonte dell’immagine in copertina: Santa Maria della Catena, Ed. Abadir 2003. Le immagini delle porte sono tratte da L. Triziano, Le porte della città di Palermo al presente esistenti, 1732, ristampa Ed. Grifo 1988.


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